Eventi Teatro Napoli – Soprattutto l’anguria mette in scena l’incomunicabilità dei tempi

Redazione Controcampus 14 Gennaio 2013

Eventi Teatro Napoli - Da martedì 15 gennaio 2012, Sala Assoli di NapoliSoprattutto l’anguria uno spettacolo di Massimiliano Civica per Eventi Teatro Napoli.

Il regista reatino porta sul palcoscenico un testo di Armando Pirozzi sull’incomunicabilità del nostro tempo, attraverso due fratelli divisi dal rancore

Sarà in scena alla Sala Assoli di Napoli, da martedì 15 gennaio 2013 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 20), Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi, la nuova creazione scenica del regista Massimiliano Civica, con Diego Sepe e Luca Zacchini.

Presentato da Atto Due e Compagnia Massimo Civica, l’allestimento, programmato nella stagione teatrale della Fondazione Salerno Contemporanea, si avvale dei costumi a cura di Daniela Salernitano, le luci di Gianni Staropoli.

Con Soprattutto l’anguria,Massimiliano Civica porta in scena per gli Eventi Teatro Napoli un testo di Armando Pirozzi dai tratti surreali, cinicamente grotteschi, dove nulla è come sembra e tutto si mostra come non potrebbe essere.

Il testo racconta il complicato tentativo di un uomo di ristabilire un dialogo con il proprio fratello. La difficoltà della relazione emerge sempre più evidente dall’ostinato silenzio dell’altro, che trasforma questo tentativo in un paradossale monologo, in cui, lentamente, anche se mai in modo esplicito, si comprendono quali siano i profondi motivi dell’uno per continuare a parlare e i profondi motivi dell’altro per insistere nel silenzio.

Tutto ha inizio in India, dove un padre assorto in meditazione cade in una trance irreversibile. La madre, in Africa e in piena crisi religiosa, appresa la notizia fa il segno della croce al figlio. Domiciliata in un lussuoso igloo in Antartide, la sorella prepara una torta dopo aver reagito con un lieve soprassalto.

Restano loro, i due fratelli, a doversi confrontare con il corpo paterno, lontano e congelato in un frigorifero, né vivo né morto. Un dialogo, ambientato in una casa immersa nella giungla, e fatto dai discorsi dell’uno e dai silenzi in cui l’altro si rinserra sempre più. Divani a forma di seno, cantanti incapaci, soldi e povertà, ricordi e buchi neri della coscienza, storie così vere da sembrare inventate, scandiscono una pulsazione scenica ineluttabile, dove un universo surreale rischia di divenire specchio del presente.

Prosegue, con quest’allestimento, la felice sinergia tra Massimiliano Civica e il drammaturgo contemporaneo Armando Pirozzi con la messa in scena di un testo profondamente teatrale. Un’altalena di stati d’animo e di sensazioni che investono lo spettatore, si mescolano e si confondono in un gioco estenuante a rimbalzi tra il bisogno irrefrenabile di parlare e il silenzio ostico ma necessario.

E’ stata la dimensione teatrale, fatta di parole e silenzi che chiamano la scena, ad aver attratto Civica, che per questa mise en scéne punta a pochi ed essenziali elementi scenografici, ritrovando due attori con cui ha già collaborato. Un lavoro sul testo e nel testo, come nello stile tutto personale del regista, e dove la frase, il discorso e la sua assenza tornano a trovare peso e spazio.

E forse questa emozione aleggia nel silenzio che alla fine sommerge i due afflitti fratelli, ormai chiaramente incapaci di sfondare il muro che li separa, ma forse ancora in grado di essere partecipi di un turbamento che riecheggia qualcosa di più grande di loro.

Un padre cade in trance metapsichica irreversibile sotto un albero in India. Il figlio maggiore inizia un pellegrinaggio tra i suoi famigliari per comunicare la notizia e decidere se è il caso di accollarsi le spese di spedizione del corpo del genitore congelato dentro un frigo. La madre, suora laica in una missione nel deserto, accoglie la notizia facendo il segno della croce sulla fronte del figlio, mentre la sorella, che vive in un igloo in una regione antartica, reagisce con un saltino e correndo a preparare una torta di mirtilli.

Ma il destinatario vero del viaggio è il fratello minore dell’uomo, quello per cui la folle storia del padre è stata forse inventata. Nella casa in mezzo alla giungla di questo fratello inizia e termina la storia, una storia fatta di due uomini, uno che parla in continuazione e un altro che rimane sempre  ostinatamente in silenzio. Perché non esistono due persone più diverse di due fratelli.

Note del regista

Un uomo in scena che parla e straparla, ricorda, si interroga sul passato, su dio e sugli uomini, sul paradosso che chi vuol fare i soldi non ci riesce e chi non li vuole ne è pieno, sui divani rosa a forma di seno, sui musicisti che non sanno suonare e sull’importanza di avere degli ex mariti ricchi: la confessione comica e dolorosa di un contemporaneo ultimo tra gli ultimi.

Ma come Gesù nell’orto dei getsemani, anche quest’uomo non è solo, parla ad un testimone a cui non si stanca di chiedere una parola di conforto. Il silenzio di un fratello è una decisione insopportabile da accettare.

Proprio perché il fratello minore decide di non rispondere e di rimanere in silenzio siamo nel pieno di un dialogo teatrale serrato e spietato, in uno scambio di battute di cui, anche se non c’è traccia sulla pagina scritta, deve esserci evidenza nell’incontro sulla scena dei due attori.

Per un regista questo testo è un’occasione straordinaria di costruire attraverso gli sguardi, le posizioni del corpo e i gesti le risposte dell’interlocutore silenzioso: una parte che ogni grande attore vorrebbe fosse “scritta” per sé.

Note dell’autore

Soprattutto l’anguria racconta il complicato tentativo di un uomo di ristabilire un dialogo con il proprio fratello. La difficoltà della relazione emerge sempre più evidente dall’ostinato silenzio dell’altro, che trasforma questo tentativo in un paradossale monologo, in cui, lentamente, anche se mai in modo esplicito, si comprendono quali siano i profondi motivi dell’uno per continuare a parlare e i profondi motivi dell’altro per insistere nel silenzio. E così, mentre la fantasia del primo prova e riprova a costruire percorsi più o meno immaginari, e a definire o a negare le gigantesche differenze che contraddistinguono le persone che costituiscono un nucleo familiare, il silenzio dell’altro diventa sempre più un silenzio necessario, una impossibilità di dire, che affonda nel dolore più antico e vero le sue radici, e che non ha mai davvero parole per esprimersi. E pare quasi che, se dentro quella cascata di parole non può che rivelarsi un livore e un’amarezza che per poco non sconfina nell’odio, forse proprio quel proteggersi dalla risposta, da qualsiasi risposta, nasconde ancora una scintilla, se non d’amore, almeno di quella nostalgia di un antico affetto che è la più schietta emozione che resiste nel confronto tra le persone. E forse questa emozione aleggia nel  silenzio che alla fine sommerge i due afflitti fratelli, ormai chiaramente incapaci di sfondare il muro che li separa, ma forse ancora in grado di essere partecipi di un turbamento che riecheggia qualcosa di più grande di loro.

Massimiliano Civica

Reatino, classe 1974, dopo una Laurea in Storia del Teatro alla Facoltà di Lettera dell’Università La Sapienza, Civica svolge un percorso formativo composito che passa dal teatro di ricerca (seminari in Danimarca presso l’Odin Teatret di Eugenio Barba) alla scuola della tradizione italiana (si diploma in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico) per poi compiere un apprendistato artigianale presso il Teatro della Tosse di Genova (a contatto con il magistero di Emanuele Luzzati e il sapere scenico di Tonino Conte).

I suoi primi spettacoli (Andromaca, Grand Guignol, La Parigina, Farsa) sono ospitati nei più importanti teatri e festival italiani.

Nel 2007 vince il Premio Lo Straniero (assegnato dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi) e il Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali per l’insieme della sua attività teatrale.

Sempre nel 2007, a soli 33 anni,  diventa Direttore Artistico del Teatro della Tosse di Genova, dando vita al progetto triennale Facciamo Insieme Teatro, che vince il Premio ETI Nuove Creatività.

Nel 2008 per lo spettacolo Il Mercante di Venezia, prodotto dalla Fondazione Teatro Due di Parma, vince il Premio UBU per la miglior regia.

Nel 2009 gli viene assegnato il Premio Vittorio Mezzogiorno.

Nel 2010 dirige Un sogno nella notte dell’estate di Shakespeare, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e dal RomaEuropa Festival.

Come studioso ha collaborato con la cattedra di Metodologia della Critica dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma, e, nel biennio 2007-2009, ha tenuto la cattedra di Regia presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.

Armando Pirozzi

Nato a Napoli nel 1973, ha frequentato il Laboratorio Teatrale Bardefè diretto da Umberto Serra, dal 1991 al 1997. Ha esordito come attore (Mal-d’Hamlè di e con E.Moscato, Festival di Sant’Arcangelo 1994; L’amore molesto; di M.Martone, 1995).

Ha realizzato le sceneggiature di alcuni corti (La signorina Holibet di  G.Iodice, Premio Sacher 2001; Ritratto di bambino di G.Iodice, Menzione Speciale Festival Torino 2002).

Ha scritto e diretto Cronache da un tempo isterico (Premio speciale di produzione a “Nuove Sensibilità 2008”) che ha debuttato al Festival dei Teatri di Torino, estate 2009, e ripreso nel marzo 2010 al Teatro Nuovo di Napoli.

Con La prima della sera, sempre scritto e diretto, ha inaugurato il Fringe del Napoli Teatro Festival 2009. Col racconto Storia di due fratelli ha vinto il Premio Transiti ad Oriente. Nel 2009 è finalista al Premio Riccione con Soprattutto l’Anguria.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto