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26 gennaio 2013

Separazione: Come chiedere gli alimenti se il coniuge non paga

Separazione

Capita che nella separazione o durante il divorzio gli ex-mariti non paghino.

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Una volta stabilito l’importo e fatto omologare dal Giudice, pur di non pagare gli alimenti, certi ex-mariti  sottopongono in seguito al Giudice stesso una dichiarazione dei redditi più bassa.

Riceviamo testimonianze in proposito da molti studenti degli Atenei milanesi, come quella di Romina:”

Mia madre si separò quando io avevo 15 anni. Ora che ne ho 22, posso dire che mio padre ha pagato gli alimenti poche volte  con regolarità e alle scadenze concordata.

Un giorno papà si rivolse al Giudice sostenendo la tesi di non avere più lo stesso reddito di quando si separò da mamma, perché nel frattempo aveva venduto degli immobili. In supporto alla sua richiesta di riduzione degli alimenti, offrì una dichiarazione dei redditi che il Giudice valutò come sospetta. Fece eseguire alcuni accertamenti fiscali e ne risultò l’infondatezza.

Perché il Giudice ritenne non verosimile la situazione reddituale? Abbiamo rivolto la domanda ad un avvocato di famiglia che preferisce restare anonima. Paladina delle parti più deboli, ammessa dall’ordine degli avvocati di Milano all’esercizio del Patrocinio a Spese dello Stato, la chiameremo col nome di fantasia di Giovanna Degliarchi: “Se beni presenti nella dichiarazione al momento della separazione sono stati ceduti a terzi, si è verificato un incremento del reddito. Se questa persona ha venduto, ha guadagnato dei soldi.”

Quindi l’ex-marito non è povero, ma ancora ricco e perciò può pagare. Però poi il bene non è più fonte di reddito, quindi non ha mentito.

“Ottima osservazione. Ma la cessione a terzi potrebbe essere stata fittizia. Dato che spesso il coniuge economicamente più forte mette in piedi manfrine per piangere miseria, il Giudice può anche non fidarsi delle sue dichiarazioni. Però la controparte deve insinuare il dubbio che le operazioni rappresentate siano fittizie o elusive. Gli avvocati servono anche a questo, a mettere in evidenza la debolezza degli argomenti altrui, oltre ovviamente a esporne di propri.”

Sappiamo di casi anche più complessi, come quello di Emilia, (nome fake per descrivere una situazione reale) la quale dice che l’ex-marito ha case, terreni e vigne. Ciononostante non paga né affitto né bollette, perché a pagare è la madre di lui. Quest’uomo le ha dato ogni mese 200.000 lire  per tre figli (ora 230 euro per due), cifra modesta. Avendo bravi avvocati, di cui uno è stato persino Onorevole, secondo Emilia l’ex era riuscito a far approvare dal Giudice questa ridicola somma.

Nonostante l’equa divisione delle spese mediche, educative, sportive, fossero state concordate in sede di separazione e pure omologate, Emilia afferma di non aver mai chiesto rimborsi per le medicine, visite specialistiche, scolastiche, di discipline sportive, utilizzando anzi le somme da lei accantonate per il voluttuario. Tuttavia, l’ex  non solo non appare come un aguzzino, ma avendo comprato l’auto nuova alla figlia più grande, agli occhi della ragazza e del paese appare come un santo, più ancora della madre, che se ne occupa quotidianamente.

L’uomo diffama la donna.   Dalla testimonianza emerge invece che fu invece lui ad andarsene con un’amante, lasciando Emilia sola e senza reddito con tre figli piccoli.

Come avrebbe dovuto comportarsi Emilia? Avrebbe dovuto raccogliere le prove del tradimento. Anche se oggi non è più prevista la separazione per colpa, il Giudice ne terrebbe comunque conto e riconoscerebbe più diritti alla ex-moglie tradita. Forte di un titolo esecutivo come la sentenza di separazione omologata dal Giudice, che suddivide in due quote uguali le spese citate, una per genitore, Emilia avrebbe dovuto raccogliere i giustificativi di quelle sostenute e girarle con richiesta raccomandata all’ex-coniuge, pena atto di precetto con minaccia di esecuzione forzata.

Anche se singolare, il caso di Emilia, ci porta a conclusioni di carattere generale. Una sentenza di separazione già omologata dal Giudice è un titolo esecutivo: non è più necessario ricorrere all’Autorità in caso di inadempienze e si può passare all’atto di precetto.

In caso di tradimento, è sempre meglio poterlo dimostrare perché sarà tenuto in considerazione dal Giudice in sede di separazione, anche se consensuale.

Consigli su come chiedere gli alimenti nella separazione: Mai disperdere le fatture, i ticktets sanitari, le ricevute relative alle spese di cui si è concordato il sostenimento a metà per coniuge e far valere gli accordi di separazione sempre con richieste scritte, meglio se raccomandate, affinché la data sia certa, così da poter far fede a un’Istituzione terza, come le Poste Italiane.

Semplici trucchi a conoscenza di tutti, ma che le donne separate, distratte dal quotidiano e dagli impegni filiali, non hanno la forza necessaria per porre in essere.

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