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15 novembre 2012

Crifiu, nella musica serve la pazienza di un contadino che semina per raccogliere

Chi sono i Crifiu? Sono quattro giovani col sogno, in gran parte concretizzatosi, di fare musica. Andrea Pasca (voce e percussioni), Luigi De Pauli (corde e synth), Sandro De Pauli (fiati e programmazioni), Ivan Schito (batteria e drums machine), ecco i componenti di una delle migliori band del Salento, dal 2008 inserita, insieme ad artisti internazionali come Manu Chao, nel palinsesto radio dell’artista Dj Scratchy, e tra i pochi gruppi salentini a salire sul palco del Salento-Occitania. In più edizioni, i Crifiu si sono esibiti a La notte della Taranta.

Come nasce il progetto musicale Crifiu? Da dove deriva il nome del gruppo?

«Il progetto nasce un po’ di anni fa dall’idea di unire un gruppo di amici, di adolescenti, per fare musica, stando insieme e ritrovandosi attorno ad un sogno, dando senso e creatività alle nostre quotidianità. Col tempo, crescendo, iniziando a fare concerti nei club, nelle piazze, producendo i primi lavori, sono cresciute la voglia e la consapevolezza, ma anche quel sogno primigenio, quella follia adolescenziale che ha innescato tutto questo, tanto da dedicare sempre più tempo alla musica, maturando un progetto che si faceva quotidianamente più professionale nello stile, nelle prospettive, nell’identità. Il nome nasce come acronimo che identificava, nell’infanzia del progetto, la musica di quel tempo. Negli anni si è spogliato di quella prima veste, ha dilatato il suo senso fino ad avere nessun altro referente che il progetto e la sua musica, per indicare il gruppo e la sua espressione musicale, come la parola pane indica il pane, quella di vino, il vino. Ci piaceva poi l’idea che raccontasse implicitamente, solo con il suo suono, le origini del gruppo, qualcosa di dialettale, qualcosa legato al Salento»

La vostra musica coniuga innovazione e tradizione. Secondo voi oggi la scena musicale italiana riesce a dare il giusto peso a entrambe le componenti?

«Noi abbiamo cercato sempre, sin dai primi giorni, una nostra identità musicale e letteraria, di lavorare ad un suono e ad una parola che raccontassero il nostro progetto: questo percorso passa, si, dall’incontro tra la tradizione e l’innovazione, ma non intendendo la tradizione nel senso filologico, quanto nell’idea di lasciarsi ispirare da ciò che è stato per disegnare qualcosa di nuovo, di innovativo nella misura in cui esso va a riempire uno spazio che è ancora vuoto. Ci piace molto ciò che evoca l’espressione “Il futuro ha un cuore antico” e il fatto che, inevitabilmente, un racconto per essere nuovo ed originale debba avere buone e salde radici: sappia dare, ricevendo e viceversa. A noi, ad esempio, piace guardare alle diverse culture del mondo, lasciarsi stimolare dalle loro musiche, dai loro ritmi che hanno sempre qualcosa di primitivo e archetipico che le congiunge alle nostre musiche, ai nostri ritmi. La cultura popolare è transnazionale, non conosce confini istituzionali e geografici. Ecco, a quella fonte a noi piace abbeverarci creativamente, coniugando quelle culture ai linguaggi del nostro tempo, della nostra età, attingendo dal rock, dall’elettronica, dal pop, dalle musiche del mediterraneo. La scena musicale italiana, pensiamo, è in fermento: ha tanti progetti interessanti ed è molto vasta e diversificata. A noi appassionano di più quei lavori che riescono a dare un bell’equilibrio tra le due componenti, sperimentando e cercando una propria personalità, che sia ben riconoscibile e che possa essere espressione di un’identità mediterranea in sintonia con il mondo»

 Come è nata la collaborazione con Nandu Popu dei Sud Sound System in Rock e Raï? 

«La collaborazione con Nandu Popu dei Sud Sound System –come con gli altri ospiti nell’ultimo nostro lavoro discografico CUORI E CONFINI– è nata molto spontaneamente, dagli incontri che la musica ci regala quotidianamente, dal condividere con questi artisti “palco e retropalco”: una volta che Rock e Raï era nato, abbiamo subito, istintivamente, pensato a Nandu per dare al brano, già di per sé molto intrigante tra loop dance e ritmiche maghrebine, quella ventata raggae dub che coinvolge e trascina dal primo ascolto e invita a cantare un ritornello che rimane nella mente. Quando ha accolto la nostra proposta siamo stati molto felici di ospitarlo, prima, in studio di registrazione e, poi, sul set del videoclip, girato in parte nel Salento, in parte in Marocco, tra Fez e Marrakech. Lavorare con Nandu, così come con Kaba, il nostro produttore artistico, e con gli altri ospiti del disco (Papet Jali dei Massilia Sound System, Gastone Pietrucci de La Macina, Cisco ex Modena City Ramblers, Sergio Berardo dei Lou Dalfin) è stato, ovviamente, un’esperienza importate e di crescita sia musicale, sia umana. Sono i doni e la meraviglia che la musica ci offre quotidianamente»

La vostra più grande soddisfazione musicale sinora conquistata?

«Dedicarci a fare musica è un esperienza ricca di stimoli e di emozioni. Sicuramente, una delle cose più belle, essendo noi una band che ama stare on the road, girare l’Italia per concerti, è quella dell’incontro, del condividere con gli altri la nostra esperienza e, soprattutto, condividere la nostra passione con la gente che viene sempre più numerosa ai nostri concerti. Il live è l’occasione in cui il nostro lavoro quotidiano si affaccia alle persone e dalle persone raccoglie emozioni, ispirazione, idee. Ecco una delle gioie più grandi è vedere le piazze e i club pieni ai nostri concerti di amici che cantano con noi le nostre canzoni. Quello è il momento della condivisione in cui diamo ma soprattutto riceviamo da essi. Questa è una delle cose più belle che il nostro lavoro ci regala»

Progetti futuri?

«Attualmente siamo impegnati nella promozione della compilation Puglia Sounds New uscita con Xl di Repubblica e che accoglie anche il nostro brano Rock e Raï. Continua, poi, il nostro CUORI E CONFINI TOUR in giro per l’Italia, con nuove date nei club e festival per portare in giro questo disco che ci sta dando tante soddisfazioni e gioie. Saremo, inoltre, al Medimex – la fiera della musica – che si terrà a Bari presso la Fiera del Levante dal 29 novembre al 2 dicembre: incontreremo il nostro pubblico e i nostri amici allo stand 84 della nostra produzione DILINÒ. Comunque per chi vuole essere aggiornato sui nostri spostamenti e sulle novità invitiamo a visitare i nostri siti: www.crifiuweb.com – facebook/crifiu – twitter/crifiu»

A chi sogna di farsi conoscere nel panorama musicale locale e magari anche nazionale, cosa consigliate?

«A chi ha voglia di fare musica invitiamo a dedicarsi ad essa, a seguire il sogno, a costruirsi il proprio senso nella quotidianità: non possiamo dare consigli o risposte, ognuno sarà in grado di cercare il proprio percorso e la propria attitudine. Da parte nostra possiamo stimolare a investire nella creatività, nei propri talenti, nei propri progetti: questo significa, anche, lavorare quotidianamente, impegnarsi con responsabilità, conoscere il sapore del sudore e il racconto della fatica; avere la pazienza contadina di seminare per raccogliere e tra il tempo della semina e quello del raccolto, essere consapevoli di dover concimare, accudire, coltivare il proprio Sogno. Buona fortuna a tutti! Un saluto ed un abbraccio dai CRIFIU: Luigi, Sandro, Ivan, Andrea.»

Dunque, mettiamoci all’opera noi che sogniamo! Come ci suggeriscono i Crifiu, seminiamo per raccogliere.

Votate la loro clip QUI

 

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