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10 settembre 2012

Insegnamento alternativo alla religione, la nuova normativa per le scuole

L’insegnamento della religione nelle scuole è da tempo oggetto di discussione e dibattito nei programmi televisivi o sugli articoli di giornali. E gli interrogativi che appaiono più  frequenti sono quelli riguardanti l’utilità di tale insegnamento, e il ricorrere o meno alla presenza dei crocifissi nelle aule.

La scuola, tuttavia, riconosce la religione cattolica come materia di insegnamento, ma una legge riconosce anche la facoltà di poter rinunciare all’istruzione scolastica della dottrina, senza che la scelta compiuta sia vista come una forma di discriminazione.

E proprio in virtù del non obbligo nel ricevere l’educazione religiosa nelle scuole, recentemente è stata rivista una normativa che sancisce i principi e le modalità di intervento che le scuole dovranno adottare nei confronti degli studenti rinunciatari all’insegnamento della religione cattolica.

Il testo rivisitato, la nota n.26482 del 7 marzo 2011, contiene aspetti di carattere contrattuale e retributivo e sottolinea due aspetti importanti.

Innanzitutto evidenzia che le attività alternative all’insegnamento della religione sono un servizio obbligatorio e, dunque, le scuole sono obbligate a provvedere alla loro attuazione nelle ore interessate.

In secondo luogo considera illecite alcune soluzioni che in passato sono state adottate dalle scuole per ricorrere alla sostituzione dell’ora di religione, come l’inserimento degli alunni in altre classi durante lo svolgimento della lezione, e la vigilanza degli alunni da parte del personale ATA.

Ora, con i nuovi interventi della legge, gli alunni esenti dall’insegnamento religioso dovranno svolgere attività individuali o di gruppo a carattere formativo, didattico e di studio, sotto il controllo degli insegnanti incaricati, e all’interno della struttura scolastica.

La scelta dei docenti incaricati di svolgere tali attività si baserà sulla base di alcuni requisiti, tra cui l’appartenenza al corpo docenti interni della scuola, la disponibilità a svolgere ore eccedenti rispetto al normale orario di lavoro, ed essere un supplente appositamente assunto o già titolari di contratto.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze rende noto che per tale categoria di insegnanti si ricorrerà a dei finanziamenti aggiuntivi.

 

Foto tratta dal sito attualizzando.wordpress.com

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