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31 agosto 2012

Il modello “Erasmus” applicato agli agricoltori

È tutto pronto per il lancio del progetto pilota sullo scambio di agricoltori negli stati ospitanti dell’Unione Europea, che vede i giovani agricoltori come giovani studenti.

Una nuova possibilità che il programma Erasmus offre, proprio grazie agli innumerevoli benefici che quest’ultima proposta potrebbe produrre.

La Commissione Europea ha a tal proposito lanciato un bando di gara finalizzato alla valutazione dello stesso programma di scambio, per i giovani occupati nel settore agricolo.

D’altro canto anche la stessa Unione Europea ha messo a disposizione di questa nuova iniziativa, un budget che oscilla tra l’1 e l’1.5 milioni di euro. Dalla sua creazione negli anni ’80 circa 3.000.000 di studenti hanno potuto studiare e lavorare all’estero grazie a questa borsa di studio nell’ambito del programma di apprendimento, che ha come obiettivo lo sviluppo di nuove competenze acquisite e l’utilizzo di quest’ultime, durante il corso di tutta la vita.

Dal prossimo anno il programma sarà intitolato “Erasmus per tutti” dato che è unicamente finalizzato a valutare e testare le possibilità, i requisiti e il quadro giuridico europeo, per l’attuazione di programmi di scambio per giovani agricoltori.

Per poter partecipare alle offerte è necessario compilare un’apposita domanda entro il prossimo 5 Ottobre, che prevede l’iscrizione al bando e la possibilità di realizzazione dell’esperienza entro 24 mesi dall’aggiudicazione dell’appalto.

Le finalità del programma, sono quelle di aiutare gli aspiranti imprenditori europei ad acquisire le competenze necessarie per avviare e gestire con successo una piccola impresa in Europa. A tal proposito proprio la Confederazione italiana degli agricoltori, fa sapere che le aziende del comparto vitivinicolo italiano, sono in testa alle liste di preferenza straniera.

L’aiuto che questi giovani riceveranno, consentirà loro di intraprendere rapporti di collaborazione internazionale e sfruttare le potenziali occasioni di cooperazione con partner stranieri che si presenteranno, creando relazioni costruttive tra centinaia di giovani imprenditori europei.

A loro volta, i nuovi imprenditori comunitari possono arrivare in Italia ed essere ospitati per un periodo variabile da uno a sei mesi per poter comprendere le tecniche ed i segreti del nostro Made in Italy agro-alimentare.

Apprenderanno e scambieranno conoscenze e soprattutto idee di business con affermati imprenditori, con il quale collaboreranno, mettendo a loro completa disposizione l’esperienza seppur breve, maturata nel settore d’interesse.

 

 

Fonte immagine: http://cdn.gazzettadellavoro.com

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