The Voice of Italy: Anticipazioni e indiscrezioni Martina Lo Visco Racconta

Redazione Controcampus 18 Marzo 2013

Negli ultimi anni la televisione ci sta tempestando di talent show: tra i più noti, Amici di Maria de Filippi e X Factor, un posto di tutto rispetto è per The Voice of Italy.

Attraverso questi programmi è possibile non solo conoscere lo spietato mondo del ballo e del canto, fatto di audizioni, soddisfazioni e porte in faccia, ma anche il suo aspetto emotivo, fatto di gioia, lacrime e competizioni. Per quanto molta gente li ritenga finti e melodrammatici, i talent show uniscono lo spettacolo al reality, accontentando così i gusti di tutti. Ciò che accomuna questi format è la posizione che assumono i concorrenti all’interno del programma: vivono come dei veri e propri studenti ed hanno la possibilità di avere come insegnanti/coach veri professionisti del settore, noti al grande pubblico. E’ quello che accade a The Voice.

Entriamo nel vivo del programma. Il format The Voice nasce nei Paesi Bassi dal noto genio di John de Mol, conosciuto per la creazione del Grande Fratello e della casa di produzione Endemol. La trasmissione è andata in onda per la prima volta in Olanda nel 2010 ed è stata successivamente esportata in oltre 35 paesi del mondo.

Il programma The Voice si divide in tre fasi: un’audizione al buio, una fase di gara a due e una serie di esibizioni in diretta televisiva. I giudici sono quattro cantanti noti al grande pubblico: ognuno di loro ha il compito di creare una propria squadra di concorrenti scegliendoli durante le “blind auditions” (la audizioni al buio). Questa prima fase è decisamente particolare: i quattro giudici sono girati di spalle e il cantante che sale sul palco per la propria performance deve sperare, per tutta la durata dell’esibizione, che uno dei quattro si giri. Non è detto che non lo faccia nessuno, può succedere, infatti, che si voltino tutti è quattro; a quel punto inizia il bello: i quattro giudici, punzecchiandosi simpaticamente fra loro, invitato il cantante ad unirsi al loro team, sperando così di essere scelti.

The Voice of Italy come funziona dalle squadre alla fase successiva

Non appena le squadre si sono formate, si passa alla fase successiva:  giudici assumono il ruolo di coach, fanno scontrare i membri della propria squadra in una sfida a due preparandoli su una stessa canzone, scegliendo così chi di loro potrà accedere alla fase finale.

La terza ed ultima fase prevede la competizione in diretta tv tra i concorrenti rimasti, attraverso turni a eliminazione diretta che portano ad un vincitore per ogni squadra. I quattro concorrenti di The Voice rimasti si sfideranno nella finale che decreterà il vincitore del talent show. La vittoria sarà decretata dal voto del pubblico e da quello dei giudici: le due tipologie di voto varranno rispettivamente il 50%.

Quest’anno il format televisivo The Voice è approdato in Italia dopo essere stato acquistato dalla Rai ed è andato in onda per la prima volta su Rai 2 giovedì 7 marzo, terminerà con la finale il 30 maggio.

I giudici e i concorrenti fino ad oggi in gara: ecco chi sono

  • Raffaella Carra (si dimostra sempre gentilissima e cortese, mette immediatamente a proprio agio i concorrenti, in particolare se sono stati rifiutati e non si pone mai con aria di superiorità)Vito Ardito, Veronica De Simone, Denise Faro, Manuel Foresta, Chiara Luppi, Michelle Perere, Stefania Tasca, Daniele Vit
  • Riccardo Cocciante (giudice che ad oggi ha ottenuto qualche riscontro in meno,ha riconosciuto di essere meno empatico degli altri): Mattia Leve, Lisa Mannara, Francesco Monti, Jessica Morlacchi, Giulia Saguatti, Samuele Spallitta
  • Noemi (solarità davvero unica grazie al suo sorriso contagioso. Anche lei, come gli altri, è sempre gentile ma oculata nelle sue scelte): Flavio Capasso, Silvia Capasso, Marsela Cibuka, Chiara Furfari, Antonia Laganà, Martina Lo Visco, Giuseppe Scianna,
  • Piero Pelù (il matadorper niente, formale, il rocker si diverte a punzecchiarsi con gli altri tre, in particolare con la Carrà che, nell’ultima puntata, ha simpaticamente definito “una spina nel fianco”) : Cristina Balestriere, Timothy Cavicchini, Marco Cantagalli, Paola Criscione, Francesco Guasti, Yasmin Kalach, Roberta Orrù, Alessandra Parisi, Savio Vurchio, Fabio Zampolli

I concorrenti escusi a The Voice of Italy fino ad oggi sono: Samantha Discolpa, Daniele Nicolò, Maria Grazia Terranova, Daniela Facchiano, Rocco Ferri

Il timone di The Voice è stato affidato a Troiano il quale, durante le esibizioni, supporta gli amici e i parenti dietro le quinte intenti a sostenere il cantante da loro accompagnato.

Intervista a Martina Lo Visco di The Voice of Italy

E’ Martina Lo Visco, una ragazza di 16 anni, dolcissima ma dalla voce carica di energia. Originaria di Mirabella Eclano (Av), Martina ha impressionato tutti e quattro i giudici con la sua esibizione.

Martina, come hai raggiunto questi risultati a soli 16 anni?

“Ho iniziato a cantare all’età di 11 anni ma ho avuto modo di approfondire gli studi di canto dall’età di 13/14 anni. In quel periodo ho iniziato a studiare presso l’Ouverture di Fontanarosa (Centro Didattico Musicale della provincia di Avellino, che annovera tra i suoi esperti Barbara Vesce, riconosciuta cantante vincitrice del Chiambretti Sunday Show e concorrente della prima edizione di X Factor); in seguito ho studiato presso il Village Music Lab di Caserta e, infine alla Melody Music School di Roma.”

Ciò che più salta all’occhio è la tua giovane età; si suppone che una ragazza di 16 anni debba dedicare il tempo necessario alla scuola e, vedendo la grande attenzione che hai dedicato al canto, ci chiediamo: hai trovato semplice gestire le due cose?

“Decisamente si! Quando qualcosa ti appassiona come lo studio del canto nel mio caso, le soluzioni si trovano facilmente. Non ho mai avuto intenzione di trascurare la scuola, ho cercato di dedicare il tempo necessario ad entrambe le cose senza rinunce.”

La tua esibizione è stata apprezzata da tutti e quattro i giudici: Noemi, la Carrà, Piero Pelù e Cocciante si sono girati quasi contemporaneamente contendendosi la tua presenza nei loro rispettivi team. Per una ragazza che viene dai banchi scuola deve essere stato qualcosa di sorprendente! Cosa hai pensato?

“In quell’istante non riuscivo a pensare a nulla! Non credevo fosse possibile avere tutti e quattro questi grandi artisti a mia disposizione ma, nel contempo, è stata un’enorme soddisfazione. Ho ripensato a tutti gli sforzi fatti fino ad oggi nello studio del canto: ho raccolto, finalmente, i primi frutti del mio impegno. Era la mia prima esibizione in televisione (Martina, prima di questa esperienza, ha partecipato ad un noto concorso canoro tenutosi a Mirabella Eclano chiamato “Mirabella Canta”) e, per questa ragione, ero emozionatissima. L’impatto è stato davvero forte e, alla fine della mia esibizione, non ho potuto evitare di piangere dalla gioia!”

A The Voice of Italy Noemi sceglie Martina Lo Visco

“Trovo che Noemi, rispetto agli altri tre giudici, sia più vicina al mio mondo. Come hai sottolineato prima, ho 16 anni e credo che anche la consapevolezza di essere ancora molto giovane mi ha spinta a scegliere lei: la trovo, oltre che una cantante bravissima, più vicina a me e in grado, quindi, di affiancarmi in questa mia esperienza. Preciso, però, che in quel momento ero davvero in preda alla confusione: non sapevo cosa fare! Quattro grandissimi artisti volevano che mi unissi al loro team, così ho deciso di seguire l’istinto che mi ha portata, appunto, a scegliere Noemi. Ovviamente, stimo tantissimo gli altri giudici: penso anche che la loro esperienza avrebbe potuto regalarmi tantissimo, ma sono certa che Noemi farà altrettanto!”

Il consiglio, dunque, è di seguire questo nuovissimo talent show The Voice, non solo per godere di buona musica (il livello dei concorrenti è decisamente alto), ma anche per il duello senza esclusione di colpi fra questi quattro fantastici giudici. Appuntamento, dunque, ogni giovedì alle 21 su Rai 2 a The Voice of Italy.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto