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23 agosto 2012

Novecento Napoletano incontra il Teatro dei Templi a Paestum

Altri Orizzonti a Salerno

La canzone classica partenopea e la classicità dell’arte ellenica si incrociano a Paestum.

Il kolossal musical-teatrale Novecento Napoletano incontra la maestosità del Teatro dei Templi domani, venerdì 24 agosto, per il terzultimo appuntamento della XV edizione del Paestum Festival, la kermesse di danza, musica e teatro ideata e diretta da Mario Crasto De Stefano, realizzata dal Comune di Capaccio-Paestum e cofinanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell’ambito del Programma Operativo FESR 2007-2013 Asse 1 Obiettivo Operativo 1.9 La tua Campania cresce in Europa.

In scena, dunque, uno dei più complessi spettacoli musicali degli ultimi anni che ripercorre tra partiture originali, coreografie, illustrazioni e scenografie, l’epoca d’oro per le Arti napoletane. Protagonisti principali gli “interpreti” per eccellenza Rosaria De Cicco e Federico Salvatore, con Susy Sebastiano, Massimo Masiello, Salvatore Misticone, accompagnati dall’Orchestra diretta dal M° Mariano Bellopede con gli Arrangiamenti Musicali del M° Tonino Esposito. A vent’anni del suo debutto, il progetto di Lello Scarano e Bruno Garofalo Novecento Napoletano si ripresenta al pubblico in una nuova versione che esalta la ricerca artistica e culturale sull’età d’oro della canzone napoletana, declinandola nell’affascinante e coinvolgente formula del musical. Si potrebbe quasi definire ‘un’opera divulgativa’ di straordinario impatto ‘formativo’, una sorta di ‘antologia’ musical-letteraria ‘illustrata’ della tradizione classica partenopea, apprezzata in tutto il mondo grazie alla forza della messa in scena e alla scelta del repertorio musicale.

LO SPETTACOLO Era il 1992 quando Novecento Napoletano debuttò al Teatro Politeama Giacosa di Napoli portando in scena circa cento artisti, tra musicisti, interpreti, tecnici, danzatori, comparse, in una sequenza ininterrotta di quadri a tema e di coreografie ispirate alle illustrazioni ed alle pitture dell’epoca: un successo forte ed unanime, con novanta giorni di programmazione che dalle principali città italiane si propagò fino alle tappe all’estero (Parigi, Tokyo, Buenos Aires, Zurigo).  Un gradimento di pubblico superiore ad ogni aspettativa confermato anche nelle edizioni successive proposte. Il motivo di tale riscontro, va ricercato, oltre alla qualità degli artisti in scena, nella formula drammaturgica e di esecuzione musicale dello spettacolo, che si è avvalsa di alcune componenti tra le più normali e semplici, e forse proprio per questo, difficili da ottenere ed ancor più da mantenere: il rispetto delle partiture originali, l’interpretazione affidata ad attori/cantanti, quindi “interpreti” come esige tale genere di canzone, in grado di rendere nelle interpretazioni tutto il contenuto teatrale e spettacolare di quei versi, ma anche la citazione iconografica delle tante immagini dell’epoca che sui frontespizi decorati delle partiture e nelle scenografie accuratamente ricercate e documentate accompagnavano la presentazione e l’esecuzione spettacolare dei brani. «Così come è accaduto per altri momenti dell’espressione musicale Napoletana, fatta oggetto di ricerche storiche e filologiche approfondite e lontana da ogni forma di folklore strapaesano, ci sembrava che fosse ora di ricordare anche questo momento alto della produzione napoletana nel campo della musica popolare d’autore – spiega uno degli autori Bruno Garofalo – recuperando questo episodio così creativo della nostra storia, sfrondandolo da tutti gli orpelli, dai luoghi comuni, dalla retorica ovvia e modesta nella quale dal dopoguerra in poi è scivolata la canzone Napoletana, fatte le doverose quanto rare eccezioni. Una piacevole visita ad una Napoli che non c’è più e della quale ci piacerebbe conservare il meglio».

Il successo ottenuto nelle tre precedenti edizioni, il sollecito giunto da più parti a ricostituire e rimettere in scena questa felice testimonianza antologica della storia musicale partenopea, unita all’esigenza del mercato internazionale per un prodotto capace fondere spettacolo e documentazione artistica, ha spinto gli autori verso una riedizione dello spettacolo originale, quello nato nel ‘lontano’ 1992, che resta, per molti, lo spettacolo più completo ed equilibrato di tutta la serie e che per questo viene scelto, nella sua completezza, per costituire un repertorio stabile della grande musica napoletana. Il progetto si avvela della collaborazione ai testi di A. Karima Campanelli e Raffaele Esposito, i costumi sono di Mariagrazia Nicotra, i movimenti coreografici  a cura di Enzo Castaldo.

L’INCONTRO CON I PROTAGONISTI Prima dello show si terrà il consueto rendez-vous informale tra artisti e pubblico del Paestum Festival: l’Incontro con i protagonisti di Novecento Napoletano è previsto alle 19.30 presso la piazzetta della Basilica Cafè nell’Area Archeologica, a pochi passi dal Teatro dei Templi. Ingresso libero.

INFO UTILI L’inizio dello spettacolo è previsto per le ore 21.30. Il costo dei biglietti, disponibili presso le abituali prevendite e il Botteghino del Teatro, è di 17 euro (incluso il diritto di prevendita) per entrambi i settori previsti (poltrona numerata e gradinata). Il Teatro dei Templi è in via Magna Grecia Area Archeologica di Paestum (Salerno) – ingresso Nord.

GLI ULTIMI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL Il cartellone della XV edizione del Paestum Festival volge ormai al termine, ma riserva un denso fine settimana. Dopo l’appuntamento di domani, venerdì 24, con Novecento Napoletano, si procede con le suggestioni dei “Viaggi di Ulisse“, (sabato 25 agosto), concerto mitologico per strumenti e voci registrate scritto e diretto da Nicola Piovani: un racconto in musica nella mitologia classica sulle note delle sue composizioni originali create dal Premio Oscar© – accompagnato da i Solisti dell’orchestra Aracoeli – e suscitate dalle letture e l’immaginazione di alcune vicende odissiache, che trova nel Teatro dei Templi di Paestum una location d’elezione. Dagli eroi del mito a quelli contemporanei: a incarnare l’ideale percorso tra passato e futuro, che funge da fil rouge del Paestum Festival, il teatro civile di Giuseppe Ayala in “Chi ha paura muore ogni giorno – I miei anni con Falcone e Borsellino“, tratto dall’omonimo libro edito da Mondadori. A vent’anni dal drammatico 1992 – che ha visto la tragica scomparsa dei due magistrati – Ayala racconta la sua verità in un “incontro-spettacolo” che pone l’attenzione sulla Sicilia, su Cosa Nostra, sulla politica e la giustizia italiana di allora come di oggi. In scena, dove campeggia un grande albero di magnolia, simbolo palermitano della lotta alla mafia, accanto a Giuseppe Ayala l’attrice Francesca Ceci.

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