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27 agosto 2012

Poli tecnici professionali per incentivare l’occupazione

Il Governo Monti interviene sul problema occupazione e istituisce un piano per ridurre i tempi di attesa tra il conseguimento degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro.

Il piano si chiama Poli tecnici professionali e saranno attivi a partire dal prossimo anno. Obiettivo un minor tasso di disoccupazione e una maggiore facilità per le aziende nella ricerca e nell’assunzione di personale.

Il progetto nasce in seguito agli allarmanti risultati riscontrati da Unioncamere nel corso di un’indagine statistica. Dall’indagine è emerso infatti che nel corso degli ultimi mesi le aziende hanno avuto difficoltà nella selezione del personale: ben  22.210, con una percentuale del 14%, sono le assunzioni ritenute di difficile reperimento per la carenza di personale idoneo in possesso dei requisiti per l’assunzione nelle aziende.

Ma per risolvere questi inconvenienti il Governo ha pensato anche all’istituzione del Comitato nazionale per l’alternanza della scuola lavoro. Il Comitato ha il compito di intervenire attraverso mezzi giuridici e  organizzativi nella definizione di linee guida che incentivino le opportunità lavorative degli studenti e l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani indipendentemente dal tipo di studi raggiunto e dell’istituto frequentato.

Nelle linee guida saranno contenuti anche i modelli di certificazione delle competenze acquisite dagli studenti nel percorso scuola lavoro che serviranno ad arricchire i curricula vitae rendendoli più qualificati e professionali. Un passo in più verso l’ottimizzazione dei tempi di assunzione.

I Poli tecnici professionali, ideati dal Miur e dai  Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, sono attualmente in fase di realizzazione e prevedono un collegamento tra due istituti professionali, un centro di formazione professionale e due imprese della filiera produttiva di riferimento.

Particolarmente entusiaste dell’iniziativa si dicono le organizzazioni Confartigianato e Confindustria, che si mostrano interessate nel mobilitare le imprese alla partecipazione delle attività dei Poli attraverso l’utilizzo di laboratori, risorse professionali e altre risorse di cui dispongono.

Intanto, in attesa della completa attuazione del progetto, le regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Sardegna e Sicilia hanno già aderito al primo “esperimento” dei Poli puntando sul turismo. Grande attenzione è rivolta infatti alla filiera turistica con l’obiettivo di incentivare il turismo, ultimamente in calo a causa della crisi economica.

 

Foto tratta dal sito: www.consiglio.regione.toscana.it

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