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9 settembre 2012

Uniti per un’Europa migliore

Che l’Unione Europea abbia bisogno di qualche cambiamento per uscire dalla situazione di stallo in cui si trova, si è capito. Che si debba confidare nelle nuove generazioni per realizzare a pieno tale rinnovo, pure; e tuttavia, affinchè si arrivi verso l’Europa federale, tanto agognata da molti, non si dovrebbe incentivare sempre di più la mobilità dei giovani in tutto il continente?

Naturalmente; proprio a questo proposito, dunque,  il sito touteleurope.eu, propone di lanciare uno sguardo attento all’Europa della formazione e dell’educazione.

Touteleurope.eu è un sito creato nel maggio 2006 che si concentra sulle questioni europee, politiche e non. Questa è la volta di una piccola iniezione di fiducia nel futuro europeo: pensiamo infatti ai grandi progressi che son già stati fatti dal 1992, anno in cui è stato firmato il trattato di Maastricht che, tra le altre cose, segnava l’inizio dell’interessamento da parte della comunità europea ai problemi dell’educazione e della formazione professionale.

In realtà tuttavia, volendo ben guardare il programma di cooperazione tra le varie scuole e università per aiutare le giovani menti era già iniziato; basti ricordare che il famosissimo Progetto Erasmus nacque nel 1987.

In poco più di vent’anni perciò l’UE è riuscita a sviluppare una “dimensione europea” nell’insegnamento –o almeno un embrione di ciò – favorendo per esempio lo studio delle lingue parlate dai Paesi membri; creando degli scambi sia di informazioni sui sistemi educativi sia di studenti in carne ed ossa fin dalle scuole superiori; agevolando lo spostamento di insegnanti e alunni da un Paese all’altro. Ciononostante, la strada da percorrere è ancora molto lunga.

Sono difatti obiettivi molto ambiziosi quelli che l’UE si è prefissata entro il 2020: riguardano tutte le età, a partire dai bambini tra i 4 e i 6 anni fino agli adulti tra i 25 e i 64 anni. Per i primi, ci si augura che entro il 2020 il 95% abbia partecipato a un insegnamento pre-scolare, abituandoli così a quelle che saranno le scuole elementari; per i giovani adolescenti, invece, la speranza è quella di ridurre a meno del 15% coloro che hanno gravi lacune in matematica, scienze e lettura; per gli adulti, infine, il traguardo da raggiungere è che almeno il 40% possegga un dottorato e che circa il 15% continui a studiare e imparare per tutta la vita.

Nel campo dell’educazione, i singoli Paesi membri sono ancora sovrani e possono perseguire la politica che più lor aggrada; ciò nondimeno, esistono diversi programmi internazionali che si occupano di questo settore e l’Erasmus, come ci ricorda touteleurope, è solo uno di questi. Esiste, ad esempio, Leonardo Da Vinci, che permette a liceali, apprendisti e lavoratori di trovare stage nelle aziende di tutta Europa; Grundtvig, specializzato nell’istruzione per adulti; Comenius, che si interessa di tutto il periodo dell’istruzione dell’obbligo, dalle materne alle scuole superiori; infine, Jean Monnet, programma che incoraggia la risoluzione di problemi riguardanti l’integrazione europea, specialmente a livello universitario.

Non sarebbe nemmeno finita qui: tutti questi programmi si occupano, infatti, solo del territorio europeo. Oltre a ciò però, l’UE sostiene anche programmi come Erasmus Mundus e Tempus, pensati per aumentare i rapporti con i Paesi del terzo mondo. Ce n’è veramente per tutti i gusti insomma ed è bene approfittarne se ne si ha l’occasione; per sè stessi innanzitutto e, in secondo luogo, per donare all’Europa degli adulti sempre più consapevoli di essere anche cittadini europei.

 

Fonte articolo: http://www.touteleurope.eu

 

Fonte foto: www.europarl.it

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