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19 settembre 2012

Skyfall, cinquant’anni di James Bond

Torna di nuovo al cinema l’agente segreto più famoso di sempre, ancora una volta, al servizio di sua maestà, la regina d’Inghilterra, ben cinquant’anni dopo il primo film di una lunga saga: Agente 007, licenza di uccidere.

Circa la fedeltà alla sovrana c’è poco da dubitare: chiunque abbia visto la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra 2012, in cui l’ultimo dei Bond cinematografici Daniel Craig si incaricava di scortare personalmente l’anziana regina allo stadio, lancio dall’elicottero di Stato compreso, si sarà fatto un’idea.

Si sa ancora poco, invece, del film.

Il titolo sarà Skyfall ed uscirà nelle sale mercoledì 31 Ottobre 2012, distribuito da Sony Pictures, titolo apocalittico che promette scintille.

Il trailer è già su internet da tempo, non è semplice cercare un filo logico nel ritmo serrato delle immagini, per ricostruire la trama, ma è sufficiente per mettere in chiaro quali saranno le novità principali e quali, invece, i classici di sempre.

Sì, perché superato, ormai da tempo, il ventesimo film, ci sono dei leit-motiv che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo, legandosi indissolubilmente al personaggio Bond.

Numero uno: le introduzioni.

Veri e propri mini film nel film che servono a creare l’atmosfera e a preparare lo spettatore.

Sono rimasti nella storia del cinema, ad esempio, il propulsore-zaino di Thunderball o l’ aereo monoposto nascosto nell’horse-box in Octopussy.

In Skyfall, assistiamo ad un lungo combattimento sui vagoni di un treno, che culminerà con l’esplosione di un colpo diretto proprio contro Bond che precipiterà in acqua da un ponte.

Attenzione, ad ordinare il fuoco sarà proprio M (l’ormai confermatissima Judy Dench), ovverosia il capo del M-I-6, il servizio segreto inglese.

Numero due: accessori ed equipaggiamento.

Difficile, in questo caso, distinguere tra semplice gadget e vero e proprio caso di product placament.

Fatto sta che dall’abbigliamento,  al cibo, senza dimenticare i noti drink e il gusto per certe automobili costose, lo stile di James Bond si è via via sempre più definito, adattandosi con garbo ai tempi, senza mai perdere quella flemma impeccabile tipicamente british.

Circa l’equipaggiamento arriviamo alla vera novità di Skyfall: Q.

Da sempre, i film con protagonista l’agente 007, sono stati impreziositi da un nutrito gruppo di attori caratteristi, particolarmente azzeccato, primo tra tutti l’anziano scontroso e ipocondriaco Q (Desmond Llewelyn), fornitore delle armi hi-tech di Bond, è uno di questi. Da quest’anno il ruolo sarà, invece, del giovanissimo francese Ben Whishaw.

Numero tre: i personaggi femminili.

Figure di contorno, tranne rari casi eccezionali (l’impareggiabile Eva GreenVesper di Casino Royale), al punto di essere tutte schedate sotto il nominativo di Bond girl, sono sempre ragazze stupende, spesso vittime di uomini malvagi o di un passato oscuro, tutte, inevitabilmente facile preda del fascino di James Bond.

Accreditate dal trailer, possiamo, per ora, menzionare l’attrice nera Naomie Harris, recentemente vista in una delle avventure dei Pirati dei Caraibi, e la splendida Berenice Marlohe, al debutto sul grande schermo.

Curiosità: l’affermazione televisiva della Marlohe è arrivata in Francia, partecipando alla fiction R.I.S., vecchia conoscenza della tv nostrana.

Un posto a sé occupa il discorso musiche dove spesso dispute finite anche in tribunale l’hanno fatta da padrone, compresa l’attribuzione del celebre tema ideato dal maestro Monty Norman.

Degni di rilievo sono gli attori che interpreteranno lo chef villain (il capo dei “cattivi”) Javier Bardem, biondo per l’occasione ed il braccio destro di Bond, ora che non c’è più Giancarlo Giannini, Ralph Fiennes.

Sceneggiatura a sei mani che coniuga i grandi di ieri, Neal Purvis e Robert Wade con un  genio di oggi, il Jonh Logan di Every given Sunday e The Last Samurai.

Dietro la macchina da presa Sam Mendes, un grande della recitazione.

Nato in teatro, dove ha diretto la stessa Dench, è stato autore di uno dei più formidabili esordi alla regia cinematografica con il poetico e crudo American Beauty. Oggi è chiamato a dare nuova linfa vitale ad una delle saghe cinematografiche più longeve della storia: quella dell’agente segreto con licenza di uccidere, al servizio di sua maestà.

 

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