• Google+
  • Commenta
21 ottobre 2012

Ted: irriverenza allo stato puro

La forza dell’irriverenza: lo stile di Seth MacFarlane non tradisce e si conferma spregiudicato, volgare, offensivo del “buon costume” (ammesso che ancora esista e contemporaneamente affascinante e a tratti esilarante.

Ted, con la sua forma pseudofiabesca, crea una vivace parodia della classica commedia natalizia e della sempre in voga commedia romantica invertendo alcuni punti saldi della storia e concentrandosi sull’evoluzione di un peluche che ben simboleggia la parte infantile che troppo spesso gli uomini tendono a portarsi dietro fin oltre i trent’anni.

Tutto inizia quando un bambino desidera, la notte di Natale, che il suo peluche prenda vita e diventi suo amico per sempre. Se però all’inizio esso si dimostra essere un dolce e candido amico che ripete smielatamente “ti voglio bene”, con il passare del tempo esso si trasforma in una rozza e disastrosa macchina che distrugge la vita sentimentale del protagonista. Nel frattempo uno psicopatico, seguito dal suo figliolo sovrappeso insegue Ted nella speranza di appropriarsene.

Conservando il marchio di fabbrica, Seth MacFarlane, creatore de “I Griffin”, di “American Dad” e de “Il Cleveland Show” e con Ted alla sua prima esperienza come regista di un lungometraggio non animato (o meglio solo parzialmente animato), riporta in auge una comicità “elizabettiana”, fatta di rutti, sesso e violenza.

Ed è proprio questo il principale pregio del film. MacFarlane non si svende alla politica del lungometraggio edulcorato e eccessivamente romantico tipico della tradizione hollywoodiana contemporanea e giunge a un buon compromesso mischiando dolcezza e spregiudicatezza. Il film diverte, ha un buon ritmo, non annoia e offre alcuni spunti registici interessanti attestando un debutto sicuramente positivo per il padre di Peter Griffin. Lo stile MacFarlane rende peculiare e caratteristico questo film, impedendogli di confondersi con l’oceano di produzioni sdolcinate americane.

Ted e il suo amico John (Mark Wahlberg) sono due anime dello stesso personaggio, diviso tra il suo lato infantile e il suo desiderio di crescere e iniziare “il resto della sua vita” con Lori (Mila Kunis). Per consentire il proseguimento della storia d’amore non solo John dovrà imparare a moderare il suo lato irresponsabile e puerile, sarà anche necessario che Lori accetti che una parte del suo fidanzato è e sarà sempre legata a quel peluche sconcio e irriverente che guarda e sogna i vecchi telefilm come Flash.

Un film non adatto a tutti per un pro forma legato alla volgarità di molte battute e a scene di violenza e accenni sessuali. In sintesi: se reputate che un bambino non debba vedere I Griffin allora non dovrà vedere neanche questo film. Almeno per qualche anno.. finché non avrà l’età giusta per ridere e capire cosa si cela dietro un tenero peluche.

Fonte Foto

Google+
© Riproduzione Riservata