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28 agosto 2012

Il Mediterraneo in un tamburo

Il Salento, tutta la Grecia possibile racchiusa nella punta dello stivale più multietnico del mondo, dove le razze, le culture, i volti e le usanze di tutto il Mediterraneo si sono scontrate, sposate, fuse e ritrovate e hanno dato vita ad un crogiuolo di umanità che rappresenta uno dei più grandi esempi di integrazione e compatibilità di vari pensieri e modi di essere.

Tutto ciò ha dato vita, tra le altre cose, alla Pizzica e alla Taranta, due generi musicali dai ritmi rievocanti arcani di un’umanità primitiva che si affacciava alla civiltà creandola, come un genio pazzo dà le regole all’arte che sta ponendo in essere.

Musiche dalle tonalità creole, promiscue, spurie nella loro assoluta promiscuità di metafisiche sporche che hanno portato alla formulazione di principi armonici senza logica che portano alla follia del movimento: Dioniso che trasfigurandosi e sfigurandosi il volto perde il senso di se stesso. E allora perché non mischiare il tutto con la musica dei vicini Balcani, finestra occidentale dell’oriente che, dalle Termopili all’Idroscalo, da sempre bussa alle porte dell’Europa.

Perché non prendere la Notte della Taranta nella sua quindicesima edizione e non farla dirigere da quel folle genio della musica popolare di Goran Bregovic? E così a Melpignano, anche quest’anno, il 25 di Agosto, la magia si è trasformata in una solida e danzante realtà, con un concertone di cinque ore, con trentamila spettatori in delirio, nessuno fermo, tranne per stramazzare a terra sfinito da quel ritmo incessante che non poteva che obbligarlo che a continuare a muovere le gambe, seguirlo, fargli sorgere in petto la gioia senza senso che solo una danza senza tempo può provocare.

Un delirio sublime, controllato da un’organizzazione da 110 e lode che non ha lasciato nulla al caso, punti ristoro e servizi igienici efficientissimi, nessun incidente: trentamila persone sfinite di gioia e solo di quello, perfetto.

Poco rimane per le polemiche legate a una “Bella ciao” che così non l’avevamo mai sentita, meno ancora a quei pochi che vedevano la notte della Taranta solo come la notte in cui si doveva fare Taranta e Pizzica: Bregovic non ha svilito, ha arricchito il senso di essere cittadini del Mediterraneo, dell’Europa che si affaccia sul mare, dell’Eurasia che nel Salento prende forma

 

Fonte foto: informazione.it

 

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