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6 agosto 2012

Grattacielo con vista (su Londra)

Dopo una gestazione durata 12 anni, in tempo perfetto per le olimpiadi di Londra, è stato inaugurato all’inizio di luglio lo Shard London Bridge, il grattacielo più alto d’Europa progettato dall’architetto italiano Renzo Piano. La torre piramidale rivestita di vetro è alta 309,6 metri, suddivisi in 95 piani destinati a uffici, hotel, ristoranti e abitazioni private e rimodella significativamente lo skyline urbano della capitale britannica.

In un’intervista al quotidiano “La Stampa” Piano dichiara che lo Shard “incarna lo spirito del tempo” e che si colloca “In una zona che era da recuperare e da rilanciare, dove c’è una delle stazioni di pendolari più grandi di Londra […]. L’architettura non può esistere senza narrazione. Ha bisogno di poesia, di intelligenza, di creatività e anche di invenzioni. E persino di una visione politica in senso classico. Lo Shard è tutto questo. […] La visione politica sta nel capire che le città non possono più espandersi orizzontalmente. Si spersonalizzano. E il mondo diventa una gigantesca baraccopoli”.

Sebbene gli interventi sul tessuto urbano si siano susseguiti negli ultimi anni con un certa disinvoltura e con alcuni acclamati successi (la Swiss Re Tower di Foster è ormai uno dei landmark del panorama cittadino), le polemiche su questo ultimo capitolo dell’architettura londinese non sono mancate.

È di pochi giorni fa un articolo sulla prestigiosa rivista “The Architectural Review” che, assieme ai commenti entusiasti di figure autorevoli, non risparmia qualche critica al più noto architetto italiano. Patrik Schumacher, co-direttore di Zaha Hadid Architects, pur esprimendo la sua ammirazione per quest’opera gigantesca, ritiene che il progetto sacrifichi la funzionalità in favore della purezza formale della piramide, mentre Peter Buchanan crede che il progetto iniziale di Piano fosse meglio proporzionato, ma eccessivamente alto.

Simon Jenkins, presidente del National Trust, affida un giudizio ancor più critico alle colonne di “The Guardian”: “questa torre è un’anarchia. Non si conforma a nessuna pianificazione urbanistica […]. Non offre alcun forum o funzione civile, solo appartamenti e hotels di lusso”, e aggiunge “lo Shard è stato furiosamente ostacolato dalla gente locale, dal municipio di Southwark e dalle autorità per gli edifici storici”.

Pareri degli esperti a parte, questo edificio crea qualche problema anche a qualcun altro, dai comuni cittadini alla famiglia reale. Salire in cima al grattacielo e godere del panorama mozzafiato sulla città costa 25 sterline, un prezzo non certo economico ma, si sa, è Londra, mentre il Principe Carlo sostiene che lo Shard oscuri la cattedrale di St. Paul ma, si sa, il Principe Carlo non è la Regina.

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