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2 agosto 2012

L’era Dell’Era Dellera

Felice ritorno al celebre teatro Carroponte di Sesto San Giovanni in Milano, dopo un bel pò di date in autunno, che hanno fatto da presentazione al suo “Colonna sonora originale” disco d’esordio come cantautore di Roberto Dell’Era, già conosciutissimo negli ambienti musicali milanesi e nazionali essendo Roberto Dell’Era il bassista e co-compositore insieme a Manuel Agnelli delle canzoni della band rock alternative all’italiana Afterhours.

Sarà dunque questa sera 02 agosto, che il Carroponte darà il bentornato al bassista degli Afterhours che ha iniziato nell’ottobre scorso questa avventura da solista, pubblicando questo album in cui cerca di trovare anche lui uno spazio personale, dove magari poter esprimere maggiormente la sua parte intimista nelle sue canzoni.

Già nei pezzi degli Afterhours si sente la vena introspettiva in cui si riconosce la mano del musicista giramondo che ha avuto esperienze musicali anche nel mondo anglosassone, per poi tornare in Italia a cercare di fare buona musica anche qui.

L’album registrato con Cesare Basile, Lorenzo Corti e Alessio Russo, comprende tra le sue tracce il pezzo “Le parole” che è un rifacimento, o meglio la versione italiana della canzone Into Outer Space della band Thoug Gang, ragazzi di Birmingham con cui Roberto Dell’Era ha suonato per due anni.

Il testo, ha dichiarato il cantautore, che come nome d’arte ha scelto il suo cognome privato dell’apostrofo, Dellera, ha diversi livelli di lettura, anche se si comprende bene di cosa parli. Il senso è che le parole non sono e non devono essere quello che la nostra società vuole farci credere.

Le parole non hanno uno scopo normativo secondo l’autore, ma libertario, non confondono ma comunicano. Ognuno può trovarci quello che vuole, ognuno ha il diritto a riprendersi il suo disordine.

Il singolo è stato curato alla regia da Giorgina Pi, realizzato dal collettivo Bluemotion per la fotografia di Federico Annichiarico. L’accompagnamento musicale dà poi quel tocco britannico che già si sente in alcuni arrangiamenti degli Afterhours ma che nei pezzi che compongono il lavoro di Dell’Era prende il sopravvento dando una forte caratterizzazione anglofona anche al modo in cui interpreta l’ipostazione delle linee vocali dei testi delle canzoni

 

Fonte foto: letlovegrow.it                                      

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