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11 agosto 2012

Il teatro popolare del Bruscello di Montepulciano rilegge il mito di “Orfeo e Euridice”. Dal 12 al 15 agosto in Piazza Grande

Si intitola “Orfeo e Euridice” la 73° edizione del Bruscello di Montepulciano, celebre esempio di teatro popolare italiano organizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello, che, come ogni anno, rinnova la sua tradizione il 12, 13, 14 e 15 agosto a Montepulciano (Si).

Lo spettacolo, in tre atti, andrà in scena sul sagrato della Cattedrale in Piazza Grande, interpretato e cantato con arie popolari da attori non professionisti, da circa 100 comparse con un età dai 6 ai 70 anni, e una orchestra di 13 elementi. Il mito di “Orfeo e Euridice”, è il primo bruscello di una nuova trilogia dal titolo “Il mito dell’amore” che vedrà poi nel 2013 “Tristano e Isotta” e nel 2014 “Romeo e Giulietta”. Le musiche sono del maestro Alessio Tiezzi, i testi di Raffaele Giannetti mentre la direzione artistica e la regia sono di Franco Romani.

Questa rappresentazione ripercorre la storia di Orfeo ( interpretato da Marco Banini), abilissimo suonatore di cetra che si innamora della ninfa Euridice (Irene Tofanini) e la sposa. Un giorno la donna, mentre era su un prato a raccogliere fiori, viene morsa da un serpente e muore. Orfeo dapprima si dispera e poi raggiunge gli inferi dove tenta di commuovere il Re dell’Ade, Plutone ( Stefano Bernardini), perché gli renda la sua sposa. Riesce in questa impresa ma ad una sola condizione: che non si volti a vedere Euridice finché non saranno nel regno dei vivi, altrimenti la perderà. Orfeo promette, ma poi non resiste e guarda la sua sposa e in quel momento Plutone la richiama negli inferi persa per sempre. La rivisitazione della storia di Orfeo da parte del Bruscello passa attraverso un immaginario popolare che non si fa scrupolo di contaminare le storie più diverse e, soprattutto, di leggerle a suo modo. Ai personaggi più importanti come Orfeo, Euridice, Aristeo ( interpretato da Matteo Benvenuti), Plutone, Proserpina (Chiara Protasi), tratti da Poliziano a Gluck in poi, si aggiungono altre presenze non trascurabili (né trascurate nella storia letteraria e teatrale dell’Orfeo, come Caronte o Apollo, le Parche, per esempio) ed altre più rare o addirittura nuove, come Aracne, Syrinx, la Fama o un giullare, più vicini alla mentalità popolare. Tutto questo per creare una storia avvincente e interessante dove la sua particolarità è quella di sviluppare una narrazione che parte dai personaggi e dalle loro storie mentre la musica mette insieme suoni e atmosfere popolari con tutto quello che rappresenta il grande bagaglio musicale italiano.

Tra le curiosità il ruolo dello Storico, il personaggio che introduce l’argomento di ogni atto, sarà affidato al Presidente della Compagnia, Marco Giannotti, riprendendo una tradizione che affida proprio al capo della compagnia questo ruolo. Il cantastorie invece, il personaggio che introduce ogni scena, è affidato ad Alessandro Zazzaretta. “Un Bruscello atipico rispetto alla tradizione – commenta Marco Giannottivisto il collocamento storico ben oltre i classici periodi nei quali vengono ambientati i bruscelli. Sarà un grande spettacolo che siamo convinti sarà apprezzato perché il nostro pubblico ha sempre accolto con favore la nostra voglia di rinnovamento nel solco della tradizione”. “Questo antichissimo Orfeo ci racconta la fine del mito – spiega il regista Franco Romaniper così dire dell’Ade, e l’avvento della Storia, dunque della morte e della sua irreversibilità, un concetto molto sentito da quella che è stata la società contadina ma che anche oggi mantiene la sua attualità Infine, la poesia che, commuovendo il sordo signore dell’aldilà, fa resuscitare Euridice è l’immagine dell’arte in quanto memoria e surrogato di ciò che il tempo ci sottrae. Ci chiediamo poi se il nostro eroe – e prima di lui Euridice – debba morire o no. Che si parteggi per l’una o l’altra soluzione non fa troppa differenza perché ci sono delle umanissime ragioni in entrambe, come dire nel disincanto o nel sogno. Per me, Orfeo vince la sfida proprio voltandosi, perché così dimostra – conclude Romani – che il suo amore è più forte di ogni divieto come avevano già suggerito Gluck e Calzabigi”.

Inizio dello spettacolo ore 21.30 e il costo del biglietto d’ingresso 12 euro intero, ridotto 10 euro. Il Bruscello è organizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello in collaborazione con il Comune di Montepulciano, la Provincia di Siena e la Regione Toscana oltre a sponsor privati. Il manifesto è stato disegnato da Rosalba Claudini.

Per informazioni: Associazione Compagnia Popolare del Bruscello, tel. 0578.758529, www.bruscello.it

Breve storia del Bruscello

Il Bruscello deriva dal termine arboscello, in origine dal latino arbor che significa albero. Una forma di teatro popolare rappresentato per secoli in Val di Chiana, nel cuore della Toscana, da compagnie di contadini itineranti che, nelle pause del lavoro, innalzavano un ramoscello e si spostavano da podere in podere raccontando in ottava rima poemi e le storie della tradizione popolare dove maggiore era la tensione drammatica come Pia de Tolomei, Ghino di Tacco ma anche storie tratte dalla Bibbia o dalla vita dei santi. Tutto questo fino al 1939 quando dalle campagne si trasforma in una vera e propria avanguardia teatrale con uno spettacolo che trova come palcoscenico il sagrato della Cattedrale di Montepulciano con scenografie, costumi, impianto d’illuminazione e una piazza che per quattro sere l’anno si trasforma in un vero teatro. Da quel momento nasce anche la Compagnia Popolare del Bruscello che da 73 anni porta avanti lo spettacolo seguendo sempre uno spirito innovativo seppure nel solco della tradizione.

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