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1 ottobre 2012

Vomero notte: cronaca di una notte bianca

Il mese di Settembre, a Napoli, si è concluso con l’evento della “Vomero notte”.  La circoscrizione Vomero-Arenella ha ospitato, per l’occasione, stand e palchi sino a notte inoltrata.

L’affluenza è stata, come facilmente si era previsto, abbondante e tumultuosa: per le strade del quartiere si è effettivamente riversata una marea di persone. Le proposte della serata sono state molteplici, atte ovviamente a soddisfare le esigenze di un pubblico vario e pretenzioso: dalla musica house a quella anni ’80, dai concerti presso il foyer del Teatro Diana alle musiche popolari ed etniche, passando per le degustazioni di Coldiretti al sushi e dai taralli alla frittura di pesce nel mercato rionale.

Per quanto si possa provare a tessere le lodi di un sindaco presente e propositivo, anche nel caso della questione che coinvolge Fnac, l’organizzazione è stata alquanto vacillante e il programma non è stato ampiamente rispettato. Molti appassionati si sono lamentati della mostra d’auto d’epoca che non ha mai avuto luogo presso Piazza degli Artisti e altrettanti cittadini sono stati infastiditi dall’ aver trovato, sul luogo in cui avrebbe dovuto svolgersi una determinata esibizione, un foglio improvvisato su cui si tentava di reindirizzare il pubblico ad un altro punto del quartiere.

Armata di brochure e smartphone per controllare il programma, la folla si muoveva come disorientata tra le varie opportunità offerte della serata, riuscendo difficilmente a godere pienamente di una di esse senza essere tediati dalle musiche e dalle voci di un palco vicino. Da un punto di vista artistico e culturale, tralasciando l’evidente interesse economico dei negozi che hanno scelto di restare aperti di notte, la proposta è stata sicuramente interessante ma per il singolo cittadino si è trattato di una notte di confusione, attese e indecisione. Si è voluto decisamente strafare, puntando più alla quantità che alla qualità e posponendo l’interesse del singolo cittadino alla spettacolarità di una città che si è ritrovata sommersa al di sotto di un tappeto di scivolosi volantini. C’erano troppe proposte per uno spazio così circoscritto, c’erano troppi agenti delle forze dell’ordine occupati nella gestione della circolazione e pochi a difesa di una folla che, inconsciamente, si è rivelata essere un ottimo nascondiglio per ladri e affini.

Napoli ha bisogno di queste iniziative ma questa notte bianca non può e non deve essere una tantum. Basterebbe fare molto meno, ma con maggior frequenza, per risvegliare i cittadini, l’interesse turistico e la vita culturale della città.

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