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22 agosto 2012

Università di Milano-Bicocca: i raccomandati sono meno stipendiati!

A contraddire tutte le nostre certezze sull’esistenza, purtroppo, di tante raccomandazioni e di come tra queste ci sia una vera e propria gara, tra chi ce l’ha più forte, e di come i cosiddetti “raccomandati” o “protetti” occupino i posti più in alto con guadagni incredibili a zero sforzi, lo rivela l’Università di Milano-Bicocca.

Infatti, secondo uno studio condotto dall’Università di Milano-Bicocca e coordinato dal professore di Statistica economica Paolo Mariani, avente come oggetto i neolaureati tra il 2007 e il 2010, i raccomandati sarebbero pagati meno di quanti si affidano invece, al classico invio del curriculum vitae.

Addirittura l’ateneo milanese ci svela che, a ricevere uno stipendio più alto non siano quelli che conoscono la “gente giusta”, i “raccomandati”, il cui stipendio medio è di circa 978 euro, ma in realtà a ricevere uno stipendio più alto, circa 1.090 euro, sarebbero quei laureati che scelgono di rivolgersi ad agenzie o uffici per il lavoro. E chi l’avrebbe mai detto? Soprattutto in questo momento di totale crisi economica e lavorativa!

Per quanto riguarda invece, coloro che si inseriscono tra quelli della candidatura spontanea, ottengono in media retribuzioni più alte dei raccomandati. Infatti il loro guadagno si aggira attorno ai 1.034 euro. E non finisce qui… l’autocandidatura sembra essere più diffusa di quanto si possa immaginare! Secondo l’indagine dell’Università di Milano-Bicocca, i neolaureati che consegnano semplicemente il loro curriculum, sono passati dal 48 per cento del 2007 a una percentuale pari al 56 per cento del 2010.

Ciò ci dimostra due verità; la prima che, questi ragazzi hanno una grande voglia di lavorare, (quindi tanto bamboccioni o mammoni, come disse qualcuno, non lo sono affatto!), la seconda è che la tendenza di ricorrere a vie più semplici, come amicizie e conoscenze per trovare lavoro, sia superata dall’autocandidatura! Inoltre, sembrerebbe proprio che i raccomandati nelle società di maggiori dimensioni, non siano un gran numero, in quanto conta di più il proprio curriculum.

Se nella nostra mente c’era la certezza di come la società sia formata più da raccomandati che da non, oggi con i dati alla mano, abbiamo capito che dobbiamo solo rimboccarci le maniche per poter coltivare tanta cultura da arricchire il nostro sapere e anche il nostro curriculum, del resto come disse Aristotele “Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci”!

Fonte foto http://www.modellocurriculum.com/

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