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28 ottobre 2012

Arte contemporanea all’Aeroporto di Capodichino: intervista a Fabrizio Scala

In questa situazione, l’arte contemporanea che è pura e semplice espressione del nostro tempo, prova sempre più a farsi spazio nella quotidianità. Intervista a Fabrizio Scala

Fabrizio Scala

Fabrizio Scala

I napoletani, già da qualche anno, si confrontano con questo tipo di produzione artistica soprattutto grazie alle stazioni del “Metrò dell’arte”, che hanno non solo saputo ricollocare le opere d’arte nel contesto cittadino ma che riescono a riunire siti storici della città a linguaggi più contemporanei. Ma chi arriva a Napoli, che tipo di città pensa di trovare?

E’ questa la domanda che si sono posti presso l’Aeroporto Internazionale di Capodichino. Nella sezione degli arrivi, infatti, sono stati esposti 32 metri di colori e vivacità che ritraggono scorci della città Napoli “Con gli occhi di un bambino”. L’artista, Fabrizio Scala, ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Intervista a Fabrizio Scala

Com’è nata questa esperienza?

La Gesac, la società che gestisce l’aeroporto, aveva come desiderio quello di dare un welcome colorato ai turisti e sono stato contattato. La collaborazione è nata ad aprile 2012 e lo spazio è stato un opportunità straordinaria.

Fabrizio Scala perché ha scelto di illustrare la città “con gli occhi di un bambino”?

I dodici disegni hanno lo scopo di far conoscere da subito la città a chi non la conosce e di dare, altrettanto istantaneamente, un’ idea diversa dalla solita, colorare semplicemente come farebbe un bambino da cui, appunto, nasce il titolo dell’ esposizione.

Qual è il Suo rapporto con Napoli?

Adoro Napoli. Adoro profondamente la città che tanto ha dato alla mia fantasia, sono riconoscente per l’ ispirazione costante che mi regala ogni giorno. Dare omaggio ai posti che io conosco da sempre e realizzarli in una veste semplice è il mio obiettivo.”

Come crede che l’arte contemporanea possa valorizzare ed essere valorizzata in una città come Napoli, tipicamente ancorata alle sue tradizioni?

Forse Napoli è ancorata alle sue tradizioni, non lo so fino a che punto, ma posso dire che le tradizioni possono essere rappresentate in un infinità di modi. Il mio è uno dei tanti e non voglio che sia il modo migliore per far conoscere Napoli ma, appunto, solo il mio modo ed è quindi per questo che ho scelto di sottolineare il lato positivo della mia città, quello colorato.

Le opere, stampate ad inchiostro e ritoccate in un secondo momento con pennarelli ad acqua, saranno esposte fino a  marzo 2013.

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