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23 agosto 2012

“Joint Lab, Internet delle Cose”, la rete e gli oggetti quotidiani

Terabit al secondo

All’accordo tra l’Unical e la Wut, la cinese University of Technology, del 21novembre 2011, è seguita la nomina del prof. Giancarlo Fortino come Guest Professor presso l’Ateneo cinese, ad aprile 2012 e, recentemente, un accordo di collaborazione firmato tra Unical e WUT per fondare un “Joint Lab on Internet of Things Technologies

Joint Lab

Joint Lab

Il “laboratorio congiunto” si propone di sviluppare ricerca di base e applicata nell’area emergente di sviluppo dell’Internet of  Things.

Il responsabile del Joint Lab presso l’Unical è il prof. Fortino del DEIS, mentre presso la WUT è il prof. Wenfeng Li della Scuola di Logistica e Informatica.

La WUT ha già creato due laboratori, su nanotecnologie e materiali, con il MIT e la Virginia Tech.

L’accordo prevede di supportare attività di ricerca, partecipazioni congiunte a progetti di ricerca internazionali,  azioni per la cooperazione tra spin-off  Unical e WUT, oltre a scambi di studenti e ricercatori.

La scelta di cofondare questo Joint Lab

La scelta di cofondare questo Joint Lab è stata presa dalla Università cinese in virtù dei significativi risultati di ricerca dell’Unical, nel campo informatico e per le ricerche sulle reti di sensori wireless, wearable computing,  agenti software e sull’Internet of Things.

Internet of Things, letteralmente, Internet delle cose, una tecnologia emergente, riportata, nel Hype Cycle Special Report del 2011, dalla società americana Gartner come la tecnologia più promettente, con l’obbiettivo di rendere “intelligenti” gli oggetti quotidiani,  dallo spazzolino da denti all’automobile,  dalla propria casa alle città. L’ulteriore possibilità da sviluppare è la capacità di rendere cooperanti gli oggetti quotidiani, attraverso  reti wireless o mediante Internet,  per sostenere al meglio le attività umane con sistemi e servizi innovativi.

Sono obbiettivi che questa speciale tecnologia condivide con la visione di CISCO, operatore nell’ambito delle tecnologie per Internet, per cui Internet of Things avrà una dimensione di trilioni di dispositivi connessi in rete.

La progettualità attuale su cui il Lab si confronterà, grazie anche alla collaborazione scientifica con il gruppo del prof. Li, è incentrata su un dominio applicativo che potrà creare un supporto valido alle disabilità in ambito urbano.

Un prototipo di “smartwheelchair“, sedia a rotelle intelligente, che servirà l’utente sia a casa che all’aperto, in locali pubblici e privati.

L’interazione con l’utente, mediante sensori senza fili, sarà creata da un meccanismo che potrà essere indossato e grazie ad una centrale di monitoraggio e controllo, verrà utilizzato proprio tramite Internet of Things.

Il progetto si avvarrà della collaborazione di un dottorando del prof. Li, mr. Xiuwen Fu fino al prossimo novembre presso il SenSysCal.

lo spin-off fondato dal prof. Fortino e ospitato a Technest.

È utile dare uno sguardo alle capacità tecnologiche che il gruppo di Giancarlo Fortino ha sviluppato in progettualità concrete nell’ambito della New Technology.

Son proprio i risultati raggiunti e apprezzati derivanti da tre progetti di ricerca ad avere convinto la Wut a definire l’accordo collaborativo.

Si tratta del progetto internazionale SPINe  – Signal Processing In Node Environment -, lanciato nel 2007 assieme al Berkeley WSN Lab di Telecom Italia, l’Università di Berkeley in California e l’Università del Texas di Dallas.

Il progetto è open source e ha coinvolto l’attenzione di un’ampia comunità internazionale di utenti che, come in ogni open source che si rispetti, può riutilizzare le metodologie e il software sviluppati nel progetto, per realizzare sistemi basati su reti di sensori applicati in molteplici settori, come l’interazione sociale, le situazioni di emergenza, la cura della salute, il fitness, e altro.

Il secondo progetto, FP7 CONet,  è una rete di eccellenza che ha come scopo lo sviluppo di tecnologie innovative, hard e soft, per la Internet of Things.

L’ultimo recente progetto è il PON TeTRis, partito nel gennaio 2011: anche qui si definiscono metodi di base per lo sviluppo di “smart objects”,  i mattoncini “lego” dell’Internet of Things.

Naturalmente le ricerche rifulgono in pubblicazioni internazionali, e quattro di esse in riviste internazionali indicizzate ISI con “impact factor” (IEEE Sensors Journail; IEEE Transactions on Systems, Man and Cybernetics part C: Applications and Reviews,  Software practice and Experience, Journail of Engineering Applications of Artificial Intelligence).

Diverse le pubblicazioni nelle conferenze principali sulle reti di sensori indossabili ed il “wearable pervasive computing“: BodyNets, BSN, EWSN, SMC, ccGRID.

Melina Rende

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