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22 agosto 2012

La felicità filosofica, secondo Aristotele

Dal 20 al 25 di agosto si terrà a Monaco il XIII convegno internazionale della Siepm, dal titolo “Pleasure of Knowledge” : filosofi da tutto il mondo discuteranno della filosofia medievale e del concetto di felicità.

Senza dubbio è pensiero comune ritenere il medioevo un periodo oscuro e buio, ma i risultati dell’ultimo convegno della Siepm Société internationale pour l’étude de la philosophie médiévale– organizzato da Thomas Ricklin e Marc-Aeilko Aris  saranno destinati a lasciare interdetti chi credeva alla vulgata comune. Negli ultimi vent’anni infatti studiosi e accademici si sono dedicati alla ricerca di fonti filosofiche e storiografiche basandosi su una domanda centrale, che è il fulcro di tutto il convegno: che cos’è il vero piacere e la vera felicità per l’uomo? e si possono modificare in una forma di vita?

Se ragioniamo partendo dagli scritti di Averroè, insieme ad altri filosofi del XIII secolo tra i quali Boezio di Dacia che a loro volta partono dalla Metafisica di Aristotele, -grazie agli studi condotti su quest’ultimo da Luca Bianchi e Gianfranco Fioravanti, senza dimenticare il lavoro di  Irene Zavattero su un altro pensatore medievale Giacomo da Pistoia– ora si ritiene che costoro pensassero proprio che soltanto tramite l’attività filosofica si poteva raggiungere la felicità. quindi la vita filosofica in sè è l’unica in grado di far raggiungere all’uomo in quanto essere pensante l’obiettivo al quale tutti mirano, ovvero la felicità.

Del resto il pensatore stagirita in una sua opera , l’ Etica nicomachea (libro X), era stato chiaro: si è esseri umani  pienamente umani, in quanto si è filosofi, quando cioè etica e conoscenza insieme a felicità e attività intellettuale si intrecciano, cosa che avviene proprio con la figura del filosofo del XII secolo, e grazie anche alla creazione delle Università, luogo in cui la nuova figura d’intellettuale -quella appunto del filosofo di professione, nel quale si coniugano Arte ed Esperienza- trova la sua sede ideale.

Il campo della ricerca del convegno della Siepm spazierà quindi anche su come si è sviluppata la nuova figura dell’intellettuale medievale e come si sia articolata,  andando a scoprire il nesso tra piacere e sapere, indagando sulle loro tecniche di ricerca e sulle loro scale di valori, nonchè sui conflitti di natura etica.

Ma la domanda fondamentale, quella cui in fin dei conti tutti ci poniamo è la seguente: qual è la natura umana e quali sono i suoi desideri? In attesa dei risultati delle ricerche dei filosofi medievisti chiamati a convegno dalla Siepm, possiamo soltanto concludere citando Aristotele con un suo celebre aforisma :”Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità“.

per maggiori informazioni sul convegno :  www.lmu.de/siepm2012

(credit photo : www.linguaggioglobale.com)

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