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28 ottobre 2012

Il DDL Aprea al voto finale

Pochi giorni fa è stata votata dalla commissione Cultura della camera in sede legislativa la norma sull’autogoverno delle scuole, che passerà al Senato e potrebbe trasformarsi in legge in pochissime settimane, con una significativa maggioranza: 24 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto.

Ma quali sono le novità apportate dal provvedimento?
Gli istituti dovranno dotarsi di un Regolamento e di uno Statuto che regolino tutta la vita scolastica, l’istituzione e la composizione degli organi interni e le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica.

Il Consiglio dell’autonomia prenderà il posto del Consiglio d’istituto e può essere composto da 9 a 13 membri: preside, docenti, studenti, genitori, personale ATA e può essere integrato con l’aggiunta di due membri esterni. La carica del consiglio dura tre anni e si occupa di adottare il piano dell’offerta formativa, redigere lo statuto, approvare il bilancio e designare i componenti del nucleo di valutazione.

Il Nucleo di valutazione del DDL Aprea composto da un minimo di cinque ad un massimo di sette membri, lavorerà in accordo con l’Invalsi (Istituto nazionale di valutazione) , fornirà i parametri di valutazione interna e ogni anno si occuperà di redigere un rapporto che dovrà essere reso pubblico.

Altri organi all’interno dell’istituto saranno: il Consiglio dei docenti, che programma la didattica e valuta gli alunni, i Consigli di classe e il Consiglio delle autonomie scolastiche ,un organo di “corresponsabilità” fra Stato, Regioni e scuole nella gestione della pubblica istruzione.

Inoltre le scuole potranno avvalersi di contributi ricevuti da associazioni, fondazioni e organizzazioni no-profit per portare avanti le proprie attività.

I pareri sul testo sono molto contrastanti e nettamente opposte tra loro. Da una parte viene considerato un testo interessante e una buona base di partenza, dall’altra viene accusato di portare alla privatizzazione della scuola, continuando solamente ad affossarla. Una riforma interna della struttura scolastica non può far altro che portare una ventata di novità ad un sistema ormai logoro e mal funzionante, ma ,nonostante sia un decreto che ha subito modifiche e revisioni continue in questo anno, necessita ancora di moltissime integrazioni al fine di dare più voce agli studenti e alle loro necessità.

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