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18 settembre 2012

“Con occhi diversi” alla festa di Liberazione – Palermo

Al Giardino Inglese di Palermo nel corso della festa dedicata a Liberazione, che come di consueto volge quest’anno ad una nuova edizione intersecandosi ad una serie di appuntamenti, è stato ritagliato uno spazio volto ad omaggiare la regista Roberta Torre che con il trailer  “Con occhi diversi” ha dato inizio all’edizione 2012 del Queer FilmFest; verrà proiettato il 22 Settembre alle ore 21, poi seguito da “La notte quando è morto Pasolini” del 2009 della stessa R. Torre

Roberta Torre attraverso il trailer di promozione e presentazione ha posto l’adesione alla rassegna dei film lgbtq del Sicilia Queer FilmFest – “gioca sui corpi e sui volti di uomini e donne, sul movimento di mani che coprono e scoprono le espressioni, i sentimenti, i pudori degli esseri umani, mescolando le atmosfere create dalle luci a un’intensa aria composta da Massimiliano Pace”.

Di anno in anno il trailer del Queer FilmFest sarà affidato ad un nuovo regista in modo tale da promuovere l’immaginario dei più, calatesi sullo stesso scenario che di volta in volta assumerà sembianze, espressioni, pensieri, coloriti nuovi.

L’altro tratto della serata volgerà lo sguardo su “La notte quando è morto Pasolini” che riporta in scena un lavorio della regista – circa un anno e mezzo di lavoro – frutto di una serie di interviste con l’unico indagato del caso Pasolini, Pino Pelosi, rimasto tutt’ora irrisolto; nel corso dell’intervista riportata in 23 minuti – da un montaggio di 5 ore – dopo un anno di appuntamenti settimanali viene marcato l’atteggiamento di chi è ormai avvezzo ad anni di interrogatorio: non contraddirsi.

Di quella notte, sull’oscuro accaduto  riporta Pelosi “Qualcuno ce l’aveva a morte con lui… forse per le sue idee politiche… Non so. O per il suo essere diverso… se si può chiamare diversa una persona gay».
«Lui urlava… urlava… urlava… aiutatemi aiutatemi… dio mio… poi non ho più sentito niente… e lui è cascato…»
«Mi dicevano: questo è ancora vivo… passiamogli sopra con la macchina… che cazzo ce ne frega… tanto è uno sporco comunista… un frocio…»
«Io avevo diciassette anni stavo là… non potevo pensare a un omicidio… pensavo a una lezione… ma un essere umano… non può piglià tante di quelle botte e riuscisse a salvà…”

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