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29 agosto 2012

Precari Uniti: solo critiche per il Concorso Scuola 2012

 In questi giorni l’argomento sulla bocca di tutto è il Concorso Scuola promosso dal  ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che si propone di assegnare 11.892 cattedre in tutte le scuole statali d’Italia a partire già dall’anno accademico 2013-2014.

Il bando, che uscirà solo il 24 Settembre, ha già fatto parlare di se, e non in senso buono. Il gruppo “Precari Uniti” – docenti e lavoratori della scuola statale – hanno già annunciato che non appena uscirà sarà ulteriormente oggetto di contestazioni e che faranno di tutto pur di tutelare i loro diritti e la scuola pubblica.

In particolare i Precari Uniti chiedono che gli attuali precari vengano immessi tutti in ruolo dalle Graduatorie, e che non siano più soggetti a penalizzazioni economiche e professionali. Ma non solo: questo concorso è contestato sopratutto perché, nonostante l’obiettivo sia quello di ringiovanire la classe dei professori, al concorso non parteciperanno i giovani aspiranti docenti, ma i cosiddetti precari storici, quelli che invece bisognerebbe “eliminare”. Si parla sempre di meritocrazia sia per studenti che per docenti, ma nel momento in cui la spending review intende mandare i 10mila docenti “di troppo” ad insegnare una qualsiasi materia in varie scuole, viene spontaneo chiedersi dove sia finita la così famigerata meritocrazia, così come la qualità che lo Stato dice di voler assicurare alla scuola italiana.

Altra cosa che non è andata molto a genio ai Precari Uniti è l’affermazione che non ci siano stati concorsi dal 1999 fino ad oggi, quando invece sarebbe meglio ricordare che le scuola di specializzazione a numero chiuso e con prova selettiva e finale, hanno avuto in tutti questi anni lo stesso valore di un concorso. Inoltre i Precari Uniti si chiedono quali sarebbero i criteri che ha portato il Ministro alla decisione di reintegrare il concorso e sottoporre docenti con la stessa anzianità e gli stessi titoli a questi quiz, dopo che fin dal 2000 sono stati immessi in ruolo docenti abilitati senza alcuna prova aggiuntiva. Questi test sono ritenuti del tutto inutili e privi di senso, in particolare le parole di Luciano Canfore, professore di Filologia Classica all’Università Aldo Moro di Bari, rendono chiara l’idea di come questi siano del tutto marginali: “per vedere la maturità di una persona è necessario che componga un testo di senso compiuto, non che faccia queste prove irrilevanti dove un cretino che ha una buona memoria supera i quiz e una persona di cultura che non ricorda un dettaglio viene esclusa”, aggiungendo che “è antieducativo”.

Oltre a subire le critiche di tutti, bisogna tener conto anche della spesa economica che comporta un concorso del genere. La graduatoria dei docenti intenzionati a partecipare per ora conta 230 mila interessati. Questo implica la necessità di una struttura adatta all’organizzazione del concorso, almeno 3 mila commissari da inserire nelle commissioni esaminatrici, il prendere in prestito attuali docenti scolastici e “rimpiazzarli” momentaneamente con supplenti, per un costo totale di circa 150 milioni. In tempi di crisi come questi, è davvero necessario spendere questi soldi, considerando che il sistema prevede già una graduatoria con la quale già si conoscono i potenziali docenti da assumere?

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