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9 gennaio 2013

Corteggiamento Facebook – Come sedurre in Chat

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Corteggiamento Facebook

Corteggiamento Facebook

Mazzi di fiori, canzoni d’amore e lettere appassionate erano i mezzi con cui fino a qualche decennio fa si metteva in atto il corteggiamento.

Con l’avvento di internet le cose sono cambiate: i mazzi di fiori sono diventati smiles o link romantici, le canzoni d’amore vengono pubblicate in bacheca utilizzando YouTube e le lettere appassionate sono state sostituite dai dialoghi nelle chat.

Una cosa, però, non cambia mai: esistono regole del corteggiamento sia in quello d’altri tempi che in quello 2.0. di oggi.

Le prime regole basilari per un buon Corteggiamento Facebook o via internet o via cellulare sono:

1) Non rispondere subito al messaggio romantico ricevuto;

2) Diffidare dalla posta elettronica (potrebbe essere un virus!);

3) Non chiedere mai per primi l’amicizia su Facebook alla persona di interesse.

Come funziona il corteggiamento Facebook: studio e ricerca

Il Corteggiamento Facebook e ai tempi dei social network, attraverso le chat on line, ha le sue caratteristiche e molti sociologi e studiosi della comunicazione di ogni parte del mondo se ne sono voluti occupare. Chaterine Hakim ha scritto un libro dal titolo “The New Rules: Internet Dating, Playfairs and Erotic Power, in cui spiega quanto possa essere importante il tradimento virtuale in funzione del matrimonio (quello reale, ovvio!); il tradimento su internet riesce, secondo la stimatissima sociologa, a curare le crisi matrimoniali. Sarà vero? Ma soprattutto, senza internet le cose funzionavano meglio o peggio? Pare che differenze non ce ne siano visto che la bibbia del corteggiamento scritta da Ellen Fein e Sherrie Schneider dal titolo “The Rules, dopo ben 15 anni, continua ad avere successo e le autrici sono state costrette a convertire le loro regole a favore di internet sulle pagine del NY Post.

Non soltanto il Corteggiamento Facebook e su internet, ma anche il lasciarsi è diventata un’attività esercitata sul web molti sono i ragazzi che, purtroppo, adoperano le chat on line.

Ilana Gershon, professoressa dell’Indiana che per la prestigiosa Cornell University Press ha scritto le proprie regole in “The Breakup: lasciarsi con i nuovi media. Per quanto possa amareggiare l’affronto di questo nuovo “campo d’azione” amoroso, gli studi confermano l’assidua frequentazione del web soprattutto da chi ha un obbiettivo preciso: la conquista e quindi il Corteggiamento Facebook.

Il messaggio d’amore, dunque, va ridimensionato in base a cinque grandi aree d’azione: i messaggini, i siti d’appuntamenti, Facebook, Skype e la posta elettronica. Per quanto siano state individuate a proposito di queste aree diverse regole, la matrice di tutte è una ed una soltanto: farsi desiderare! Essere la preda e non il cacciatore, ma in che modo?

Il primo passo fondamentale è aspettare di rispondere ad un messaggio d’amore almeno quattro ore. Quattro ore, soprattutto ore come queste, potrebbero sembrare lunghissime e la tentazione potrebbe avere facilmente la meglio; un modo per resistere è cambiare il nome del destinatario/a con NON FARLO!, può sembrare assurdo ma la psiche umana ha spesso bisogno di input forti.

Per quanto riguarda Skype il discorso è simile: attaccare sempre per primi, il distacco vuol dire potere. Per Facebook lo stesso, non bisogna mai chiedere l’amicizia per primi al nostro “oggetto del desiderio”. Nel momento in cui la nostra preda dovesse rientrare tra i nostri amici è necessario stare attenti a cosa mostrare di noi: mai mettere post ridicoli in cui si fa riferimento a particolari della propria vita privata e, più di ogni altra cosa, evitare foto imbarazzanti come quelle in cui qualcuno ci ha immortalati appena svegli di primo mattino dopo una notte brava. Non è un bel vedere e il nostro acchiappo potrebbe perdere quell’immagine falsa di noi necessaria a farlo cadere in trappola.

Sconsigliate le e-mail: non avendo limite nei caratteri come i messaggi, spingono ad allungare il brodo e, di conseguenza, a far perdere l’interesse del destinatario. La regola base, in ogni caso, resta sempre la stessa: fuggire, deve essere l’altro a richiamare. E se lui/lei fa il nostro stesso ragionamento e non chiama? Chiamerà, tranquilli, e se non chiama, beh, vorrà dire che non era la persona giusta…o forse si?

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