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6 settembre 2012

India: le proteste dei contadini con l’«acqua alla gola»

Proteste dei contadini in India

Proteste dei contadini in India

Le proteste dei contadini in india che si trovano ormai da ben dodici giorni immersi nelle acque del fiume Narmada. Ecco di cosa si tratta.

Gli agricoltori, proletari non chiedono altro che ottenere i risarcimenti per la devastazione della loro terra, in seguito alla realizzazione della dighe Omkareshwar e Indira Sagar, nella valle di Narmada, nello Stato del Madhya Pradesh, progetto che da ormai vent’anni minaccia gli abitanti.

Lo scorso 25 agosto, le autorità decisero di innalzare di due metri il livello idrico dei bacini, in tal modo distruggendo 200 villaggi abitati da oltre 2.500 persone.

Con l’acqua alla gola fino ad una risoluzione immediata. La “jal satyagraha”, una forma di protesta gandhiana che i coriacei contadini indiani stanno mettendo in atto. Gli abitanti del luogo sono intenzionati a portare avanti la forma di protesta estrema, fino a quando il governo e l’impresa idroelettrica, Narmada Hydroelectric Development Corporation (NHDC) non arretrerà nella scelta.

Narmada Bachao Andolan è il movimento d’opposizione alle dighe.L’azione della compagnia, secondo gli attivisti, violerebbe alcune disposizione dell’Alta Corte e della Suprema Corte, e dunque ha spinto l’associazione in tutela dei contadini ad inoltrare lettere indirizzate al primo ministro dello Stato del Madhya Pradesh ( nonché- a quanto si apprende dai media- presunto socio della NHDC) richiedendo con forza di abbassare il livello dell’acqua ad almeno 189 metri nella diga Omkareshwar e a 260 metri nella Indira Sagar.

L’obbiettivo primario del Narmada Bachao Andolane è quello di riconoscere il risarcimento a tutti gli sfollati secondo gli accordi stipulati in precedenza: con un giudizio del maggio 2011, la Corte aveva stabilito che le autorità avrebbero dovuto garantire almeno due ettari di terra ad ogni contadino sfollato, prima del completamento della opera. Peccato che ad oggi restino ancora 2.500 persone senza alcun spiraglio di luce per il futuro.

 

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