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21 ottobre 2012

Riparto da me. Depressione istruzioni per l’ uso!

Quante volte noi donne siamo definite  e ci sentiamo ‘depresse’? Ecco su questo aspetto verte il libro “Riparto da me” (Feltrinelli)  dell’affermata psicoterapeuta milanese Ivana Castoldi. Pochi giorni fa ha presentato la sua ultima fatica nello spazio della Feltrinelli di Roma in via del Babuino, accompagnata dalla giornalista romana Elisabetta Ambrosi,  che ha presentato brevemente il libro. Dopo il best seller “Meglio Sole” (Feltrinelli), la Castoldi torna ad occuparsi delle donne e  in questo caso  del loro ‘male di vivere’, che a dir la verità in questi tempi critici accumuna un pò tutti.
La psicoterapeuta offre  un ritratto della società odierna, attraverso molte storie femminili. Il messaggio che viene fuori è che per vincere la ‘depressione’, o forse ‘l’oppressione’, termine più appropriato, le donne devono affrontare la crisi, ascoltarsi di più, ed aprirsi alla dimensione sociale:  realizzazione professionale, creativa, amicale e sentimentale.  Tutto ciò non è facile, ma bisogna essere consapevoli che un momento di crisi, di fallimento, una delusione può rappresentae un ‘riscatto’ e cambiamento, è da quì che si può ripartire e ricominciare una nuova fetta di vita. Durante la presentazione abbiamo incontrato l’autrice, ecco cosa ci ha rivelato.
L’idea del libro da dove è venuta?

Ivana Castoldi: ” E’ nata dal fatto che ero stufa di sentire il termine ‘depressa’ usato a sproposito. Mi meravigliava  il fatto che le donne usano questa etichetta facilmente. Mi sembrava giunto il momento di ‘scuotere gli animi’ e  dare rispetto a questa patologia in modo giusto!  Ho raccontato le testimonianze di molte donne che hanno reagito con molta creatività e in modi differenti. La depressione quindi può rappresentare una bella occasione di cambiamento e trasformazione, diventando quasi un percorso formativo.Credo che il libro possa essere d’aiuto a molte donne”
Cosa dovrebbe fare una donna per uscire da questo ‘male di vivere’, in questi tempi frenetici e di crisi?

I.C:” Perchè le donne non dovrebbero essere depresse?Io mi chiedo questo, perchè, ci sono delle ottime ragioni per essere stanche, preoccupate..non c’è da ridere. Dobbiamo ‘accettare’ che siamo in una fase difficile di ‘depressione’, io ricette non saprei darle, nel senso che non so come cambiare la situazione nell’immediato. Però quello che credo è che le donne possono farcela, e ‘reagire’, rimboccarsi le maniche. Io ho cercato di riportare più storie possibili dove si risocntrano diversi modi di reagire“.

Questa ‘depressione’ è differente tra uomo e donna?

I. C: ” L’uomo è certamente più bravo a ‘scaricare’ le tensioni. La donna, ha tutta un’altra vita, direi molto più complicata, su di lei gravitano molte aspettative: la famiglia, il lavoro, il marito, i figli. Anche gli uomini hanno impegni e obblighi di tutto rispetto, ma le donne hanno una vita più faticosa.”

 

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