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12 settembre 2012

Chemioterapia: introduzione di nuovi farmaci per combattere effetti indesiderati

Lipegfilgrastim e Balugastrim, sono i nomi di due nuovi farmaci biologici oncologici presentati attraverso alcuni risultati clinici.

Si tratta di fattori stimolanti granulocitarie (dette G-CSF) e hanno una lunga durata di azione e con la capacità di ridurre quella della neutropenia per i pazienti affetti da carcinoma mammario e sottoposti a chemioterapia.

La neutropenia, avviene attraverso una riduzione di globuli bianchi, rendendo i pazienti più suscettibili ad infezioni batteriche pericolose per la loro vita (per ciò che afferma salute.it).

L’analisi dei due prodotti, completando gli st udi di sperimentazione di fase III e condotti sul cancro al seno, ha raggiunto la riduzione della durata della neutropenia severa (detta DSN) riferita al ciclo I e paragonabili ai risultati ottenuti con pegfilgrastim sia per l’efficacia che per la durata terapeutica.

E’ in pratica, l’introduzione di una proteina che in qualche modo limita la morte cellulare dell’organismo che avviene subito dopo l’induzione della chemioterapia.

Un passo importante per la medicina e soprattutto per la cura di questi “inconvenienti” o peggio “effetti collaterali” ottenute dalla cura di forme tumorali altamente importanti e ormai diffusi, soprattutto su pazienti di età più tosto giovane.

Il Dott. Michael Hayden, presidente del Global R&D e Chief Scientific Officer di Teva Pharmaceutical Industries Ltd, azienda produttrice dei due farmaci, ha spiegato che la stessa azienda è impegnata a portare avanti lo sviluppo dei due farmaci sperimentali, i quali restano i più avanzati tra i numerosi prodotti già precedentemente presentati e già sviluppati.

Secondo lo stesso studioso il fattore di stimolazione delle colonie dei granulociti (G-CSF) è un ormone naturalmente prodotto dall’organismo, che stimola il midollo osseo a produrre neutrofili, un tipo di globuli bianchi che aiuta il sistema immunitario a combattere le infezioni. La chemioterapia può danneggiare la capacità dell’organismo di produrre neutrofili, causando neutropenia, quindi un basso numero di neutrofili nel sangue, rendendolo per l’appunto un effetto collaterale comune della chemioterapia e che espone i pazienti al rischio di infezione e sepsi.

Una forma ricombinante di G-CSF (farmaco biologico) viene usata per trattare pazienti affetti da tumore con neutropenia, per stimolare il midollo osseo a produrre più globuli bianchi.

Il tutto è spiegato nel dettaglio su salute.it.

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