Smartphone e Tablet ultima Generazione: sottili e ultraveloci, “utili per gli esami”

Redazione Controcampus 25 Gennaio 2013

Nuovi dispositivi per nuove forme di apprendimento, Nuovi Smartphone e Tablet ultima Generazione ma anche nuovi metodi per copiare.

Smartphone e Tablet ultima Generazione di ultima generazione sono entrati prepotentemente nella vita quotidiana, modificandola (sicuramente) e migliorandola (non sempre, siamo veramente sicuri di desiderare di essere costantemente connessi con il mondo?), tanto da entrare di diritto nel 2010 nel paniere italiano, per calcolare l’indice dell’ inflazione. Non solo, grazie alla loro facilità ed immediatezza di utilizzo vengono sempre più spesso utilizzati come strumenti didattici nelle scuole, con le dovute precauzioni.

Smartphone e Tablet ultima Generazione, come già preannunciato al CES, sono ultra veloci grazie alla rete 4G, dagli schermi sempre più ampi e definiti e sempre più ibridi, a metà tra tablet e pc. Si parte da Microsoft, con il nuovo tablet Surface, caratterizzato da un’involucro in magnesio, con uno schermo da 10’6 poliici con risoluzione HD da 1080p e disponibile in diverse variante di colori. Naturalmente monta il sistema operativo windows 8. Dell presenta il Latitude 10, con Windows 8: l’azienda statunitense sta lanciando nel mercato modelli che siano adatti a fornire un valido aiuto sia per le piccole e medie imprese, sia alle istituzioni scolastiche, cercando di puntare su tablet che favoriscano anche acquirenti con un budget limitato.

Tra le novità degliSmartphone e Tablet ultima Generazione, il 7 marzo verrà presentato l’attesissimo nuovo modello di IPad con un nuovo display Retina dall’altissima risoluzione di 2048×1536 pixel. Non può mancare il nuovo Kindle fire, con un processore da 1.2 GHz e RAM di 1GB (aumentato del 40% per una performance più veloce del 40% rispetto al modello precedente) con schermo da 7 pollici. Infine il tablet più economico: (2.276 rupie, 32 euro), ma con sistema software di tutto rispetto, creato dalla collaborazione tra il governo indiano e DataWind. Un tablet pensato per gli studenti (è in vendita solo per questi ultimi) per fornire un valido aiuto didattico tramite l’accesso più rapido alle informazioni.

Tra gli smartphone, ormai quasi tutti, presentano uno schermo da almeno 4 pollici, da rappresentare anch’essi un valido aiuto per lo studio e non solo, vista l’alta velocità di connessione, che fino a qualche anno fa era concepibile solo su computer che potessero usufruire di fibra ottica. Nokia Lumia 820 e 920, windowsphone o i vari Samsung con sistemo operativo Android. La novità del 2013 saranno sicuramente i Phablet, smartphone da 5 pollici ed oltre. Samsung con i vari Galaxi Note, LG con Optimus VII, i cinesi Huawei e Zte. La prima con un terminale multimediale (l’Ascend Mate) con schermo a tecnologia Ips da 6.1 pollici in alta definizione e con un processore quad core Hi-Silicon GHz; la seconda presenta uno modello con display Hd a 1280 x 720 pixel di risoluzione da 5,7 pollici. Perfino Apple sembra intenzionata alla creazione di nuovi smartphone ibridi.

Fortunatamente la tecnologia non rimane fine a se stessa e il grande sviluppo che si è avuto di tablet e smartphone sta permettendo l’integrazione tra studio e innovazione tecnologica in un rapporto sempre più stretto.

Esempi lampanti di questa integrazione sono il Progetto ARGG! o SOLOTABLET. ARGG! è un innovativo progetto realizzato dalla collaborazione dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Gabicce Mare e Gradara, l’Università di Urbino e la Polizia di Stato, Dipartimento Postale e delle Telecomunicazioni. Il progetto prevede infatti l’introduzione dei tablet nella didattica quotidiana per gli studenti della scuola secondaria di primo grado , sfruttandone le potenzialità.

Un altro progetto pilota è stato effettuato Al Pacle A. Manzoni di Milano in cui già da due anni è partita la sperimentazione dei tablet in classe. L’Istituto è una scuola secondaria di secondo grado che si rivolge a ragazze e ragazzi dai 14 a 18 anni. Esemplificativa sull’importanza di tali strumenti in ambito didattico può essere l’intervista lasciata dalla professoressa Renata Anelli al magazine on line Solotablet: «La sperimentazione, iniziata nell’anno scolastico 2011/12, nasceva da due semplici constatazioni. La prima è che gli adolescenti vedevano, sentivano, apprendevano ormai in modo diverso da noi; la scuola per loro era diventata una specie di museo egizio a cui si adeguavano con maggiore o minore docilità; la vita vera iniziava fuori, dove divertimento e tecnologia coincidevano.
Continua l’insegannte – Bisognava fare un passo indietro: ridare un ruolo attivo ai ragazzi, renderli protagonisti. E qui entra in gioco la tecnologia, nel nostro caso l’iPad. Come strumento di lavoro, di ricerca, di rielaborazione, di riascolto. In classe e a casa, alla portata di tutti e sempre. Quindi il tablet come mezzo, non come obiettivo…I ragazzi hanno maggiore autonomia di ricerca e di rielaborazione, ma forse parlare di creatività è eccessivo; gli obiettivi realistici sono maggiore coinvolgimento e motivazioni più profonde del semplice raggiungimento del voto. In secondo luogo la possibilità di confrontare testi di fonte diversa dovrebbe sviluppare il senso critico e il pensiero autonomo».

Purtroppo non sempre tecnologia fa rima con innovazione didattica, e come per tutte le cose vi è sempre il rovescio della medaglia. Inevitabilmente la cosa accade anche con Smartphone e Tablet ultima Generazione.
Partiamo da un dato prodotto da un’indagine di Skola.net su un campione di 700 studenti: Il 45% dei maturandi confessa che ha intenzione di usare il cellulare per copiare utilizzando gli smartphone.
Certo tra dire e il fare c’è di mezzo il mare ( in questo caso una commissione) però è evidente come questi dispositivi siano diventati strumenti molto utili per falsare le varie prove o compiti in classe.

Intervistando alcuni studenti è emerso comunque che non è così facile come sembra riuscire a copiare, perchè durante le varie esercitazioni gli Smartphone e Tablet ultima Generazione vengono fatti mettere sulla cattedra e i controlli dei professori sono diventati più severi, ma ridendo si è anche ammesso che basta averne uno di riserva e un’amica/o in altra classe… e il gioco è fatto.

Come se non bastasse sul web impazzano consigli su come riuscire a copiare in modalità 2.0 attraverso smartphone ma anche lettori mp3: queste sono le parole di uno studente riportate dal sito Capetol 3.0:

«io utilizzo il mio i-phone tranquillamente perke i prof “antichi” nn sanno neanche che cosa sia!!! io naturalmente lo metto in modalità off line e posso lavorare tranquillamente XD… certo quando passa il prof o la prof lo metto in standby. una volta mi e capitato, gli ho dtt “prof e spento, che nn lo vede??” (naturalmente piggiando lo schermo)!! quella se l’e bevuta =)»

A rendere il lavoro degli insegnanti, spesso impreparati (ma fare chiudere le reti wifi nelle vicinanze no?) a fronteggiare le furbate tecnologiche, ci si è messa anche una sentenza del 12 settembre 2012, in cui il Consiglio di Stato ha ribaltato completamente una decisione del Tar della Campania che aveva preteso l’esclusione di una studentessa colta a copiare dal proprio telefono palmare in sede di esame di maturità.

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto