• Google+
  • Commenta
12 ottobre 2012

Da grande voglio diventare Briatore!

Chi sarà il nuovo talento italiano del business? È la domanda che si sono posti gli autori di “The Apprentice”, programma andato in onda su Cielo tv, che ha visto gareggiare, tra loro, le nuove promesse dell’imprenditoria italiana.

Pare proprio che i nostri giovani, a dispetto della crisi di valori che stiamo vivendo, abbiano voglia di dimostrare che la meritocrazia esiste ancora.

E così, Briatore e il suo team di collaboratori e manager, hanno dato il via ai giochi, aprendo le porte del nuovo reality show dedicato a ragazzi aspiranti uomini d’affari con la promessa che, chi vincerà, lavorerà per un intero anno alle sue dipendenze, ricevendo uno stipendio a 6 zeri.

Sembra quindi che la sfida sia stata raccolta, gli otto concorrenti uomini e le otto donne, tutti a loro modo appartenenti al mondo del business e dell’imprenditoria, hanno deciso di mettere il loro futuro lavorativo nelle mani del marchio del self made man italiano per eccellenza.

D’altronde quella dell’ imprenditoria italiana è una storia lunga, che fonda le sue radici nel Rinascimento per arrivare ai giorni nostri garantendo sempre il marchio del Made in Italy. Ma secondo una ricerca svolta da Infocamere, tra il 2006 e il 2011, con il graduale aumento della vita media, anche quella lavorativa si è alzata.

E così si vedono sempre più nonni alla conduzione di aziende e giovani che, a dispetto di chi dice che il futuro è nelle loro mani, stentano a laurearsi e vedono come un miraggio sempre più lontano il loro affermarsi nel mondo del lavoro. Una delle cause principali è quella della liquidità: ci vuole molto denaro per aprire ed avviare un’ impresa, tanto che, i più, sono costretti ad abbandonare l’ iniziativa.

Ma qualcuno, pare che abbia ancora voglia di credere in noi.

Quella di Briatore, è una vita cominciata tra gli sforzi economici di due genitori maestri di scuola elementare che sudano per far sì che Flavio riesca a diplomarsi come geometra, dopo qualche bocciatura. Il percorso lavorativo di Briatore non inizia nel migliore dei modi: dopo il fallimento del suo primo locale, esegue altri lavori come collaboratore per diverse aziende; tutti finiti male. La causa:  risultati economici insufficienti.

Per “sbarcare il lunario” Flavio si dedica quindi, anche ad attività tutto fuorché lecite e oneste, tanto da essere indagato – insieme ad altri noti nomi italiani – per truffa legata al gioco d’azzardo.

Come riuscire a credere quindi, che oggi Briatore possa esser considerato “il boss” e che sia pronto ad insegnare i trucchi del mestiere? Fatto sta che, grazie all’esperienza della Formula 1, che ha dato la possibilità all’imprenditore milanese di diventare ciò che oggi realmente è, Flavio ha preso la rincorsa e, a quanto pare, sembra proprio che la sua gara non sia ancora finita.

È lui stesso ad affermarlo in un’ intervista condotta da Daria Bignardi: «gli anni ruggenti di Flavio Briatore devono ancora venire, li aspettiamo tutti con ansia». E i fatti sembrano confermarlo: Briatore cavalca tuttora l’onda del successo, godendosi tutto il suo benessere economico. Il giornale Forbes nella sua classifica “World’s Billionaire” – stilata ogni anno circa i miliardari del pianeta – ci ricorda che il suo patrimonio si aggira attorno ai 120 milioni di euro. Ma Flavio afferma anche che la sua fortuna sia stata quella di nascere in una famiglia economicamente normale, primo fattore aggiunto a quella giusta grinta necessaria per affrontare le sfide.

E così, oggi un nostro giovane, ha la possibilità di far carriera alla “corte” di una delle leggende economiche italiane, ed è proprio “il boss” a dispensare i suoi migliori consigli, il primo fra tutti: essere pronti a masticare filo spinato, perché il successo è sacrificio.

Regola numero due: non arrendersi, bisogna sempre credere nelle proprie possibilità.

Regola numero tre: l’ambizione è la carta vincente, bisogna sempre essere affamati di successo.

E continua Briatore: «il lavoro non è un divertimento, ma un sacrificio. Non bisogna preoccuparsi di ciò che dicono gli altri: quando arriverà, il successo sarà la migliore vendetta. Infine mai fare lo sbaglio di sottovalutare il prossimo e sopravvalutare se stessi e non darsi scuse per non aver fatto il nostro dovere.»  E in ultimo: «il boss ha sempre ragione

fonte foto

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata