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2 agosto 2012

Gli studenti-archeologi riportano alla luce i resti del passato

Si sta concludendo in questi giorni a Badia Pozzeveri (Altopascio) la seconda campagna di scavi della Field School archeologica organizzata dall’Università di Pisa e dalla Ohio State University (USA) sul sito dell’antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri. I risultati preliminari degli scavi sono stati resi noti in una conferenza stampa tenuta dal direttore scientifico Gino Fornaciari e da Alessandra Guidi, prorettore all’internazionalizzazione dell’Università di Pisa. Le fasi di scavo hanno portato alla luce svariate fasi sepolcrali comprese tra l’XI e il XIX secolo, tra cui un cimitero del ’700 destinato ai bambini, noto in Toscana come “paradisino”, e hanno portato a una scoperta rara e inaspettata: una fossa per la gettata delle campane risalente alla fine del XVIII secolo, in cui sono ancora ben visibili le impronte degli stampi per la fusione del bronzo.

Dopo gli scavi condotti a giugno da quattordici studenti del master di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense, organizzato dalle università di Pisa, Milano e Bologna, sono 26 gli studenti americani (laureandi, laureati e dottorandi) provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada che hanno partecipato alla Field School di luglio. Durante il loro soggiorno in Italia sono stati seguiti da un’equipe di archeologi e antropologi, italiani e stranieri, supervisionati dal professor Gino Fornaciari (Università di Pisa) e dal professor Clark Spencer Larsen (Ohio State University). All’attività sul campo, distribuita in quattro aree di scavo di circa 70 mq ciascuna, sono stati affiancati tre laboratori distinti a cui hanno preso parte tutti gli studenti. Una collaborazione col dipartimento di Scienze della Terra (Adriano Ribolini e Monica Bini) ha permesso di affrontare la lettura, con metodi non invasivi (georadar), del deposito archeologico.

Le tombe più antiche sono emerse nell’area a contatto con l’abside e con il transetto nord. È stato nella porzione est dell’area, vicino al campanile, che è stato individuato il cimitero destinato ai bambini, che ha restituito diverse inumazioni infantili ben conservate di fine ’700. Al di sotto delle tombe infantili stanno emergendo dei tagli allungati, riempiti da abbondanti strati di calce, che preannunciano la presenza di sepolture “da catastrofe” dovute ad episodi di morte collettiva. Nell’area di fronte alla facciata è stata inoltre scavata una tomba di famiglia risalente al XII-XIII secolo, probabilmente destinato a i membri di una famiglia di ricchi laici, benemeriti nei confronti dell’Abbazia di San Pietro. Infine, l’area di scavo a nord della chiesa ha permesso di individuare i resti di un loggiato del XIII secolo che si impostava a ridosso del chiostro dell’abbazia e che è stato abbandonato nella seconda metà del XV secolo.

Attraverso la redazione di un diario giornaliero italiano/inglese sul sito www.paleopatologia.it è stato possibile promuovere la conoscenza archeologica del sito, e informare giorno dopo giorno gli interessati delle scoperte effettuate. Numerosi visitatori hanno poi potuto assistere direttamente agli scavi in corso, dal momento che è stato allestito in loco un percorso di visita attrezzato. L’abbazia di Pozzeveri si trova infatti sul tracciato principale della via Francigena, l’arteria medievale che collegava il nord Europa a Roma, riscoperta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di camminatori e pellegrini.

Immagine tratta da http://www.paleopatologia.it

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