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3 settembre 2012

2012: l’imposizione è ancora di moda

Just the woman I am

Chi avrebbe mai pensato che dietro decenni di matrimoni si nascondesse ancora l’ombra del matrimonio combinato? 2012: l’imposizione è ancora di moda

Imposizione

Imposizione

Ebbene si, il “” di convenienza fa ancora gola a molti. Si pensi che solo in Svizzera, attraverso le ricerche dell’Università di Neuchâtel, si è potuto appurare come negli ultimi due anni ben 1400 donne sono state sottoposte a pressioni da parte dei parenti al fine di decidere della loro vita secondo “criterio”; per l’esattezza l’università elvetica ha riscontrato 348 casi per sposarsi, 384 per divorziare e 659 per rinunciare al divorzio.

Il caso svizzero, purtroppo, è solo da monito per quanto succede nell’intera Europa che è piena di casi in cui i genitori hanno deciso della vita dei loro figli non pensando alle loro volontà. Nessuna nazione esclusa. Anche la nostra penisola è stata più volte teatro di scelte frutto di convenienze. L’ultimo caso a Lugano agli inizi di agosto, vittima una ragazza che si era opposta alla decisione del matrimonio combinato è stata pugnalata, fortuna che la ragazza è sopravvissuta al gesto insensato dell’uomo.

Ma non possiamo dimenticare i numerosi casi di violenza da parte delle famiglie che imponevano alle loro figlie una vita orientale in un paese occidentale e nel momento in cui dessero segni di cedimento alla nuova cultura venivano severamente punite dall’acido all’uccisione, non importava la pena, l’importante era che onorassero il buon nome della loro famiglia e sottomettersi alle loro culture d’appartenenza.

Questi sono solo degli esempi, i più eclatanti, ma quante ragazze italiane sono sottoposte alle stesse pressioni dai loro parenti al fine di sacrificarsi e “scegliere” quel buon partito che possa garantire a lei e alla sua famiglia una vita serena economicamente? Tanto l’amore poi viene, dicono.

Nel frattempo in Svizzera sembra che sia pronta a dire basta a quest’ondata di soprusi ed imposizioni che negano alle donne straniere una vita nel pieno delle loro capacità. Il ministro federale, Simonetta Sommaruga, infatti,  ha disposto che già dal prossimo autunno le donne straniere residenti in Svizzera saranno tutelate al fine di scongiurare questi episodi di pressione.

Un piccolo passo verso la vita civile di ogni singolo cittadino. Speriamo che anche le altre nazioni europee siano pronte a darsi una mossa quanto prima, intanto aspettiamo.

 

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