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3 settembre 2012

Villa Pullè a Verona: verso una riqualificazione?

Potrebbe essere un gioiello e invece è da decenni abbandonata, saccheggiata e in costante pericolo di crollo. La settecentesca Villa Pullè a Verona, un complesso storico che comprende anche un ampio parco, è oggi proprietà dell’INPS ma non è stata mai restaurata nè tantomeno valorizzata.

Solo poche settimane fa, dopo il crollo parziale della cinta muraria del parco, la Soprintendenza di Verona aveva inviato all’ente proprietario una lettera perentoria in cui si ricordava che «i proprietari di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione […]. Si invita perciò l’ente proprietario a inoltrare con ogni possibile urgenza una proposta d’intervento», e inoltre a «predisporre immediatamente tutte le opere provvisionali». Il Comune di Verona, proprietario del parco insieme con la Provincia, già da tempo ha messo a disposizione 300.000 euro per la sua riqualificazione, e si attende ora l’autorizzazione della Soprintendenza e della Provincia stessa per iniziare i lavori, che comunque dovrebbero essere affiancati ad un intervento urgente anche sulla villa.

La svolta, seppur tardiva, sembra finalmente profilarsi all’orizzonte: giovedì è programmato un incontro tra la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Igei (società che gestisce il patrimonio dell’Inps) e il Comune di Verona per stabilire gli interventi più urgenti e una strategia a lungo termine per la riqualificazione dell’immobile.

La criticità della situazione non permette altri indugi e, anzi, forse è già troppo tardi per un recupero completo della ricca decorazione interna che versa nel più totale abbandono. Vane sono state  in questi anni le proteste dell’associazione Amici di Villa Pullè, che denuncia costantemente le infiltrazioni d’acqua e le muffe sugli affreschi settecenteschi all’interno della villa, gli atti di vandalismo con vernici spray e molto altro. “Un affresco del Cignaroli è rovinosamente crollato e irrimediabilmente perduto” afferma l’associazione, “i soffitti a stucco dei due saloni ai lati del salone principale sono crollati e la tela che era sul vano scala è scomparsa senza lasciare traccia“. E l’elenco non finisce certo qui.

La sfortuna di villa Pullè è forse quella di essere stata costruita in un quartiere periferico di Verona, il Chievo, e non sul lago di Garda o in Valpolicella. Forse lì le cose sarebbero andate diversamente.

Foto tratta da www.veronaoggi.it

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