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12 novembre 2012

Un libro sul 68, Università, la sessualità: le parole dello scrittore Marco Rossi Lecce

Gli studenti universitari guardano sempre con un occhio di riguardo al periodo del 68. Un periodo particolarmente significativo per diversi aspetti, dalla trasformazione del mondo accademico alle lotte femministe, dagli scontri della polizia alla mutazione dello scenario politico. Soprattutto sogni di tanti ragazzi che credevano e volevano cambiare il mondo.

Marco Rossi Lecce, su questo tema, ha scritto il libro Gli anni confusi, un importante spunto di riflessione in parte autobiografico sull’evoluzione della società, dell’università e della sessualità in quegli anni. Si tratta di un decennio ritenuto ancora oggi scottante e che copre un gran numero di eventi. La scelta particolarmente significativa è quella di non soffermarsi tanto sul solo anno 68 ma di prendere in esame le conseguenze di quel periodo, la metamorfosi sociale che ha innescato.

Esce fuori un ritratto destabilizzante di Roma, del mondo accademico, delle zone più popolari di Roma invase dalla mutazione sociale. Si tratta di un periodo storico che riguarda anche la trasformazione della sessualità sia maschile che femminile, più aperta e disinibita. Emerge la maggiore consapevolezza del corpo femminile grazie alle battaglie femministe che, in quegli anni, percorrono le strade al grido “Tremate, tremate, le streghe son tornate”.

Al contempo chi vive l’università subisce una violenta scossa. Non a caso uno dei protagonisti è un assistente e vive in prima persona la trasformazione di Roma e dell’universo accademico.

Il libro, più profondamente, parla dell’estenuante ricerca di un sogno, quel “sogno di bellezza e di umanità di conquista sociale” che accomunava chi viveva in quegli anni.

Alla domanda “Come nasce l’idea di scrivere un romanzo su quel periodo storico lo scrittore Marco Rossi Lecce?” risponde così:

Trastevere come centro nevralgico della capitale…

Tutti i gruppi romani come Lotta continua, i gruppi di omosessuali, le femministe etc… ci vedevamo tutti là. Con una mezza porzione ti sedevi in un tavolo che poteva contenere venti persone.

Fa riflettere la scelta di non soffermarsi esclusivamente sul 68 ma su un periodo storico più vasto, su un insieme di mutazioni che il 69 ha comportato.

Il racconto dura dieci anni, copre dieci anni dal post 68 in poi. La storia continua fino ad arrivare agli 80. Ci sono state delle conseguenze incredibili. Nell’80 c’è il fenomeno dell’Aids, Roma cambia, Trastevere cambia… fino poi a diventare quella che è diventata adesso.

Pur essendoci notevoli difficoltà tra le diverse classi coinvolte all’interno del libro emerge un dinamismo continuo, un desiderio di parlare e confrontarsi costantemente.

C’era sempre un dialogo….

Si tratta di un periodo storico particolarmente attuale a causa della trasformazione che anche oggi vede protagonista la classe politica e la società in generale. La cultura italiana è cambiata profondamente nel post 68. Libri come Gli anni confusi aiutano a riflettere sui cossiddetti corsi e ricorsi storici e sui loro percorsi, sulle conseguenze di una rivoluzione provata e solo in parte smorzata, che ancora vive nella nostra memoria. Come fosse ieri.

 

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