• Google+
  • Commenta
16 settembre 2012

Campobasso, la città delle scuole chiuse

Caos nelle scuole del capoluogo molisano. Il sindaco si oppone alla riapertura: solo tre gli istituti superiori che hanno dato inizio alle lezioni, niente da fare per le scuole dell’obbligo.

L’11 settembre sarebbe dovuta essere la data prevista per la riapertura delle scuole in Molise, ma le cose non sono andate esattamente così, almeno non a Campobasso. A metterci lo zampino è stato il sindaco della città Luigi Di Bartolomeo che, solo pochi giorni prima della data fatidica, si è scagliato contro quanto ciò che normalmente avviene ogni anno: la riapertura delle scuole a settembre.

Inutile dire che la tempestiva dichiarazione del primo cittadino ha suscitato clamore e indignazione, oltre che per la tempistica degna di un esperto del settore, anche per le motivazioni che sono alla base della veemente requisitoria di cui il sindaco si è reso protagonista solo alcuni giorni fa. “In galera non ci voglio andare! –ha dichiarato su Il Fatto – Ci deve essere un decreto che ripristina la norma della gradualità della messa a norma delle scuole.”

Il punto della questione è infatti la messa a norma delle scuole molisane, la maggior parte delle quali non avrebbero ancora tutti i requisiti necessari per essere dichiarate sismicamente agibili e venire quindi regolarmente utilizzate. Il sindaco ha perciò deciso che, poiché non ci sono soldi per la messa a norme degli edifici scolastici e che non vuole essere ritenuto in alcun modo responsabile della mancata sicurezza degli studenti, le scuole non riapriranno fino a quando non ci sarà una proroga del decreto 151 del 2001, che di fatto impone ai comuni italiani di adeguare tutte le scuole alle nuove leggi.

Tuttavia molti si sono chiesti perché il problema sia stato sollevato soltanto ora, ben due anni dopo i termini di scadenza per adeguare le strutture alle norme previste da tale decreto, ma di fronte al fatto che la sua decisione, sebbene corretta, giunge abbastanza in ritardo, Di Bartolomeo si è limitato a commentare su Primo piano Molise con un “Certo che è tardi, ma se non se ne importa il Ministero mica posso prendermi io tutte le responsabilità del caso!”, riuscendo a rimandare l’apertura non solo di tutte le scuole dell’obbligo, ma anche degli istituti superiori, di competenza della Provincia.

Di questi, soltanto tre sono stati riaperti, il 12 settembre, perché risultati in regola: il liceo artistico, il liceo scientifico e l’istituto professionale, mentre gli altri undici istituti sono stati dichiarati sprovvisti della certificazione di prevenzione incendi e pertanto resteranno chiusi, almeno fino al 19 settembre, quando si terrà a Roma un vertice tra i Ministri dell’Interno Cancellieri e dell’Istruzione Profumo, dove si deciderà per la proroga o meno del decreto sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Nel caso tale proroga non venga concessa, Di Bartolomeo presenterà le sue dimissioni.

Ma la situazione resta drammatica: per ora le scuole non apriranno e si cerca di trovare una soluzione immediata per evitare che i ragazzi perdano troppi giorni di scuola. Il consigliere regionale Michele Petraroia ha dichiarato su il Tempo: “Il tema della sicurezza nelle scuole è particolarmente delicato in una regione che ha pagato uno scotto drammatico in termini di vite umane. Ma proprio per questo non può essere derubricato a formalismi burocratici tesi più a salvaguardare gli enti che a garantire le tutele per studenti, docenti e personale scolastico. Si individui subito una risoluzione per i certificati di prevenzione antincendio e si stabilisca un percorso che metta in sicurezza gli edifici scolastici, con progetti di manutenzione e interventi antisismici.”

Gli unici a gioire della decisione del sindaco di non far aprire le scuole non possono essere altri se non gli studenti, che potranno restare in vacanza ancora per un po’, ma quelli più assennati si domandano se in realtà la scelta di Di Bartolomeo non sia volta più a tutelare se stesso che gli studenti.

I rappresentati dell’UdS (Unione degli Studenti) hanno commentato sempre su il Tempo la necessità di una legge che tuteli il diritto allo studio: “La nostra associazione si impegnerà nuovamente per far sì che questa battaglia si trasformi in una legge, che assicuri a tutti un futuro non precario. Chiediamo a gran voce il coinvolgimento delle istituzioni regionali, invitandole a tenere in considerazione le nostre proposte per risolvere problemi e disagi manifestati da tempo dalla popolazione studentesca.”

E speriamo che il tempo sia un buon consigliere.

 

 

Fonte foto

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy