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22 agosto 2012

L’umana inumanità

Non è necessario credere in una fonte soprannaturale del male; gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.

Joseph ConradSotto gli occhi dell’occidente, 1911

Melfi (come il resto del mondo) – Vi voglio raccontare una storia che forse alcuni già conoscono poichè è comune in ogni dove, ma una di quelle che non vengono raccontate abbastanza nonostante ve ne sarebbe bisogno.

Qualche anno fa un cane ribattezzano Spino, perchè razza Spinone, ha subito sevizie gratuiti; gli è stato legato del fil di ferro intorno ai testicoli che gli ha fermato il flusso sanguigno e che ha costretto il veterinario che ha dovuto operarlo a tagliargli i testicoli e il pene e a ricostruirglielo con un tubicino per permettergli di vivere.

Le storie sui maltrattamenti dei cani sono comuni, sembra che l’essere umano si diverta così ed ogni tanto su qualche blog o bacheca di facebook, si leggono le parole di qualcuno che forse ha una coscienza funzionante.

Spino è soltanto uno dei tanti cagnolini che si è sempre fidato delle persone, le ha sempre guardate con i suoi occhioni pieni di speranza perchè lui cercava soltanto una casa dove stare e un padrone che lo amasse. Il sogno di ogni cane. Spino non ha smesso di credere nell’uomo quando gli ha fatto del male, ha continuato ad amarlo nonostante tutto e saltellando e rotolandosi nei prati ha continuato a cercare amore. Con i suoi peli arruffati e gli occhi un pò nascosti che facevano vedere quanto amore ci fosse in quel cucciolo, perchè Spino è stato abbandonato per strada da piccolo, forse perchè qualcuno doveva andare in vacanza.

Da quasi due anni Spino aveva un semi-padrone che gli dava da mangiare tutti i giorni litigando con il resto della gente, che gli sistemava un po’ il pelo arruffato e accorciava la frangetta per permettere ai suoi bellissimi occhi di vedere il mondo. Da due anni Spino iniziava a sentirsi amato da un padrone che si occupava di lui quando stava male, ma tutto ciò non è bastato a fermare quella parte oscura che c’è in ognuno di noi.

Giovedì 9 Agosto, per l’ennesima volta abbiamo dimostrato a questo cucciolo che nella vita non serve sperare che le cose cambino, perchè nel profondo le cose sono quelle, i fatti stanno così, noi uomini facciamo schifo e guai a fidarti di noi.

Spino, quella mattina calda di agosto, ha perso la vita e la speranza.

Spino quella mattina sputava schiuma bianca, aveva le convulsioni, correva da un angolo all’altro della strada perchè stava male e aveva paura e la corsa del suo angelo custode, Ernesto, non è servita a nulla perchè durante il tragitto in macchina per raggiungere il veterinario Spino ha dovuto dire addio a quell’unico uomo che lo ha amato e si è preso cura di lui.

Spino è stato avvelenato.

Adesso Ernesto ha un magone, ha dovuto seppellire il suo amico, ma questo magone dovrebbe appartenere a tutti noi e una cosa del genere non dovrebbe più ripetersi perchè le cose non possono e non devono andare sempre allo stesso modo.

Ora Spino ha smesso di soffrire, nessuno ha scritto o parlato di lui, e questo vuole solo essere un ricordo per le coscienze che tacciono oscurate dalla società che a tutto pensa tranne che a se stessa.

Spino ora corre rotolandosi e saltellando con il suo pelo arruffato, tra le nuvole del paradiso e nei cuori di chi lo ha conosciuto.

Spino però è il simbolo della nostra vergogna che non emerge, resta nascosta.

Tutto è al peggio nel più malvagio dei mondi possibili. Non sulla porta dell’inferno, bensì su quella della vita, bisognerebbe scrivere: Lasciate ogni speranza.

Louise-Victorine Ackermann Choquet, Pensieri di una solitaria, 1882

Addio Spino.

Fonte immagine: Matteorinaldiblog

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