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24 agosto 2012

Lo Sri Lanka chiude tutte le università

Colombo – Sri Lanka – chiudono le università. Il governo mette i lucchetti a tutte le università del Paese. Nessuna facoltà resta aperta ad eccezione di medicina. Lo scorso 22 luglio il presidente Mahinda Rajapaksa ha deciso di dare una risposta pronta ed immediata allo sciopero dei docenti universitari in corso da circa due mesi.

Il governo, infatti, ritiene che il comportamento tenuto dai docenti sia irresponsabile e menefreghista nei confronti degli studenti e del loro compromettibile futuro. La Futa – Federazione delle associazioni dei docenti universitari considera, invece, che la responsabilità di questo blocco del sistema educativo sia unicamente annoverabile alle decisioni politiche definite “stupide e ingiuste”.

La Futa ha inoltre manifestato in piazza contro la chiusura delle facoltà e ha stilato una lista di richieste allo Stato. Innanzittutto viene chiesto di assegnare il 6% del Pil al settore dell’istruzione; di aumentare lo stipendio dei docenti; di garantire l’indipendenza delle università da qualunque interferenza politica. Nell’organizzare la protesta tenutasi ieri, i membri della Futa, i politici dell’opposizione e leader religiosi si sono incontrati al Csr – Centre  for Society and Religion.

Il monaco buddista Ven. Shobitha ha dichiarato secondo quanto riportato dalla stampa locale: “L’intero sistema educativo sta attraversando una profonda crisi. Gli aiuti economici alle università non sono sufficienti, e questo sta creando una situazione malsana. Già 20 professori sono stati costretti ad abbandonare il Paese”.

“Questo problema dovrebbe riguardare tutta la popolazione, perché questa crisi colpisce in modo molto grave noi giovani, il nostro futuro, e l’intero settore educativo. Dovremmo lottare tutti insieme e impegnarci per i diritti rivendicati dalla Futa, e per garantire un’educazione libera e gratuita per i nostri figli. Tra il 2005 e il 2010, lo Stato ha chiuso 355 scuole, costringendo gli studenti a trasferirsi in città e spendere molti soldi, se volevano ancora studiare. Questo governo sta annullando il valore dell’istruzione, cercando di renderla un bene di consumo” ha affermato Sanjeewa Bandara, presidente del movimento studentesco universitario.

 

immagine tratta da www.images.google.com

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