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20 aprile 2013

Adescamento On Line Minori. Vittima di adescamento on line a 14 anni, Christian si racconta

Adescamento Minori sul Web

Adescamento Minori sul Web

Quella che segue è una storia di adescamento on line minori, la storia di Christian, vittima di adescamento on line Christian, 19enne salernitano, oggi studente universitario di Scienze dell’Educazione, vittima 5 anni fa di un brutto incontro on line, un adescamento in piena regola, fortunatamente privo di conseguenze fisiche, che tuttavia non ha risparmiato ferite profondissime alla sua memoria di giovane uomo.

Ciao Christian. Raccontaci di questo “brutto incontro”. Com’è andato questo adescamento on line?

“Lo “spartito”, se così si può dire, è quello di tante storie che si raccontano in giro, tranne che per l’epilogo fortunatamente. Premetto che ho rischiato grosso, ma grazie a Dio mi sono fermato prima che succedesse l’irreparabile. Anche perché non è successo a me, ma disgraziatamente è toccato a tanti, tanti altri. Per cui se la mia esperienza può essere utile a mettere in guardia qualcuno, volentieri.

Anonimato sul Web

Adescamento minori in rete

In pratica è successo tutto 5 anni fa. Io ero ragazzino, 14 anni, e niente…mi piaceva smanettare al pc, giocare on line con gli amici a football manager, giochi di ruolo…cose normalissime…spesso fino a tardi. Ci passavo le giornate, anche perché a casa ero spesso solo con mia nonna, che non capisce niente di tecnologia però era l’unica che mi diceva “ma sempre davanti a ‘sto coso stai? Vattenne fuori che ce sta o’ sole!”. I miei li vedevo direttamente la sera (mia madre fa la segretaria, mio padre il rappresentante), quando rientravano da lavoro e di solito erano troppo “stanchi” per  chiedersi cosa facevo tutto quel tempo al pc. Sì certo, mi dicevano esci, vai con gli altri ragazzi…ma non c’era storia. Dopo un po’ che stavo in piazza, mi rompevo e correvo subito a casa, senza farmi vedere per evitare rotture di scatole. Uscivo solo per andare a scuola calcio…sai quelle scuole calcio di quartiere, che magari l’allenatore è quello del portone di fronte. Nel mio di caso, l’allenatore era un amico di famiglia, uno di quelli che vedi sempre a casa, per strade, alle feste di paese ecc. Non avevo mai notato attenzioni strane o forse ho cominciato ad accorgermene solo più tardi…fatto sta che un giorno, a fine allenamento, mi chiama e fa…”sai mi sono fatto il computer, sto imparando a chattare, qualche volta che sei collegato mi spieghi come si fa un profilo” ecc. Io ingenuamente rispondo che non c’è  problema, che anzi mi faceva piacere aiutarlo ecc. Comunque si iscrive su face e cominciamo a chattare sempre più spesso. All’inizio parlavamo quasi sempre di calcio, delle partite che dovevamo preparare, la squadra del cuore, spesso mi chiedeva curiosità tipo come funziona questo come funziona quello.

Poi poco alla volta la cosa si è fatta sempre più confidenziale e “strana”. I discorsi si spostavano quasi sempre sull’intimità mi postava foto di ragazze, “oh vedi la figlia di tizio che f.” ecc, finché non siamo arrivati alle battutacce solite, quelle più spinte, però nei limiti della goliardata. Però lui mi diceva sempre “oh! questa è na cosa che rimane tra me e te, non dire niente  a casa sennò devo fare casini con papà”. Però ripeto, a me stava simpatico, sembrava una persona apposto. Senonché…un giorno mi contatta su face e mi fa “puoi venire un attimo a casa…forse ho preso un virus non mi va il pc”. Vado da lui, “che c’è?” faccio io…”no ma secondo me è una stupidaggine..stavo su questo sito” e mi faceva vedere questi siti, sai i soliti. Tutti portali hard. Sulle prime, sai, faccio la parte del divertito “ma che fai? Ma lo sai che è così che si buttano i pc”? E lui che stava là vicino apre un video dove ci sono due uomini che fanno in scene orali…al ché dico “ma che schifo chiudi ‘sto coso!!! Manco finisco la frase che questo prende e mi mette una mano sulla coscia e mi fa “ma hai capito cos’è? Ti va di provare? Lo fanno tutti, non lo diciamo nessuno, ti insegno come si fa”. Mi sono sentito il mondo addosso, ti giuro. M’è venuto da piangere. Lì per lì non ho detto niente, so scappato a casa e mi so’ chiuso dentro.”

Controllo dei genitori

Controllo dei genitori

E i tuoi genitori? Come hanno reagito? Non ti chiedevano mai con chi chatti, perché tutte queste ore al pc? non hanno mai sospettato un adescamento on line? Hai denunciato?

“Denunciato no, ed è stato un errore. Ai miei non ho detto niente, cioè conoscono una versione un po’ diversa dei fatti. Tipo incomprensioni di spogliatoio, sai, mi sono preso a parole col mister ecc. Non se se troverò mai la forza di parlare apertamente di questa disavventura con loro, spero di riuscirci perché è un peso troppo grosso da portare da soli. Ti manca il fiato e spesso pure la voglia di vivere. Ovvio quando mi hanno visto piangere, mi hanno chiesto “che ti prende”, “sei strano”, “ti sei lasciato”..le solite domande. Il fatto è che dire la verità mi faceva sentire uno schifo…in più mi sembrava di averli “traditi”. Loro mi hanno sempre dato fiducia, forse troppa non lo so. Pensavano che fossi un ragazzino in gamba, sveglio…i miei sono persone moderne, aggiornate, parliamo sempre a tavola, commentiamo i tg…sapere che proprio il loro unico figlio ero stato vittima di un adescamento on line li avrebbe distrutti. Io questo lo sapevo e perciò non ho detto niente. In verità mi ha aiutato anche la partenza di quel maiale, che poco tempo dopo l’episodio si è trasferito a Torino da un fratello e non s’è più visto. I miei ancora oggi si chiedono com’è che è sparito nel nulla, io mi auguro francamente che sia morto e che non abbia fatto del male a nessun altro”.

Com’è ora la tua vita? Cosa diresti ad un ragazzo che ha vissuto un’esperienza di adescamento on line identica o analoga alla tua?

“Oggi ho 19 anni, vado all’università e sono una persona tutto sommato felice. La mia vita procede abbastanza tranquilla. Eppure quando meno me lo aspetto, o nei momenti di down, mi capita di ritornare con la mente  a quell’episodio schifoso. Ripeto, però…sono stato fortunato, perché alla molestia non è seguito alcun rapporto. Ma so bene che non tutti reagiscono come ho fatto io e non tutti sono in grado di riprendere la loro vita per i capelli. Io non ne ho mai parlato a 360° con nessuno, forse anche per questo mi ci sono voluti anni per ritrovare fiducia negli altri. Ricordo ancora quando non uscivo di casa per non vedere gli amici del calcetto, la ragazzina che avevo e che ho perduto perché mi era preso l’orrore dell’intimità! Tutto superato, ma da soli non è facile. Quello che posso dire a chi ha passato e sta passando momenti come i miei è di vuotare il sacco, raccontare tutto a casa, lasciare che gli altri ci tendano una mano. Ai genitori invece dico di essere più presenti, di non dare niente per scontato. Di non trascurare il quotidiano dei propri figli, perché è proprio dove i genitori latitano che i “mostri” trovano vita facile. L’uomo nero esiste!E spesso ha un nome e un cognome familiare. Imparate a leggere gli indizi, conoscere i propri figli è il modo migliore di fare prevenzione! Una volta si diceva non accettate caramelle dagli sconosciuti, senza spiegare nulla. Oggi forse dovremmo capire che i divieti bisogna motivarli. Perché spesso anche una vigilanza troppo soffocante può nuocere al bambino molestato, che dopo la molestia si  ha spesso anche il terrore di essere rifiutato dal genitore deluso. Quindi parlate, aprile la porta, fate entrare la luce!”

Matteo Napoli

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