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10 settembre 2012

La corsa è finita

8 settembre ore 21.25 ultima corsa e poi anche Avellino perderà per sempre la sua stazione ferroviaria. Ebbene si, a causa dei numerosi tagli ai trasporti Avellino si è vista chiudere le porte della stazione, inerme, senza poter fare nulla per evitare l’ennesima conclusione amara che ha colpito poco tempo prima anche il bar e l’edicola all’interno della stazione.

Piccoli segnali si captavano già nel 2010 quando soppressero la corsa Avellino-Rocchetta, vani furono i tentativi di ripristinarla, eppure poco tempo fa si parlava di lavori di ammodernamento: solo fumo negli occhi.

Gli Avellinesi insieme a Borgo Ferrovia piangono la loro stazione meta di partenze e ritorni, di amori e passaggi.

Addio al caffè e al cornetto la mattina nel bar prima di andare a scuola, al lavoro o all’università; addio all’edicola per comprare quel giornale che ci avrebbe tenuto compagnia durante il tragitto; addio alla cappelletta dove potevamo affidare a Dio le nostre vite; addio al parchetto e alla fontana, ormai ridotte a discarica, dove passavamo le nostre giornate in attesa; addio alla sala d’aspetto che ci riparava nelle giornate piovose; addio alle corse per non perdere il treno; addio “all’odor di noccioline quando il treno è in mezzo al cielo ad Avellino” che cantava Gargiulo un tempo e che ora potrà vivere solo nei ricordi di chi ha visto quella stazione aperta e piena di gente, chiasso e risa; addio a 133 anni di storia buttati via per colpa di un’amministrazione incapace di salvaguardare un servizio che metterà in disagio migliaia di studenti e lavoratori che ogni giorno arrivavano da ogni parte della provincia per raggiungere le loro mete.

Nata nel 1879, la stazione è dotata di 5 binari con una media di transito di 50 corse giornaliere dirette verso Benevento, Salerno, Cancello, Rocchetta oltre all’interregionale per Roma e una corsa per Napoli Centrale “ideata” negli ultimi anni per risollevare le sorti della stazione.

Da oggi in poi i treni saranno sostituiti da autobus e nessuno ci sta a questa sostituzione a dir poco assurda:

Il mio bisnonno Francesco Paolo era un ferroviere alto, biondo e con gli occhi azzurri, un uomo del futuro centotrenta anni fà, e col fascino della divisa. La mia bisnonna Marianna era invece l’unica figlia femmina di una ricca famiglia di pastai e mulini della città di Benevento. Si conobbero per caso alla stazione di Avellino nel giorno dell’inaugurazione. Si innamorarono. Ma il ricco pastaio non voleva per sua figlia uno zingaro vagabondo,legato alle sorti della ferrovia che poteva spostarlo, e lo faceva, di città in città. Così mise la figlia in convento. Ma Marianna e Francesco Paolo non si diedero per vinti. Allora il vecchio genitore -e badate non e’ un romanzo d’appendice- disse alla figlia se sposi questo avventuriero non avrai un soldo di dote e dovrai dimenticarti persino l’esistenza della tua famiglia. Così accadde. Marianna e Francesco Paolo,diventato nel frattempo capostazione di Solopaca, si sposarono, lei portò in dote solo un ricchissimo corredo che le suore avevano ricamato immaginando ben altro matrimonio. La vita fu dura per Marianna che da viziata borghese si ritrovò a rovinarsi le sue bellissime mani per mandare avanti una famiglia di cinque figli, ma viveva nel futuro. Il treno, la mobilità rappresentavano futuro e progresso. E sopratutto speranza. E adesso è tutto finito.” Questo il ricordo di Anna Valeria apparso su “Il Mattino”  in uno dei commenti apparsi sotto alla notizia che confermava la chiusura della stazione.

 

E sui social network impazza la rabbia dei cittadini sul gruppo Il popolo Avellinese” – Irpino… e me ne vanto!!! si legge:

vergogna per i nostri politici….invece di impegnarsi per farla crescere questa stazione la fanno chiudere……ed io che con quel treno ci viaggiavo tutti i giorni per andare a lavoro…..vergogna e solo vergogna e noi sempre a subire…

E ancora:

“Mi chiedo perché non organizziamo una grande rivolta? Perché i nostri politici stanno solo a guardare? ci stanno togliendo tutto…anche la dignità”

Nel gruppo Amici Avellinesi  invece :

Chissà perché in altri Paesi si migliorano i trasporti ferroviari e da noi si taglia e si chiude(praticamente è l’unico modo in cui sanno “risolvere” i problemi i politici…..che costano Miliardi di Euro l’Anno…..loro si sono una risorsa…..)Alle prossime elezioni saprete che fare…….”

E ancora:

“Questa stazione andava incentivata anni fa per i pendolari diretti a napoli , salerno, per gli studenti universitari, ma poi le Linee di Trasporto Private che facevano?I guai partono da molto lontano….oggi è impossibile porre rimedio”

Insomma la colpa sembra essere di un’amministrazione sorda alle esigenze della comunità che continua a prendere decisioni frutto di puro egoismo ma c’è anche chi da la colpa ai cittadini che hanno abbandonato la stazione per preferire al trasporto sul ferro quello su gomma. Ma la soluzione era dietro l’angolo: bastava integrare i servizi.

Questo è il pensiero di Pietro Mitrone ex capostazione e componente dell’associazione Locomotivi che è pronto a dire la sua:

Il processo di revisione della spesa, continua a “regalare” alla già martoriata regione Campania, altri tagli anche in tema di trasporti. […]E così, dopo 133 anni l’8 settembre prossimo, chiude la stazione ferrovia di Avellino. Non ce ne sarà più bisogno perché sono state soppresse anche le tre corse per Benevento e l’unica per Mercato San Severino. Collegamenti strategici che vanno in direzione di due sedi universitarie, Fisciano e Benevento. Il tutto nel silenzio assoluto di una politica sempre più distante dal territorio e dai cittadini.
Al peggio, per le aree interne di questa regione, non c’è mai fine. Siamo sempre più isolati, altro che nuovi posti di lavoro, altro che nuova autostazione, altro che Alta Capacità […]questa stazione muore per colpa delle scelte di una classe politica che ha preferito privilegiare e speculare clientelarmente con il trasporto su gomma. Nessun ragionamento di integrazione ferro gomma è stato mai realizzato, ci resta il “bidone” drammatico dell’Isochimica, lo scandalo del raccordo FMA a Pianodardine, la cui costruzione ha impegnato la modifica del corso di un fiume. Parlano di Alta Capacità facendo scomparire l’Irpinia dalla geografia ferroviaria italiana……..i tempi saranno anche cambiati ma a pagare sono sempre gli stessi.[…] Qui non si tratta di fare concorrenza ma di integrare ferro e gomma. Davanti alla stazione di Avellino passano tutti i bus che vengono dalla provincia perché non integrare i due vettori? a Lioni hanno costruito una autostazione a 50 metri dalla stazione FS perché non utilizzare questa opportunità per favorire l’interscambio. Essere schiavi del petrolio alla fine la pagheremo tutti. Fra qualche anno verrà completata la “metropolitana leggera” ad Avellino, uno dei terminali è previsto proprio alla stazione fs. Ogni 9 minuti, a detta degli esperti comunali, ci sarà un mezzo che collegherà la zona sud della città di Avellino con quella posta a nord, dalla stazione in 5 m si può raggiungere la città ospedaliera attraverso la bonatti, in quella zona è, inoltre, prevista l’estensione della “città vasta”…..mi chiedo e vi chiedo è possibile privarsi una rete ferroviaria?”

 

E intanto Monti dice che bisogna ripartire dal Sud: ma senza treni possibilmente!

 

 

Fonte Foto

 Dora Della Sala

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