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27 novembre 2012

Sapienza verso il voto: Alberto Senatore di Sapienza in Movimento

Sapienza verso il voto
Sapienza verso il voto

Sapienza verso il voto

Sapienza verso il voto: per le prossime elezioni universitarie abbiamo voluto dare spazio ad una delle Associazioni di maggior spicco all’interno dell’Università La Sapienza di Roma.

Sin dall’anno della sua fondazione, Sapienza in Movimento è riuscita, in occasione del rinnovo delle rappresentanze studentesche, a far eleggere suoi rappresentanti in tutti gli organi centrali della Sapienza.

Attraverso le parole di Alberto Senatore, Presidente dell’Associazione Culturale Sapienza in Movimento, conosciamo meglio le finalità dell’Associazione, i suoi futuri progetti e le nuove proposte.

Le chiederei innanzitutto di parlarmi dell’Associazione Culturale Sapienza in Movimento: com’è nata? Da cosa è nata? Quali sono le principali attività che svolge? 

“L’associazione culturale Sapienza in Movimento è nata nel 2001 da un ristretto gruppo di giovani studenti aventi ideali e interessi comuni nella cultura riformista popolare ed ecologista, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e la qualità della vita di tutti gli studenti universitari attraverso servizi, convenzioni e attività culturali. Nel 2008, anno in cui riuscimmo ad avere un ottimo risultato elettorale, ci è stata data la possibilità di usufruire di uno sportello condiviso in Città Universitaria e da allora, giorno dopo giorno, non abbiamo mai smesso di lavorare. In questi anni molti di noi si sono laureati e sono stati rimpiazzati da altri volontari. L’idea che contraddistingue il nostro gruppo dagli altri è proprio quello di aver creato un sistema di volontariato sociale non legato al singolo ma al gruppo.

Abbiamo costruito un modello diverso da quelli tradizionali, non basato sul modello dei partiti o delle organizzazioni parapartitiche, ma basato sulla consapevolezze dei singoli studenti che acquisiscono capacità di gestione, capacità di prendere decisioni, capacità di governare le emergenze senza nessun diktat e nessun condizionamento esterno, applicando le proprie esperienze didattiche e le proprie attitudini professionali nella simulazioni di politiche universitarie. Tutto ciò serve a noi, come è servito in passato a chi ci ha preceduto, per entrare immediatamente nel mondo esterno, nel mondo del lavoro, con un bagaglio di esperienza e di professionalità molto ricco.

Per ritornare alle attività che svolgiamo e per rendere l’idea del bagaglio di esperienza che ogni giorno accumuliamo nel nostro Ateneo, vorrei citare solo alcune delle attività che svolgiamo quotidianamente:

Sapienza verso il voto e attività di Sapienza in Movimento: chi è e di cosa si occupa

Tutela diritti degli studenti e Assistenza legale gratuita (per contratti d’affitto, sfratti e altri piccoli problemi legali degli studenti)

Assistenza fiscale gratuita (compilazione ISEE e altre piccole attività)           

Assistenza per la compilazione domande borse di studio con il supporto dei nostri rappresentanti presso LAZIODISU

Servizio cerco – offro casa gratuito: abbiamo attivato una convenzione con una agenzia che permette allo studente di non pagare nessuna commissione sull’affitto calmierato di stanze o posti letto; inoltre abbiamo creato un gruppo su fb (con la media di 150 annunci al giorno) che permette a tutti gli studenti di scambiarsi informazioni sui posti letto e sulle stanze in affitto in modo gratuito. L’obiettivo è quello di allargare l’offerta di stanze e posti letto per far diminuire i prezzi sul mercato.

Assistenza medica gratuita (visita medica gratuita per tutti i fuori regione attraverso un progetto di prevenzione malattie cardiache o cardiovascolari)

Sottoscrizione abbonamento CUS per la promozione sportiva (con visita medica gratuita)

Sottoscrizione abbonamento IUC per avvicinare i giovani studenti alla musica classica

Ideazione, sviluppo ed organizzazione di iniziative culturali e ludiche: ogni anno organizziamo più di 40/50 iniziativa su temi a noi vicini: sostenibilità ambientale, diritti umani, politiche abitative, energia, ambiente, simulazioni politiche e aziendali, laboratori di arte, escursioni e presentazioni delle attività archeologiche della Sapienza, promozione delle attività sportive.

Nell’ambito sportivo abbiamo organizzato tornei di calcio a 5, basket, pallavolo, con la partecipazione, solo in questo anno di 2000 studenti impegnati direttamente nelle attività.

Corsi di sopravvivenza energetica: come risparmiare energia nelle abitazioni, in collaborazione con ENEA.

Corso di fotografia gratuita con più di 1000 adesioni negli ultimi 3 anni, corso di teatro gratuito,corso di musica gratuito.

Tutti i servizi di assistenza e la docenza nei corsi sono offerti da ex studenti della Sapienza, oggi professionisti, che prestano gratuitamente parte del proprio tempo. A lei potrà sembrare strano ma è così ed è la nostra grande forza.”  

Sapienza verso il voto: prospettive e diritto allo studio

In vista delle prossime elezioni, come vi state muovendo? Quali sono le vostre idee, i vostri progetti per migliorare l’Università e chi la abita?

“Continuiamo ad essere presenti in Ateneo così come lo siamo esattamente da più di quattro anni a questa parte, quotidianamente, senza interruzioni, continuando umilmente a offrire i nostri servizi e ad organizzare i nostri eventi per gli studenti. Il nostro programma si baserà sulla riformulazione dell’impianto normativo per il diritto allo studio. Oggi il diritto allo studio è gestito dalle singole Regioni e questo crea inevitabilmente risultati disastrosi. Ad esempio in Piemonte o in Lombardia ci sono un numero elevato di posti alloggio a fronte di un numero di richieste relativamente basso. Questo permette a studenti che si iscrivono in università piemontesi o lombarde di affrontare il proprio corso di studi con tranquillità e senza ulteriori stress. Nel Lazio i posti alloggio non coprono neanche l’1% del numero complessivo di studenti. Le richieste per posto alloggio sono più del doppio della disponibilità, questo crea un caos totale nelle assegnazioni, che spesso avvengono ad anno accademico iniziato provocando disagi enormi. Questo vuol dire che il diritto allo studio non è garantito a tutti e di conseguenza ci saranno Università di serie A e Università di serie B, non per la propria didattica o la ricerca ma solo perché chi non ha possibilità economiche, ma è uno studente brillante, sceglierà l’Università con un posto alloggio disponibile. Per noi diritto allo studio vuol dire avere la possibilità di scegliere l’Ateneo migliore con una offerta formativa adeguata alle nostre esigenze e non alle esigenze delle singole Regioni del Sud, del Nord o del Centro.

Sapienza verso il voto e offerta didattica

Un altro punto del nostro programma riguarda l’offerta didattica. Oggi uno studente che sceglie un Corso di Studi è vincolato a seguire quegli insegnamenti dettati dalle rigide regole ministeriali. Questo è in profondo contrasto con quelle che sono le indicazione del trattato di Lisbona e del Processo di Bologna. Ogni studente dovrebbe essere libero di scegliere una parte consistente di insegnamenti, pari almeno al 50%. Questo avvicinerebbe ogni studente ai propri interessi, siano essi legati a scelte lavorative o ad altre scelte personali. La didattica dovrebbe essere offerta in base alle esigenze dello studente e non del Ministero. Le singole Università sono soffocate dai mille adempimenti amministrativi a discapito della effettiva verifica della qualità. Vorremmo che ci fossero poche regole ma chiare, ma soprattutto vorremmo che la nostra Università possa essere in grado di soddisfare le nostre esigenze e non quelle di qualche burocrate che conosce il modo universitario solo attraverso dati numerici e grafici.

Per concludere la risposta sul nostro programma, vorrei chiarire la nostra posizione sull’aspetto fondamentale della ricerca scientifica. Non è vero che le Università italiane sono agli ultimi posti nei ranking internazionali. Questi risultati, che spesso vengono utilizzati da alcuni giornali per demonizzare la ricerca italiana, hanno un vizio di fondo e cioè, sono costruiti per le Università anglosassoni. Il nostro sistema universitario è molto diverso da quello anglosassone e per molti anni non ha mai utilizzato strumenti di misurazione e di valutazione basati su dati bibliometrici o citazionali. Mi spiego meglio. Le nostre eccellenze, ad esempio quelle dei settori umanistici o sociali, fino a pochi anni addietro non hanno mai avuto l’esigenza di scrivere articoli scientifici o saggi su riviste internazionali. Queste stesse riviste sono quelle che nelle Università americane o inglesi decidono, in base alla rilevanza del lavoro scientifico, se la pubblicazione del ricercatore merita o meno di essere divulgata. Ed è da questi lavori che i ranking internazionali valutano il valore dei ricercatori e di conseguenza delle Università dove questi prestano servizio. Dunque, fino a pochissimi anni fa, per diversi motivi, tra i quali quello dell’uso della lingua inglese, i nostri ricercatori e i nostri professori, in particolare quelli delle aree umanistico-sociale, non hanno quasi mai pubblicato su queste riviste e dunque non hanno mai ricevuto nessun tipo di valutazione internazionale. Per concludere il ragionamento, si evince da questo breve excursus come nel computo delle misurazioni internazionali per stilare classifiche sui migliori Atenei, per anni si è ignorato una parte consistente della ricerca italiana e cioè quella della letteratura, della storia, della sociologia, dell’archeologia ecc. e di conseguenza si è dato alle Università italiane solo una valutazione parziale ed incompleta. Se noi pensiamo che a fronte di un investimento del 1,26% sul PIL in ricerca e sviluppo da parte dell’Italia rispetto al 2,26% della Francia e del 2,82% della Germania, il nostro Paese produce il doppio delle pubblicazioni scientifiche rispetto alla Francia e alla Germania (dati: Eurostat 2012), questo dato la dice lunga su quali potenzialità ha l’Italia rispetto agli altri Paesi e di come è importante avere un quadro chiaro quando si parla di argomenti così delicati come la ricerca. Queste potenzialità, però rischiano di affievolirsi se non di scomparire del tutto. La riforma Gelmini, che ha introdotto il tenure trak (3+3) per i ricercatori universitari è una riforma che danneggia il sistema. Le risorse intellettuali più produttive del comparto universitario, cioè i ricercatori, rischiano di scomparire per dare posto ad un esercito di zombie sospesi nel limbo dell’incertezza. Bisogna ritornare alla stabilità del ricercatore, una figura fondamentale per la ricerca italiana. Dunque,basterebbe davvero poco, non servono riforme epocali ma solo un minimo di razionalità nelle scelte di settori strategici per il Paese e una migliore distribuzione delle risorse fatta in base a valutazioni mirate.”

Spesso chi fa parte di queste associazioni, quale la vostra, viene accusato di protagonismo, di ambire ad un posto di rilievo nelle istituzioni universitarie solo per un tornaconto personale. Cosa risponde in merito? 

“Sono ormai più di 10 anni che la nostra associazione opera in Sapienza. Ogni anno l’entusiasmo cresce e si concretizza in iniziative e progetti sempre nuovi. Se lei desse uno sguardo al social network Facebook troverebbe un account e 3 gruppi riconducibili a Sapienza in Movimento per un totale di 29,000 fan e amici. Questo dato non solo sta a significare che la nostra è una delle più popolari associazioni studentesche d’Italia (tolte quelle organizzazioni finanziate da alcune confederazioni sindacali), ma anche che essa è diventata una realtà in grado di formare giovani studenti pronti a diventare classe dirigente. Chi ricopre un ruolo in SiM non pensa di essere arrivato al traguardo, ma pensa solo di essere all’inizio di un percorso molto più lungo e che lo porterà a ricoprire un ruolo nella società, con il vantaggio di aver accumulato l’esperienza giusta per evitare qualche difficoltà. Ecco perché più alto è il ruolo che ricopri,maggiore è la responsabilità che hai. Tutto questo, forse, agli occhi di chi guarda dall’esterno può sembrare una forma di protagonismo, ma le assicuro che l’unico tornaconto è quello di lavorare tanto. A dimostrazione di quello che dico e del fatto che non siamo legati a poltrone o ruoli, le comunico che la prossima settimana indiremo le elezioni per il rinnovo delle cariche statutarie di Sapienza in Movimento.” 

Dalle parole di Alberto Senatore si evince come tutti gli associati si adoperino al massimo per dare agli studenti tutto ciò che gli spetta. Sapienza in Movimento ama definirsi un’associazione studentesca per i diritti, l’ambiente e la legalità, a sostegno del riscatto e rilancio del nostro Paese. A noi di Controcampus.it non resta che augurargli buona fortuna per un nuovo anno accademico che sia di crescita, formazione e sviluppo.

Margherita Teodori 

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