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26 settembre 2012

Scuole italiane a rischio sicurezza

Le scuole italiane non sono sicure. È quanto denuncia l’organizzazione CittadinanzAttiva che ha riscontrato un aumento di noncuranza negli edifici scolastici. Si stima che il 75% delle scuole non rispetta le norme di sicurezza e manutenzione.

E’ l’amara sintesi emersa da un’indagine che ha evidenziato i bassi livelli di sicurezza, comfort e qualità presenti nelle strutture scolastiche, su un campione di 111 edifici analizzati in 10 regioni.

La “medaglia d’oro” –  si fa per dire – per la pericolosità e il rischio crollo se l’è aggiudicata l’istituto IPIA Marconi di Canicattì, in Sicilia; mentre la scuola che risponde meglio ai tre requisiti analizzati è l’ITAS Ricci di Macerata, nelle Marche.

Tre scuole su quattro, dunque, sono considerate pericolose e riportano danni di diversa natura: dalle lesioni della facciata esterna ai distacchi di intonaco, ma anche lesioni alle mura interne, infiltrazioni, manutenzione scadente, scarsa igiene, aule fatiscenti.

«Abbiamo registrato un deciso peggioramento rispetto allo scorso anno» sentenzia sconcertata Adriana Bizzarri, Responsabile Scuola di CittadinanzAttiva, riflettendo sulle elevate probabilità di ulteriori tragedie come quelle sfiorate recentemente a Cordenons, nei pressi di Pordenone, e di Villa Bonelli a Roma. O, peggio ancora, come quella in cui a Rivoli, nel 2008, perse la vita un ragazzo di 17 anni in seguito al crollo del tetto della scuola.

Tuttavia la colpa non è da attribuire unicamente alle scuole; le difficoltà burocratiche e i ritardi amministrativi impediscono ai fondi, seppur minimi, di arrivare a destinazione in tempi brevi.

Ma CittadinanzAttiva ha registrato anche un altro fattore negativo per le scuole italiane: il 58% di esse risultano costruite prima dell’entrata in vigore delle prescrizioni antisismiche datate 1974. «Se a questo dato, viene aggiunta la scarsità dei fondi disponibili, ne esce un quadro molto preoccupante. Pertanto – interviene ancora Adriana Bizzarri – bisogna quanto prima velocizzare le procedure burocratiche per intervenire almeno sull’aspetto economico e poter provvedere con urgenza alla regolarizzazione della sicurezza nelle scuole».

 

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