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12 dicembre 2012

Il cinema parla di volontariato a Firenze

Firenze – Il cinema parla di volontariato
Il concorso “Raccorti sociali” chiude la “50 Giorni” di Firenze 

Domenica 16 dicembre al Cinema Odeon i registi Francesca Archibugi e Guido Chiesa premieranno i migliori cortometraggi.  Conduce l’attrice Emanuela Mascherini, partecipa Finaz della Bandabardò

Firenze, 11 dicembre 2012. Una grande festa chiuderà la “50 Giorni di Cinema Internazionale”. Domenica 16 dicembre al Cinema Odeon di Firenze (P.zza Strozzi, ore 15.00-18.00) il cinema parla di volontariato con la premiazione della quarta edizione del concorso “Raccorti sociali. Piccoli film per grandi idee” promosso da Cesvot e Aiart-Associazione Telespettatori in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana. Ospiti d’onore i registi Francesca Archibugi e Guido Chiesa, conduce l’attrice Emanuela Mascherini. Musiche dal vivo di Two Pisces in alto mare, con la partecipazione straordinaria di Finaz della Bandabardò (programma e informazioni su www.cesvot.it).

Carcere, violenza sugli anziani, stili di vita, disabilità, lotta alla mafia, discriminazioni sessuali, omosessualità: questi i temi dei 10 cortometraggi finalisti (vedi scheda allegata) della quarta edizione del concorso “Raccorti sociali” che domenica 16 dicembre, alle ore 15.00, saranno presentati al Cinema Odeon di Firenze. Alle ore 17.00 la proclamazione dei 3 corti vincitori che saranno premiati dai registi Francesca Archibugi e Guido Chiesa. Saranno presenti, fra gli altri, Patrizio Petrucci presidente Cesvot, Elda Landucci presidente Aiart Pisa, Cosma Ognissanti direttore artistico del concorso.

Alla premiazione parteciperanno anche i componenti della giuria tecnica: Stefano Rulli, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Pier Marco De Santi direttore artistico di Viareggio EuropaCinema, il regista Paolo Benvenuti, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Mirco Mencacci sound designer. In sala sarà presente anche una giuria popolare composta da 20 giurati tra studenti, volontari e partecipanti allaboratorio creativo di video narrazione sociale promosso dalla Delegazione Cesvot di Firenze e al corso “Le parole del volontariato: infrangere i silenzi” promosso da Cesvot.

Alla quarta edizione del concorso “Raccorti sociali” hanno partecipato 170 cortometraggi43 sono promossi da associazioni10 da scuole di ogni ordine e grado, il resto è prodotto da privati e case di produzione audiovisive e cinematografiche. Tra le associazioni numerose quelle nazionali, come Auser, Arci, Aima, Avis, Ail, Caritas, Cospe.
Tante anche le tipologie: 60 sono opere di fiction37 documentari, 16 gli spot5 i video musicali5 i corti risultato di laboratori4 i video-arte e3 i corti di animazione. Giovanissimi i registi partecipanti: 25 anni è la loro età media. I corti provengono da quasi tutta Italia: oltre il 30% proviene dalla Toscana e poi LombardiaPiemonteLiguria, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Marche. Tra i corti toscani in testa Firenze e Pistoia, seguite da PisaPrato, Arezzo, Livorno, Lucca, Massa-Carrara.

Oltre ai dieci finalisti, due i corti fuori concorso: lo spot per Telefono Azzurro creato dai bambini della scuola primaria “Aurelio Saffi” di Carrara e“Lettere Italiene” la web serie sulle seconde generazioni ideata da Federico Micali e Yuri Parrettini e prodotta da Cospe e L’occhio e la luna, la cui prima puntata è online dal 30 novembre sul sito della rivista Internazionale www.internazionale.it  e su www.lettereitaliene.cospe.org

I 10 FINALISTI:

1. Sono sempre stata Chiara, di Alessandro D’Aquino. Chiara è una donna transessuale realizzatae felice. Impossibilitata a diventare madre, vuole adottare un bambino insieme al suo compagno. Ispirato all’art. 3 della Costituzione, il corto racconta come Chiara – nonostante sia una donna a tutti gli effetti – debba affrontare, durante il già difficile percorso dell’adozione, il pregiudizio e la mancata accettazione degli altri, anche dei suoi familiari. Il corto è promosso dall’associazione Trans Genere.

2. A mano libera, di Giuseppe G. Stasi. Un pittore, una tavolozza, un fascio di pennelli… un bicchiere di vino. Realizzato con una troupe ridottissima, il corto si snoda quasi come un balletto, sezionando e riassemblando attimi sempre più serrati della scena. Seguendo il crescendo della musica, il video svelerà la realtà che, si sa, è ben diversa da come ci appare…

3. Give me an other chance, di Lorenzo Tozzi. Se ci ravvediamo dagli errori commessi, ognuno di noi ha diritto ad una seconda possibilità. Un video musicale interpretato da ergastolani “fine pena mai” e da altri detenuti del carcere di massima sicurezza di Spoleto.

4.  Storia di Anna, di Fililppo Ticozzi. Quella di Anna è una delle tante storie di maltrattamenti di anziani, un fenomeno preoccupante che colpisce soprattutto le donne. Ad oggi però non esistono statistiche nazionali. I dati Istat sulla violenza si fermano ai 70 anni: tutto quello che accade alle donne over 70 resta, un “affare di famiglia”. Il video nasce dal progetto europeo ‘Stop View’ (Stop alla violenza nei confronti delle donne anziane) ed è promosso da Auser Lombardia e La Città Incantata.

5. Rosie, di Stefano Bellumat. Un solitario contadino decide di liberarsi dai pregiudizi sessuali che lo attanagliano e di “coltivare” i propri sentimenti. Una storia esilarante fatta di corteggiamenti, momenti felici e spensierati, che porterà i due protagonisti in un vortice d’amore: a sigillare la loro relazione, un bacio ardente e tanto atteso. Protagonisti i due musicisti della band “The bastard sons of Dioniso”.

6. Le mani libere, di Antonio Chiavacci. Una ragazza di 17 anni racconta in un videodiario la sua esperienza di lavoro a Corleone in un’azienda agricola confiscata alla mafia. L’impegno della lotta alla mafia incontra la leggerezza e l’entusiasmo dell’adolescenza grazie ai campi estivi che ogni anno promuovono Arci, Libera e Regione Toscana.

7. 100 mg, di Diego Monfredini. Il racconto di una ragazza che, chiusa nella sua solitudine, viaggia tra autobus e metro, tra città e periferia per raggiungere l’ospedale e qui sottoporsi alla chemioterapia. Con lei un ragazzo che l’ascolta e la sprona ad andare avanti, un giovane volontario dell’associazione Il Samaritano di Codogno (Lodi) che offre assistenza ai malati terminali.

8. Sempre più veloce, di Stefano Decarli e David Marsili. In un’epoca dove il successo economico e sociale vale più della stessa vita, un giovane uomo resta schiacciato dalla pressione che la famiglia, il lavoro, il mondo circostante esercita su di lui. L’ansia da prestazione e il bisogno di ‘riuscire’ ad ogni costo lo porta a pretendere sempre di più da se stesso e ad assumere droghe e alcol in grandi quantità. Una storia dei nostri tempi fatta di disperazione e isolamento.

9. Cunegonde, di Antonella Barbera e Fabio Leone. Il viaggio di Cunegonde, una giovane donna che un giorno lascia la Costa d’Avorio, casa sua, per raggiungere la Sicilia, un’altra ‘casa sua’. Una corsa tra campi, sole e cielo in cui i due paesaggi, quello africano e quello siciliano, si confondono per diventare uno solo, la terra di Cunegonde. Il video prende spunto dal romanzo Il ventre del pitone di Enzo Barnabà.

10. A come… accompagnare, di Daniele Fenudi. Moreno, dopo anni di incertezze e difficoltà, trova lavoro presso la cooperativa agricola Calafata. Il racconto della sua giornata lavorativa si alterna alle interviste, tra il serioe il faceto, a volontari, operatori e lavoratori della cooperativa. Una doppia narrazione che ci porta nella campagna toscana a conoscere l’attività di inclusione e integrazione sociale che svolgono in Italia centinaia di cooperative impegnate in progetti di ‘agricoltura sociale’. Il video è promosso da Caritas Lucca, coop. Calafata e consorzio So.&Co.

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