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21 marzo 2013

Canna Elettronica – Dalla sigaretta alla canna elettronica. Il Boom di Cannacig: Arriva lo spinello elettronico in Italia?

D'agata Giovanni

Dalla Sigaretta Elettronica alla Canna Elettronica

Arriva Cannacig, negli U.S.A. è gia Boom, l’italia si prepara ad accoglierla.

La novità è stata lanciata in California, in seguito all’ondata anti-proibizionista che si sta propagando  negli Stati Uniti, dove si sono avuti referendum  in Colorado e Washington che hanno aperto all’uso della cannabis a scopo “ricreativo”, tanto che in America il 48% si dichiara favorevole.

Alcune stime dicono che nel corso dei prossimi 5 anni si avrà un giro di affari intorno alla canna elettronica fino a quota 9 miliardi di dollari, a differenza degli 1,7 di oggi (nel giro di pochissimi mesi sono state vendute circa 150000 Cannacig).

A conferma di quest’ ipotesi, vi sono le dichiarazioni della società californiana Rapid Fire Marketing, (un’azienda specializzata nella produzione di inalatori a vapore), produttrice della canna elettronica e-joint, messo in commercio qualche mese fa, la quale, ha annunciato lo sbarco anche all’estero.

Dal mese di ottobre dello scorso anno, Marketing Rapid Fire ha lavorato con HexCorp per sviluppare un nuovo vaporizzatore esclusivamente per le erbe aromatiche essiccate e le miscele secche. La maggiore domanda di inalatori sul mercato riguarda gli apparecchi  che vaporizzano materiale essiccato vegetale e miscele secche.

Il nuovo vaporizzatore per canna elettronica avrà tre impostazioni di temperatura poiché erbe diverse evaporano a temperature diverse. Ciò consente all’utente di selezionare la temperatura ottimale per l’erba che desiderano vaporizzare.

Avrà, inoltre una distribuzione costante di calore, grazie all’interno in acciaio  della camera di riscaldamento, che consente anche un facile “ingresso” per la modifica dell’aromaterapia delle erbe secche, ed una facile pulizia.

Il design della canna elettronica sarà innovativo e permetterà all’utente di cambiare rapidamente e facilmente le batterie.

Tom Allinder, CEO di Marketing Rapid Fire, ha dichiarato: “L’inalatore di vapore è una tecnologia innovativa e dirompente per i pazienti e gli utilizzatori di cannabis medica, nicotina e erbe di tutto il mondo.Gli inalatori Vapor Marketing Rapid Fire sono senza fumo e quasi inodore quindi danno al “fumatore”, la possibilità di usufruire delle sue unità in luoghi pubblici e senza i ben noti effetti negativi sulla salute del fumo reale”.

Al momento  la canna elettronica è disponibile in: Alaska, Arizona, California, Colorado, Connecticut, Delaware, District of Columbia, Hawaii, Maine, Massachusetts, Michigan, Montana, Nevada, New Jersey, New Mexico, Oregon, Rhode Island, Vermont e Washington.

Presto la canna elettronica sarà disponibile anche  al di fuori degli  USA. Lo spinello elettronico potrà essere ordinato entro l’anno anche in Australia, Bangladesh, Belgio, Canada, Cile, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Israele, Macedonia, Messico, Olanda, Perù, Portogallo, Svizzera, Spagna e Venezuela.

Il Cannacig ha quasi lo stesso funzionamento dell’e-cigarette ed ha un costo di 69,95 dollari, mentre ancora non si conosce il prezzo della versione che sbarcherà nel vecchio continente.

Per capire meglio cos’è la canna elettronica se verrà mai venduto in Italia, e quali conseguenze avrà sui diritti dei non fumatori/inalatori, abbiamo chiesto al Dott. D’agata Giovanni, fondatore dello Sportello dei Diritti.

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Sa dell’esistenza del nuovo prodotto lanciato dagli Usa, lo spinello elettronico? Cosa ne pensa?

Ho letto su Internet della “novità” anche se in rete se ne vedono di tutti i colori specie quando si parla di oggetti per così dire “trasgressivi”. Se devo dire la verità l’idea non è in assoluto negativa anche perché se al netto dell’impossibilità della vendita di derivati della cannabis in molti Paesi, può servire comunque a rallentare i traffici illeciti conseguenti al traffico di stupefacenti allora può essere considerata una buona idea. In realtà non credo che a livello globale possa prendere piede perché tra i giovani e meno giovani che fanno uso degli spinelli tradizionali in ballo ci sono ulteriori elementi di natura anche sociologica che rendono il consumo per così dire normale quello di gran lunga preferito. Tra tutti mi viene in mente la preparazione della “canna” che per tanti è quasi un rituale.

Ritiene che la canna elettronica possa arrivare in Italia?
Allo stato dell’arte è pressoché impossibile. Nel nostro Paese la legge vieta di fatto il consumo e il possesso di tutte le droghe, anche quelle cosiddette leggere e il dibattito sulla “legalizzazione” si è arenato anni or sono e all’orizzonte non è prevista neanche una discussione istituzionale. E’ chiaro che si tratterebbe di una rivoluzione culturale per la quale il Nostro Paese non sembra al momento ancora pronto o forse non si vuole. Bisogna però ammettere che nonostante proibizioni e divieti la cannabis è una fra le droghe più consumate in assoluto da parte di un’ampia platea di cittadini a partire dalle fasce più giovani. Non si può più chiudere un’ occhio di fronte a tale fenomeno che in realtà foraggia la criminalità organizzata perché senza alcun controllo. Prima o poi, quindi, chi ci governa dovrà prendere in considerazione la possibilità di modificare la disciplina vigente in senso più liberale, magari controllando la vendita e il consumo dei derivati della cannabis proprio per stroncare i traffici illeciti.

Crede che sigarette elettroniche e simili ledano in qualche modo i diritti di quanti non fanno uso di questi apparecchi?
Non lo diciamo noi che l’esplosione del fenomeno non è stata controllata da nessuno degli Stati membri dell’UE tant’è che la Commissione si è data da fare per regolare attraverso una direttiva la commercializzazione di tali prodotti. E’ dimostrato che l’eccesso di nicotina effettivamente nuoce gravemente a chi la consuma direttamente e a chi la inala in via indiretta. Non possiamo escludere che i vapori generati dalle sigarette e inalatori elettronici possano danneggiare anche ci sta accanto. Al contempo invito a far attenzione a prodotti scadenti, quasi tutti di fabbricazione asiatica che sono stati immessi massicciamente sul mercato e che in alcuni casi sono stati oggetto di sequestri perché non dotati della minima garanzie per la salute dei consumatori.

Teme che il fatto che sia legalmente vietata la vendita di questi prodotti, in italia, possa lasciare spazio al mercato nero della canna elettronica in particolare?

Una regolamentazione è assolutamente necessaria per poter controllare meglio cosa si offre ai “fumatori”. Un divieto assoluto sarebbe una misura troppo drastica e attiverebbe i normali meccanismi che avvengono in questi casi: un mercato nero che in verità c’è già e credo che crescerà solo se non si effettueranno gli adeguati controlli che sono richiesti in tali circostanze. 

Per visitare il sito ufficiale della società produttrice dell’e-joint

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