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5 novembre 2012

Il romano Pietro De Bonis presenta “Brezze Moderne”

«Uno dei miei principi nella vita è far riconoscere la bellezza, non tanto della poesia quanto della stessa vita, molte persone credo vivano addormentate e col cuscino appiccicato in faccia. Può darsi io sia un illuso, può darsi, ma credo si possa esserlo, almeno un po’.»

Presenta così il suo intento Pietro De Bonis, nato il 9 aprile del 1984 a Roma, autore di Tempeste Puniche, Il Profumo della Quiete (dicembre 2010) e Brezze Moderne (Lupo Editore, ottobre 2012). Conosciamolo meglio.

Cosa significa per te scrivere poesie?

«Per me scrivere poesie significa arricchire ancora di più la vita»

Quanto c’è di te in ogni componimento?

«Ci sono tutto! »

Da quanto tempo scrivi poesie? Hai sempre sognato di pubblicarle?

«Scrivo poesie (ma non solo) dall’età di 24 anni, così per caso, anche se nulla viene per caso; col tempo ho capito che dovevo continuare e insistere su questa strada, ma ogni scelta ogni situazione ogni poesia è nata sempre così. Non ho mai sognato di pubblicare fino a quando mi è venuto in mente farlo, quando ho capito che quello che scrivevo e in cui credevo non doveva essere ostacolato dalla timidezza o peggio ancora dalla sfiducia»

Ti cimenti anche nella prosa?

«Sai io odio distinguere, catalogare la scrittura, darle dei confini, la scrittura è scrittura, prosa, poesia o narrativa son sempre parole che partono e pretendono d’arrivare. Mi parli di prosa, ma non senti come suona antico? Che significa poi “cimentarsi” in un genere letterario? Io scrivo, poi lascio agli altri le parole. Secondo te chi legge è interessato a sapere se andrà in contro a una prosa poesia o narrativa? Chi si ferma a questo non credo abbia una gran voglia di leggere, di scoprire»

Credi che la poesia non abbia il giusto spazio a livello editoriale?

«Credo che la poesia sia rimasta ferma agli autori da 50 anni fa in su, e con loro l’idea, delle persone che credono che la poesia sia quella pappardella con la rima e piena zeppa di termini strani, da imparare a memoria a scuola. Come soffro per questa bassa considerazione e per quanta bellezza moderna possa essere sepolta ingiustamente. Io posso soltanto dire che, nel mio Brezze Moderne (Lupo Editore), la mia scrittura è sì breve e semplice, classificabile ahimè come poesia, ma non solo, il libro è vasto. Però ecco di nuovo un’idea che mette a tacere questa sofferenza: chi è interessato veramente a scoprire qualcosa non si domanda cosa sia, ma com’è.»

Quali sono i tuoi poeti preferiti e perché?

«Alda Merini. Mi ritrovo molto nei suoi versi, pur essendo lei una donna con una sua grazia profonda, irraggiungibile»

Dovendo usare tre aggettivi, come definiresti la raccolta “Brezze Moderne”?

«Vasta, piacevole, fresca»

Sogni “poetici” per il futuro?

«Nessuno di poetico. Infiniti, per la vita.»

Ecco i versi tratti dalla quarta di copertina:

«Baciami alle sei del mattino / capirai che t’amo dall’odore dei cuscini / dai miei occhi chiusi / sempre pronti a fissarti.»

Brezze Moderne, Lupo Editore, è ordinabile in tutte le librerie e bookshop online.

Guarda qui il video trailer del libro

 

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