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24 ottobre 2012

In fuga perchè quel lavoro non esiste

Tra i cervelli in fuga verso l’estero non ci sono solo lavoratori, ricercatori e studenti. Tra di loro una buona parte sono ragazzi che hanno una idea ben precisa del lavoro da svolgere e migrano perché in Italia semplicemente quel lavoro non esiste, oppure è davvero “di nicchia”. Con noi c’è Jacopo, uno studente dell’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche, ndr)  trasferitosi a Berlino da un anno.

 

 

Qual è il tuo lavoro Jacopo?

«Io sono un grafico, o meglio quello che in Italia sarebbe un grafico

In che senso “sarebbe”?

«Sono un designer grafico e mi occupo di visual communication. Qui, in Germania, questo vuol dire che posso occuparmi di ogni cosa riguardi la comunicazione visiva. Dalla pubblicità all’impaginazione editoriale, dal disegno di siti internet alla creazione di grafiche per CD musicali.»

Quali sono le differenze tra l’Italia e la Germania?

«Beh…(ride). Davvero tante. A dire il vero non tutte in senso positivo. In Italia si vive in modo semplice. La gente è calorosa. Ma la cosa che salta all’occhio sono le possibilità che la città ti offre. Davvero. C’è una moltitudine di ragazzi che si trovano qui perché hanno dei sogni e dei progetti. Lo stato ti aiuta tanto. Certo devi imparare il tedesco. E non perché qui non parlino inglese, anzi. Ma perché lo Stato vuole che la sua lingua originaria (il tedesco) venga appresa e portata fuori confine.»

Perché hai scelto proprio Berlino?

«Innanzitutto perché qui sono molto sviluppati quelli che si chiamano new media: Blogger, SEO, video editor, web master. Sono tutti qui. In Europa sono qui, e in Inghilterra. Altrimenti in America. Qualcosina in Francia

E in Italia?

«L’Italia non ha voluto autonomamente ammodernarsi. Si regge ancora su un commercio obsoleto, un vecchio modo di intendere il futuro e le nuove generazioni. Qui noi siamo una risorsa. Ma davvero. Abbiamo a disposizione spazi espositivi, locali fatti apposta per i giovani, gestiti da giovani. Qui si incrociano le culture. In Italia si discute sui fondi FUS (fondi per lo spettacolo) quando qui ogni arte, dalla fotografia al cinema, dalla cultura alla filosofia ha un suo finanziamento e una sua organizzazione.»

Sei fiducioso sulle elezioni del 2013?

«Quando sei fuori segui poco le vicende Italiane. Ti prende una sorta di rabbia nei confronti di un paese che hai amato o che ami ma che non vuole metterti nelle condizioni di crescere veramente. È come se una madre, invece di mandare a scuola i suoi figli, giocasse alla playstation.»

 

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