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13 settembre 2012

Cavi addio: batterie cariche grazie al wireless

Il futuro viene dal passato. Grazie a una scoperta del fisico inglese Michael Faraday fatta nel 1831, a breve potremmo buttare via i nostri caricabatterie. La legge dell’induzione elettromagnetica: è questa la vecchia scoperta che è alla base delle nuove tecnologie che si stanno sviluppando.

La legge di Faraday permette una ricarica di tipo induttivo, o ricarica senza fili, e quindi il trasferimento di energia tra due apparecchi elettrici, grazie allo sfruttamento dei campi elettromagnetici. Per ottenere questo scambio, il ricevente e il mittente devono essere necessariamente vicini tra loro ma non serve che siano proprio a contatto.

Il principio dell’induzione elettromagnetica non è nuovo per le industrie e viene già comunemente utilizzato nella realizzazione di dispositivi che incontriamo ogni giorno come alternatori, trasformatori, motori elettrici, altoparlanti, ecc. La tecnologia per sfruttarlo è semplice e consiste solamente nell’utilizzo di comuni bobine di filo di rame.

Ovviamente ci sono aziende che da diversi anni stanno lavorando su questo ‘nuovo’ sistema di ricarica. Una per tutti la Apple che nel 2008 ha depositato un brevetto per la realizzazione di appositi apparecchi con tecnologia a ricarica induttiva. Intanto che Apple si decide a far uscire i suoi prodotti, è nato l’Alliance for Wireless Power (A4WP): un accordo tra Samsung e Qualcomm allo scopo di giungere a una «standardizzazione globale di una tecnologia per il trasferimento di energia via wireless».

In realtà qualcuno che da tempo sfrutta questa tecnologia c’è: si tratta della Braun che già dai primi anni novanta utilizza la ricarica induttiva per i suoi spazzolini da denti senza fili. A questi si aggiunge ora il nuovo telefonino Samsung Galaxy SIII che avrà la medaglia di primo smartphone ricaricabile a induzione. L’apposito accessorio, prodotto dalla Zen’s e distribuito al costo di 60 euro circa a partire da settembre, va collegato alla rete elettrica. La cover posteriore del telefonino va poi sostituita così da trasformarla nel secondo elemento di ricarica.

Ma c’è chi pensa già in grande e l’dea più interessante è quella di inserire sotto il manto stradale le basette per la ricarica, così da rendere invisibili i punti ed evitare antiestetiche basette esterne. Inoltre, istallando questi punti ricarica in giro per vialetti, parcheggi, semafori e oltre, nessuno resterebbe più a secco.

Un esperimento in merito è già attivo in Corea, al Seoul Grand Park di Gwacheon City: un trenino si muove all’interno del parco ricaricandosi strada facendo grazie a strisce sotterranee che erogano energia. In inghilterra, invece, la Qualcomm ha creato delle piazzole di ricarica senza fili in connubio con la Citroen e la sua citycar 100% elettrica, la Citroën CZero. La stessa Audi sta facendo studi in questa direzione.

Fonte articolo e foto: http://vocearancio.ingdirect.it

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