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18 agosto 2012

Nimesulide, l’antinfiammatorio pericoloso

Nimesulide

E’ vero, non siamo più abituati al dolore, e siamo sempre meno disposti a tollerarlo. Ma i rimedi come la Nimesulide sono sempre efficaci?

Nimesulide

Nimesulide

Che sia una forte emicrania o un leggero mal di testa, che sia un problema  cronico o solo passeggero, il dolore ci spaventa, ci infastidisce, ci disturba.

E allora si apre la caccia al medicinale miracoloso, armadietti dei medicinali presi d’assalto alla ricerca di un antidolorifico che attenui il dolore nel minor tempo possibile, farmacie miraggi da raggiungere  in fretta e furia.

Ma siamo sicuri che l’antidolorifico tanto agognato sia poi così efficace? O meglio ci siamo mai chiesti se la sua azione, tanto benefica quanto limitata, causi problemi più grossi al nostro organismo di quelli che combatte momentaneamente?

La ricerca sulla Nimesulide

E’ ormai da parecchi anni che varie ricerche hanno evidenziato la pericolosità del principio attivo costituente degli antidolorifici, il Nimesulide,che potrebbe portare addirittura a epatotossicità idiosincratica, ma pare che noi italiani siamo riusciti a ignorare bene il campanello d’allarme.

Sebbene già dal 2002, ricercatori dell’Università di Basilea, in Svizzera, avevano dimostrato l’epatocissità dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), in Italia, ancora oggi, viene consumata una percentuale del 60%  della produzione mondiale di questa possibile bomba a orologeria.

In  paesi come la Finlandia, la Spagna e l’Irlanda, il commercio di tali medicinali si è arrestato proprio nel 2002 dopo alcuni trapianti di fegato in persone che abitualmente utilizzavano il farmaco.

In altri paesi ancora invece, come Giappone e Stati Uniti, non è nemmeno mai stata richiesta la registrazione per il principio attivo. Questo dovrebbe farci riflettere!

L’Aulin è sicuramente il marchio più famoso della Nimesulide, questa è un principio attivo che agisce sulla ciclo ossigenasi-2 (COX2) ed è ampiamente utilizzata nel trattamento delle condizioni infiammatorie e dolorose. Il pericolo maggiore è che questa sostanza può provocare rari ma gravi effetti indesiderati a livello epatico.

Il consiglio perciò, che arriva dal British Medical Journal già dal 2003, è di sostituire l’assunzione di tale farmaco con altri antinfiammatori o con il Paracetamolo (anche noto come Acetaminofene),  in particolare nei bambini.

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