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13 ottobre 2012

Vito Laraspata: ambasciatore dell’italianità

Essere italiani. Una frase breve e semplice da pronunciare, ma che a ben pensarci è molto più complessa di quanto non sembri.

Solo due parole per esprimere un universo di volti, culture, tradizioni, abitudini, valori.

Essere italiani non è solo un modo di dire ma una reale e importante responsabilità.

In troppi lo danno per scontato o peggio lo ripudiano, senza rendersi conto che è proprio ciò che non considerano o rifiutano che li ha resi quelli che sono e che li identifica fin nel profondo.

Da qui la responsabilità di esserne consapevoli, di valorizzare questa peculiarità e di far sì che questa caratteristica diventi motivo di orgoglio.

Fortunatamente c’è chi crede nel suo essere italiano, ne è consapevole e orgoglioso e proprio per questo si prodiga per diffondere ciò di cui va tanto fiero.

Vito Laraspata vive da trent’anni in Belgio e da lì si preoccupa di divulgare la sua “italianità” in tutta l’Europa, attraverso la celebrazione della lingua italiana.

La lingua non è solo l’incontro tra parole e suoni ma la metafora di tutto quello di cui è composto un paese, rielaborato dalla mente dei suoi figli e reso tangibile con suoni e parole unici, che trovano riscontro nelle forme più alte dell’espressione quali sono tutte le arti, la creatività e l’ingegno.

In questi anni il fiero italiano ha fondato un’associazione, BottegArte, con la quale persegue il proprio obiettivo attraverso, come riportato dal sito, l’organizzazione di manifestazioni, rappresentazioni teatrali, concerti, recital, esposizioni, salotti e premi letterari.

Oggi l’associazione è più intraprendente che mai e per crescere ancora, e non conoscere confini, si apre a un nuovo, importante connubio con l’Associazione Sviluppo Europeo, la quale si occupa di scandagliare tutti i campi della cultura e dell’informazione prestando attenzione e offrendo supporto a chi si trova in situazioni svantaggiate. Un connubio importante per crescere ancora di più, ancora una volta.

Ma sentiamo cosa ne pensa il diretto interessato:

Cosa vuol dire essere italiano secondo Vito Laraspata?

«E’ soprattutto una maniera d’essere, di comportarsi, di parlare, di agire, insomma è tutta un’identità che conserviamo e che portiamo in noi. Del resto, è quell’identità che in tutte le parti del mondo c’invidiano.»

Perché è così importante diffondere la lingua e la cultura italiana in Europa, cosa che lei fa, ormai, da trent’anni?

«Quando si parla di lingua, e nel nostro caso della lingua italiana, non si parla soltanto di grammatica, ma ci si riferisce anche al modo di agire, di comportarsi, di essere, perché una lingua rappresenta un patrimonio irripetibile di parole, di cose, di persone, di sentimenti, di conoscenze, di vita. Fa parte di noi, delle nostre origini, indica la nostra identità di popolo e di persone. La conoscenza e la diffusione della propria lingua e della propria cultura, oltre a diventare il mezzo normale di comunicazione, diminuisce le differenze e tende ad unificare dando un sentimento di appartenenza. E noi la diffondiamo attraverso le arti (teatro, musica, letteratura, ecc.)»

Come le è venuta in mente l’idea di creare questa associazione?

«Quest’associazione nasce dalla voglia, appunto, di diffondere e salvaguardare la nostra lingua e la nostra cultura soprattutto per quegli italiani di terza, quarta e quinta generazione che sono nati da genitori partiti all’estero, dopo la guerra, per cercare lavoro. La mia esperienza mi ha dato la possibilità di verificare che è troppa l’ignoranza in quegli italiani che, per forza maggiore, non hanno avuto modo di studiare la nostra lingua convenientemente e sono lontani dal conoscere anche la cultura dei loro nonni. Inoltre, sono molti gli stranieri che sono amanti ed appassionati della nostra bella Italia e che desiderano conoscere di più.»

Quali sono i programmi per il futuro?

«Continuare nella stessa direzione in tutte le parti del Mondo in cui mi troverò.»

Un consiglio agli italiani per sentirsi orgogliosi della propria “italianità” anche in un momento così difficile?

«Conservare la propria identità ed essere fieri, perché “essere italiano” non significa dipendere da una persona o da un gruppo di politici, ma è il Paese, inteso come territorio, che fa la grandezza di un popolo.»

Questa è la voce di un italiano fiero di esserlo. E voi? Voi italiani che avete intenzione da fare? Permetterete a problemi e contraddizioni di soffocarvi e di farvi sentire ”individui“ che vagano in una terra sconosciuta o reagire e iniziare a sentirvi veramente, finalmente “italiani” che camminano a testa alta nel loro Paese?

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