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15 settembre 2012

Pride and Prejudice donne in mostra

Sarà un autunno dedicato alla donna, quello che sta per aprirsi a Stoccolma. Dal prossimo 27 settembre al 20 gennaio, il Nationalmuseum ospiterà Pride and Prejudice- Female artists in France and Sweden 1750-1860, la mostra dedicata alle artiste attive in Francia e Svezia a cavallo tra ‘700 e ‘800.

L’esposizione vuole porre l’accento sulla condizione della donna dell’epoca e sulle effettive opportunità che aveva in suo possesso per guadagnarsi un posto sulla scena artistica.

Per le pittrici di quel periodo non era impresa da poco crearsi un nome e far emergere la propria arte, l’espressione della propria passione e i 250 lavori esposti in Pride and Prejudice vogliono rendere omaggio alle artiste che sono riuscite ad imporsi, che con caparbietà sono riuscite a  dimostrare ed affermare il proprio valore artistico.

Tra le opere proposte si potranno ammirare quelle firmate Marie Suzanne Giroust, meglio conosciuta come Madame Roslin, a seguito del matrimonio, non ben visto dalla sua famiglia, con il pittore svedese Alexander Roslin.

Pittrice e miniaturista francese, Marie Suzanne Giroust, riuscì, insieme a poche altre “colleghe”, ad entrare all’Accademia Reale di Pittura e Scultura nel 1770 e di conseguenza ad esporre al Salon, l’esposizione biennale fino la 1863 e annuale fino al XIX secolo che, organizzata dalla stessa Accademia Reale, aveva luogo nei locali del Louvre.

Il suo ingresso fu più che meritato viste le sue indiscutibili doti ma, considerando il periodo, la spinta del marito fu sicuramente determinante.

La situazione delle artiste svedesi non si discosta di molto da quella delle colleghe francesi, a questo proposito come non citare Ulrica Fredrica Pasch, la prima donna a varcare la soglia dell’Accademia Reale Svedese nel 1773 forse grazie alla stretta collaborazione con il fratello.

Nota come Ulla Pasch fu anche lei una pittrice e miniaturista, i suoi lavori vennero apprezzati da ogni ceto sociale e il fatto che fino al XIX secolo sia stata considerata la pittrice più talentuosa della Scandinavia conferma il suo pieno diritto di accesso all’Accademia.

Le cose cominciarono a cambiare a seguito della Rivoluzione Francese, le porte dell’Accademia si aprirono infatti agli artisti meritevoli a prescindere dal sesso ma non fu il caso di cantare vittoria, infatti, la Rivoluzione Francese portò alla sparizione dei clienti più facoltosi, le donne desiderose di insegnare la propria arte furono escluse dalle scuole pubbliche e l’unica possibilità fu per loro, accedere a istituti privati quali lo studio di Jacques-Louis David o di Jean-Baptiste Regnauld.

Solo nel XIX secolo, le donne riuscirono a guadagnarsi il giusto riconoscimento. Pride and Prejudice vuole, in qualche modo, raccontare la storia di queste grandi donne e perché no, dare una bella lezione di vita.

La mostra, in collaborazione con Washington’s National Museum of Women in the Arts metterà in luce, oltre alle opere di Ulrica Pash e di Marie Suzanne Giroust, anche quelle di Anne Vallayer-Coster, Elisabeth Louise Vigée-Lebrun, Adelaïde Labille-Guiard, Marie Thérèse Reboul, Cécile Hortense Haudebourt-Lescot, Marguerite Gérard, Maria Röhl, Sophie Aldesparre e Amalia Lindegren.

Un catalogo redatto da esperti internazionali arricchirà ulteriormente l’esposizione.

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