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31 agosto 2012

Musica maestro, inizia lo scontro

Cosa lega un direttore d’orchestra ed un chitarrista, entrambi italiani, la città di San Francisco ed una delle danze rituali più antiche del mondo: lo zurkhaneh?

Per scoprirlo è sufficiente aspettare l’8 settembre, data d’inizio dell’ Iranian Film Festival, che si terrà presso la città californiana e che vedrà anche l’esibizione di The House of Strength, il tempio dei lottatori persiani dello zurkhaneh.

Ospiti fissi del British Museum dal 2007, si sono esibiti lo scorso anno anche a Roma al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica.

Questi ginnasti – lottatori – ballerini mantengono viva una tradizione che affonda le proprie radici nella cultura Iraniana pre-islamica.

Lo zurkhaneh, che in persiano significa “casa della forza”, si tiene tutt’oggi in alcune palestre di tutto l’Iran.

Attraverso lo scorrere del tempo, questa danza si è imbevuta di riti e culture diverse, dal sufismo al mitraismo, mantenendo sempre intatto, però, l’orgoglio tipico del nazionalismo iraniano. Oggi è un misto di ginnastica, danza e preghiera.

Si svolge nel centro di un’arena ottagonale ribassata dove una dozzina di uomini in piedi dimostra la propria forza per mezzo di una serie di gesti rituali e volteggiando come abili dervisci. Tutta la cerimonia è accompagnata dal ritmo del tamburo percosso da un musicista che contribuisce ulteriormente al misticismo dell’evento, cantando i versi dello Shahnameh e di Hafez, il poeta più amato in Iran.

Dirige le musiche, per questa occasione, il maestro Federico Spinetti e tra i musicisti un chitarrista d’eccezione, nato a Bergamo, Giuliano Belotti.

Una disciplina sportiva, dunque, che si fonde con la musica per acquisire la sacralità del rito, ma lo zurkhaneh non ne è il solo esempio.

Basti ricordare come anche una delle arti marziali più cruente e più antiche: il Muay Thai o boxe thailandese, preveda la Ram Muay, ovvero una danza rituale che viene eseguita con movimenti lenti e simbolici accompagnati da una musica che prende il nome di Dontree Muay ed accompagna tutto lo svolgimento dell’incontro. L’intensità della Dontree Muay cresce man mano che l’incontro si fa più cruento. Questa danza serve per ottenere il favore degli spiriti benigni e per scacciare gli spiriti maligni dal terreno dello scontro.

Per non parlare, poi, dell’ormai onnipresente capoeira brasiliana, da molti ritenuta erroneamente una vera e propria danza. Arte marziale a tutti gli effetti, si serve della musica per ottenere la perfetta armonia dei movimenti. Accompagnata da strumenti ad arco rudimentali e tamburi, utilizza diversi tipi di ritmi conosciuti come toques.

La musica, dunque, accompagna, migliora e nobilita l’esercizio fisico, divenendo una componente fondamentale dell’attività sportiva.

Dopotutto, già parecchi secoli prima di Cristo, è il poeta greco Omero a paragonare Odisseo ad “un uomo esperto di cetra e di canto” quando tende senza fatica la corda dell’arco e quella risponde con “un bel suono, come garrito di rondine”.

 

fonte foto: http://www.capoeiranapoli.it/capoeira.jpg

 

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