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15 marzo 2013

Come Smettere di Fumare: Tecniche e Consigli per smettere di fumare del Prof Mangiaracina

Come smettere di fumare
Come smettere di fumare

Come smettere di fumare

Ecco come smettere di Fumare, cosa non è impossibile: le tecniche per non fumare più senza enormi sacrifici.

Nel 2012, in Italia, i fumatori di tabacco sono diminiuiti del 2%.

Al di là dei suoi effetti nocivi, il fumo simboleggia una sorta di status sociale. Una moda, anzi un rituale capace di placare le inquietudini dell’anima e di esorcizzare i mali della società.

Il fumatore, infatti, quando accende una sigaretta sente di dover soddisfare un bisogno, una necessità impellente, il desiderio, inconscio, di annientare i cattivi pensieri. Per alcuni fumatori, dunque, la sigaretta rappresenta una sorta di torcia in grado di accendere gli oscuri e sublimi sentieri della mente.

Ad ogni modo, il fumo continua ad uccidere. L’unica scelta sensata, pertanto, è smettere di fumare. Ma come smettere di fumare?

Secondo l’Oms, ogni 6,5 secondi il revolver a base di nicotina, catrame e monossido di carbonio uccide un essere umano. Mentre, ogni 24 ore, circa 90.000 giovani studenti (nel mondo) scelgono di entrare a far parte del club dei fumatori.

Secondo un’indagine commissionata dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, i fumatori di tabacco sono in lieve calo: nel 2012, infatti, si è registrata una riduzione del 2%. Si tratta di una riduzione storica: la più significativa degli ultimi 50 anni. Se nel 2011 i fumatori rappresentavano il 22,8% della popolazione nazionale, nel 2012, invece, sono scesi a quota 10,9 milioni. Lo studio, condotto dagli esperti Doxa, tra l’altro, ha anche il pregio di evidenziare la flessione delle vendite dei pacchetti di sigarette tradizionali. Gli italiani fumano in media 13 sigarette al giorno e l’8,5% dei fumatori, al fin di porre rimedio al costante aumento dei prezzi, ha scelto di ricorrere al tabacco sfuso.

Come smettere di Fumare: i consigli del prof Giacomo Mangiaracina della Sapienza

Al fin di comprendere al meglio la gravità del fumo, le metodologie di prevenzione ed esecrazione del tabacco e le tecniche per come smettere di fumare abbiamo deciso di intervistare il Prof. Giacomo Mangiaracina, docente alla Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza”, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione, Direttore Responsabile della Rivista Tabaccologia, Membro dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Prof. Mangiaracina, Lei è il maggiore esperto italiano nel campo del tabagismo. E’ autore di diversi libri: “ Curare il Fumo”, “Uscire dal Fumo”, “La prevenzione del tabagismo” e “I Disturbi alimentari e ponderali in medicina, chirurgia e psicologia”. Le sue pubblicazioni scientifiche hanno il pregio di renderci edotti sui rischi prodotti dal fumo: un mito da detronizzare ed annichilire. Le Sue terapie hanno liberato dalla schiavitù del tabacco più di 30.000 persone. Prof. Mangiaracina, come si fa a smettere di fumare?

“Prima di essere ‘impiegati’, i metodi sono stati ‘creati’ e poi ‘sperimentati’. Il processo di creazione è avvenuto nel 1985, dopo avere sperimentato per dieci anni un programma americano in voga dagli anni Cinquanta, il Five-Day Plan, in Italia ‘Piano dei 5 Giorni’. Nell’85 avevo già gli strumenti per potere varare il nuovo programma, che chiamai GFT (Gruppi di Fumatori in Trattamento) ispirandomi ai CAT (Club di Alcolisti in Trattamento) con i quali ho anche fatto esperienza per una decina di anni. L’anno successivo creavo anche i gruppi terapeutici per tabagisti per conto della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Questi gruppi funzionano ancora oggi in vari contesti, ma hanno subito molte variazioni da operatori che li hanno adattati anche al loro modo di relazionarsi con i pazienti fumatori. Questo procedimento richiama le mutazioni genetiche ed ha dato vita ad una varietà notevole di contesti terapeutici; ma, al di là del metodo, quello che conta veramente è l’operatore. Non basta che un bisturi sia bene affilato. Bisogna sapere in quali mani si trova. Dunque, da quando i metodi sono stati elaborati e consegnati al patrimonio scientifico collettivo, quello a cui mi sono dedicato è stata e continua ad essere la formazione e l’aggiornamento continuo degli operatori”.

Che cos’è la nicotina? E quante sono le sostanze nocive presenti in una comune sigaretta? E’ importante sapere quanto fa male il fumo per sapere come smettere di fumare?

“La nicotina è un alcaloide presente in molte piante, come le patate e le melanzane, ma la gente non fuma foglie di patate e di melanzane. Fuma tabacco, che ne è ricco. Assorbita dalle vie respiratorie arriva al cervello in 8-10 secondi e si lega a specifici recettori che oggi conosciamo bene. E‘ questo legame che crea la dipendenza su un piano fisiologico. Una volta saturati dalla nicotina, questi recettori la ‘vorranno’ sempre e aumenteranno pure di numero. Il cervello di un fumatore, infatti, risulta essere un cervello fisiologicamente modificato, rimodellato dall’azione della sostanza. Una vera trappola che obbligherà a fumare per una vita. La nicotina è anche un veleno molto potente. La nicotina di una sola sigaretta è in grado di uccidere un topo in una ventina di secondi. La stessa cosa accadrebbe ad un umano se potesse fumare venti sigarette contemporaneamente.

Quanto alle altre sostanze, ne sono state individuate più di 4000 nel fumo di sigaretta. Di queste circa 40 sono cancerogene. Perciò il fumo è stato classificato dall’OMS tra i carcinogeni di classe 1, ovvero quelli di cui non è possibile stabilire la dose minima di sicurezza. Come l’amianto”.

Qual è la Sua opinione in merito all’indagine Doxa commissionata dall’Istituto Superiore di Sanità? E che cosa ne pensa della moda del tabacco sfuso?

“Il numero dei fumatori è in continua decrescita in tutti i Paesi ad alto reddito. Negli Usa si calcola che se il trend si dovesse mantenere stabile, si potrebbe arrivare all’eradicazione del tabagismo entro il prossimo decennio. Nonostante le tendenze siano queste, il pessimismo appare giustificato. Le compagnie del tabacco detengono un potere immenso. Hanno il controllo sul cinema e sui Media e colonizzano già da una dozzina di anni i Paesi a basso e medio reddito. Le vendite di tabacco sono in crescita vertiginosa nei Paesi più poveri del mondo. In altre parole, i loro profitti sono sempre in aumento. Anche in Italia detengono un forte potere economico. 11 milioni di consumatori sono tanti. Immaginiamo che ogni mattina entrino dal tabaccaio e spendano 3 euro. Moltiplicando per 365 giorni si ottiene un fiume di denaro che per il 76% va allo Stato, che ci finanzia di tutto, persino le guerre, ma non la prevenzione. Il resto se lo dividono tabaccai e produttori”.

Lei ama definirsi un Tabaccologo. In effetti, ha dedicato gran parte della Sua vita e del Suo lavoro all’eradicazione ed alla detronizzazione del mito del fumo. Un mito che ogni anno uccide tantissime persone. Ha collaborato con Elio Guzzanti, Umberto Veronesi e Girolamo Sirchia.

“Un tabaccologo è uno che studia il tabacco, il tabagismo e i problemi fumo-correlati, con il relativo impatto sulla persona, sulla società, sull’ambiente. La parola “tabaccologia” venne coniata da Neander nel 1622, ma creando la società scientifica di tabaccologia (SITAB) nel 1999, con i maggiori studiosi e specialisti italiani, abbiamo conferito a questa parola la dignità scientifica che merita. Nel 2012 la Treccani ha inserito questo lemma nell’enciclopedia, e assicuro che non è un’operazione facile creare un nuovo vocabolo. Il nostro “vocabolo” può salvare milioni di vite umane”.

Come smettere di fumare: la sigaretta elettronica, pro e contro

Consigli per come smettere di fumare

Consigli per come smettere di fumare

Che cosa ne pensa della Sigaretta Elettronica (con e senza nicotina)? Aiuta a smettere di fumare?

“Per un uomo di Scienza le opinioni hanno scarso valore. I fatti si creano con la ricerca. Per questo motivo, nel 2011, abbiamo analizzato una e-cigarette e abbiamo pubblicato lo scorso anno il lavoro su una rivista scientifica internazionale, reperibile in rete. Per trovarlo su Google basta digitare ‘Pellegrino, Tinghino, Mangiaracina’.

“Tirate le somme, abbiamo trovato che la e-cigarette è di gran lunga meno dannosa alla persona e all’ambiente rispetto alla sigaretta tradizionale. Non ci sono le 4000 sostanze del fumo di tabacco e le 40 cancerogene. Invece, l’emissione di microparticolato (PM-10) è 20 volte inferiore, ma non è zero.”

“Mandare a quel paese il fumo o il vapore aromatizzato è la cosa da fare. Le vie respiratorie degli organismi viventi sono fatte per ricevere solo aria, e pulita. Tuttavia, questi dispositivi vanno visti positivamente per coloro che hanno grandi difficoltà a smettere. Almeno possono ridurre il danno. Alcuni lo usano come strumento per smettere. Va bene anche quello, anche se al momento non possiamo dire con certezza che serve a smettere”.

Secondo Lei esistono dei legami tra nicotina ed antidepressivi? Secondo Lei, in che modo le istituzioni potrebbero e dovrebbero ostacolare il tabagismo? Crede che lo Stato abbia delle responsabilità storiche in merito?

“Il fumo di sigaretta è da sempre considerato una forma di ‘automedicazione’, sia per i ragazzi in cui prevale la ricerca di emozioni, sia per quelli in cui prevale la ricerca di sensazioni. Il problema non ancora risolto è capire se la patologia tendenzialmente ansiosa o depressiva è pre-esistente all’adozione del comportamento tabagico o si è sviluppato successivamente con la creazione di una personalità dipendente. La chiamiamo ‘doppia diagnosi’ ed è difficile da formulare, anche dopo un colloquio accurato e dei test. Cosa fa dire “si, continuo” o “no, grazie” ad un ragazzo che prova a fumare? Questo è proprio il campo del quale mi occupo da anni con maggiore intensità, quello della Prevenzione. Lo Stato italiano non la fa. Al Ministero della salute pensano che fare uno spot con Renato Pozzetto possa scoraggiare dal fumare. Non è vero”. 

Come smettere di fumare

Come smettere di fumare

“Per fare corrette campagne mediatiche ci vogliono fondi, e questa è la mia proposta da anni: aumentare il costo delle sigarette come in Inghilterra e con una quota-parte creare un fondo nazionale per la prevenzione gestito da esperti. Ogni errore in prevenzione è un punto a favore delle compagnie del tabacco”.

Smettere di Fumare: L’opinione scientifica espressa dal Prof. Mangiaracina in merito alla lotta al fumo ed alle tecniche per smettere di fumare, ha il pregio di renderci edotti sul ruolo nevralgico ricoperto da alcune peculiari metodologie. Grazie ai “Gruppi di fumatori in trattamento” (GFT) ed al “Piano dei cinque giorni”, il docente della Sapienza, animato da una rara ed, al contempo, proficua tenacia professionale, è riuscito a liberare dalla schiavitù del fumo oltre 30.000 persone.

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